domenica , 18 febbraio 2018
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Il PDE di Rutelli e Bayrou si prepara alle elezioni europee

Proseguono gli incontri dei vari partiti politici europei in vista delle imminenti votazioni di fine maggio. Venerdì 28 febbraio a Bruxelles è stata la volta del Partito Democratico Europeo (PDE), che ha adottato il suo nuovo manifesto. Il Consiglio del Partito ha illustrato le priorità e le strategie che intende perseguire nella legislatura 2014-2019. Il Partito Democratico Europeo è una formazione politica europea di ispirazione federalista, è nato nel 2004 da un’idea congiunta dei due co-fondatori François Bayrou e Francesco Rutelli e si dichiara una forza centrale pro europea, che vuole superare la divisione nazionale destra/sinistra.

Di fronte ai delegati dei partiti affiliati al PDE, Rutelli ha affermato di avere, con la presentazione di questo manifesto, lo scopo di difendere lo spirito e il progetto europeo. “Noi siamo una forza di cambiamento che si batte per un’Europa più democratica e efficiente”, rincara la dose l’eurodeputata Marielle De Sarnez. Alla riunione hanno partecipato diversi osservatori che vorrebbero aderire al PDE in vista delle elezioni europee, in particolare forze partitiche dell’Europa Centrale e Orientale.

Nei 10 punti del manifesto, approvato all’unanimità, vengono sottolineati la battaglia in difesa dell’euro e del suo sistema, la salvaguardia del modello sociale europeo, la strategia per l’autosufficienza e sicurezza energetica, un politica di difesa efficace, la lotta agli sprechi e alle discriminazioni, il rafforzamento e la promozione della diversità culturale e linguistica. Marielle De Sarnez ha riassunto questo documento programmatico come “la ricetta per frenare l’avanzata dello scetticismo”.

Il 12 marzo a Strasburgo verrà inoltre comunicato, dalla stessa eurodeputata francese, il nome del candidato alla presidenza della Commissione. Il Trattato di Lisbona infatti impone ai partiti politici europei di indicare, prima delle elezioni, il nome della figura prescelta per questo incarico. Il Partito Democratico Europeo chiede che il Presidente del Consiglio Europeo e quello della Commissione siano un’unica figura in modo da dare all’Europa un leader più rappresentativo ed efficace.

Rutelli, a margine della presentazione del manifesto, ha criticato il Partito Democratico per la sua adesione al Partito Socialista Europeo, definendola un tuffo nel ‘900: “Il PSE non è cambiato, è rimasto quello del secolo scorso. Nel centro dello schieramento pro europeo continua la coerenza con l’impegno del PDE”, ha affermato l’ex sindaco di Roma.

Va ricordato che, nel gennaio di quest’anno, la proposta dell’ALDE di candidare alla presidenza della Commissione il belga Guy Verhofstadt aveva provocato la reazione positiva del movimento di Rutelli e Bayrou. Negli ultimi mesi il PDE ha deciso però di presentare una sua candidatura autonoma, che verrà resa pubblica fra pochi giorni. Dopo la proposta del 12 marzo del Presidente della Commissione, il prossimo appuntamento del Consiglio del Partito Democratico Europeo sarà per il 24 di Aprile a Roma.

In foto il fondatore del PDE  François Bayrou (Foto: European Parliament)

L' Autore - Luca Rosati

Laureato triennale in Scienze Politiche- indirizzo economico presso l'Università degli Studi di Torino. Appassionato di tutto ciò che concerne la politica e la storia. Attualmente iscritto al corso di laurea magistrale in Scienze del governo, sono felice di portare il mio contribuito per questa rivista.

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