mercoledì , 15 agosto 2018
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Front National: scacco alla Francia, scacco all’Europa

È stata la prima notizia scioccante del voto di domenica. Intorno alle 20, ad urne francesi ormai chiuse, gli exit poll – più accurati di quelli italiani – hanno decretato la netta vittoria del Front National (FN) di Marine Le Pen, figlia del decano dell’estrema destra francese Jean-Marie, eletto peraltro anch’egli, a 86 anni, al Parlamento di Strasburgo. Il 25% dei nazionalisti, unito al 20% dell’UMP e al misero 14% dei socialisti di François Hollande, fanno parlare il nuovo Primo Ministro Manuel Valls di “uno schock, un sisma”.

Secondo il “Renzi d’oltralpe”, la Francia e l’Europa attraversano un “momento grave” e gli elettori hanno dato prova di profondo scetticismo, perdita di fiducia e collera nei confronti del progetto europeo. La risposta del premier è quindi quella di spingere l’acceleratore sulle riforme, mostrando coraggio di fronte ai difficili e profondi cambiamenti necessari. Il Presidente Hollande ha reagito anch’egli con tutta la (poca) forza che gli rimane: convocato d’urgenza il governo alle 8.30 di ieri mattina, per preparare l’importante incontro informale di stasera con i suoi omologhi a Bruxelles e trarre le conclusioni di una disfatta epocale, che si va a sommare a quella delle amministrative di marzo ed agli indici di gradimento ad una sola cifra.

Non è la prima volta che un Le Pen gioca un simile scherzo alla sinistra francese. Nelle presidenziali del 2001, Jean-Marie umiliò il candidato del Parti Socialiste (PS) Lionel Jospin, piazzandosi secondo dopo Chirac, andando quindi al ballottaggio con quest’ultimo. Questa volta il danno è ancora più grave: innanzitutto, il Partito Socialista, al governo in una fase molto delicata per l’economia francese e per l’integrazione europea, non può permettersi di rifugiarsi in una fase riflessiva da cui maturare una sofferta risposta alla delusione del suo stesso elettorato.

Forte del sostegno della pubblica opinione poi, Le Pen ha ora buon gioco ad incalzare Hollande chiedendo addirittura lo scioglimento anticipato dell’Assemblea Nazionale. Inoltre, non sarà possibile per i socialisti “turarsi il naso” e cancellare la vergogna sostenendo i rivali conservatori, come accadde nel 2001. I 24 deputati dell’FN che preparano le valigie per Bruxelles saranno infatti il gruppo più numeroso tra gli europarlamentari francesi, con pesanti effetti negativi per la possibilità del governo di orientare le discussioni nelle commissioni del Parlamento Europeo, influenzando i deputati “amici”.

Gli effetti dell’ouragan nazionalista non saranno però importanti solo per la Francia. La star di queste elezioni ha infatti l’obiettivo esplicito di realizzare una “alleanza ribelle” a Bruxelles, per combattere l’Europa dal suo interno e, se finora ha incassato l’assenso, per formare gruppi condivisi, da parte dei soli Matteo Salvini della Lega Nord e Geert Wilders del Partito della Libertà olandese (non tra i pesci più grossi tra gli euroscettici), l’influenza e l’attrazione che eserciterà nel Parlamento saranno di tutto rispetto.

Il programma con il quale il Front National ha raggiunto questo eclatante risultato è stato molto semplice: uscire dall’euro, ristabilire i dazi doganali anche con i partner europei, chiudere le frontiere. In estrema sintesi: abbandonare la globalizzazione e la politica quale gestione efficiente dell’economia, ritornare all’autosufficienza autarchica di una Francia da riportare alla sua rimpianta grandeur. E se il ritornello del “né di destra, né di sinistra” viene continuamente ripetuto dai sostenitori della Le Pen, e se è vero che il partito ha abbandonato la retorica esplicitamente razzista, è anche vero che questo non ha nemmeno cambiato il nome e il logo, che richiamano esplicitamente il defunto Movimento Sociale Italiano, erede del fascismo di Mussolini. Se si considera, infine, che gli elettori del Front National tendono ad essere giovani, a basso reddito e poco istruiti, si può chiaramente capire quanto sia completo il fallimento del Partito Socialista.

Nell’immagine, Marine Le Pen (© staffpresi_esj, 2007, www.flickr.com)

L' Autore - Shannon Little

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