giovedì , 16 agosto 2018
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L’ALDE ha già scelto: Guy Verhofstadt candidato alla presidenza della Commissione

L’Alleanza dei Liberali e Democratici per l’Europa (ALDE) candida il belga Guy Verhofstadt alla presidenza della prossima Commissione Europea. L’ex primo ministro belga, attuale capogruppo dei Liberali al Parlamento Europeo, si è detto “deliziato dell’accordo” e onorato del ruolo che gli è stato conferito. Olli Rehn, Commissario agli affari economici, si fa da parte, ma resta – come recita il comunicato stampa dell’ALDE – “il candidato del partito per altri ruoli di rilievo”. La sfida tra Verhofstadt e Rehn per la nomination dei Liberali in vista delle europee di maggio finisce quindi prima di cominciare, con un italianissimo compromesso pre-congressuale.

All’indomani della presentazione delle due candidature, per altro particolarmente pesanti, l’ALDE si era messa all’opera per trovare un accordo per minimizzare i rischi di divisione dello schieramento centrista e liberale. Mark Rutte, primo ministro olandese, e Christian Lindner, leader del partito liberale tedesco (FDP), sono stati gli artefici dell’accordo. Verhofstadt guiderà i Liberali alle europee, per massimizzare la presenza dell’ALDE nel prossimo Parlamento. Rehn parteciperà alla campagna elettorale e resterà a disposizione per il dopo-elezioni, quando molto probabilmente si renderà necessario un accordo tra più forze politiche per formare una maggioranza europeista e respingere l’offensiva del fronte euroscettico.

La decisione dei leader per la scelta del candidato si sarebbe risolto nelle prossime settimane, culminando con il voto dei delegati dei partiti nazionali il 1 febbraio. In quell’occasione, invece, i membri dell’ALDE si limiteranno a ratificare l’accordo e dare avvio alla campagna elettorale. Il confronto aperto tra posizioni divergenti, anche interne allo stesso partito, sembra davvero non piacere in Europa, neppure al gruppo liberaldemocratico. Lo ammette lo stesso Verhofstadt, giustificando però le ragioni del compromesso. «Questa questione poteva essere risolta da primarie interne al partito la prossima settimana» ha dichiarato, «ma è meglio aver raggiunto un’intesa che permetterà a entrambi di contribuire alla campagna elettorale per garantire una presenza forte dei Liberali e Democratici nel nuovo Parlamento».

Di fronte ad un possibile stallo post-elettorale, quello raggiunto ieri potrà rappresentare un compromesso perfino per la stessa presidenza della Commissione. Il rigore liberale del Commissario Rehn è sempre stato allineato, ben più del liberalismo federalista di Verhofstadt, alle ricette di riformismo strutturale che piacciono a Berlino e al Partito Popolare Europeo. Restano poi ruoli importanti come la presidenza del Consiglio Europeo e quella dell’Eurogruppo, posizioni alle quali Rehn può legittimamente ambire.

Verhofstadt può però essere l’’arma in più, per i Liberali, per far presa sulla mente e sui cuori degli elettori europeisti. Sono le ragioni della lotta contro gli euroscettici a dover prevalere, non il singolo candidato. «Gli europeisti sono sotto attacco in molti Stati membri», ha denunciato Verhofstad, «l’importante è che quelli che ancora credono nell’UE stiano assieme per combattere le forze reazionarie del nazionalismo e del populismo che stanno diffondendo paure e dubbi nelle menti dei cittadini». L’invito non sembra limitato ai Liberali e lascia in secondo piano il tema dell’economia rispetto alla lotta contro i nuovi e vecchi nemici dell’ideale europeo. Il refrain della campagna elettorale euroliberale sarà “Europeisti di tutta Europa, unitevi”?

In foto, Guy Verhofstadt (foto: ALDEADLE – Flickr)

L' Autore - Davide D'Urso

Caporedattore, Presidente del Consiglio di Redazione e Vice Presidente dell'Associazione OSARE Europa - Laureato in Scienze Internazionali e Studi Europei presso l'Università di Torino e la Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi, ho avuto esperienze professionali a Torino e Novara nei settori della comunicazione e dell'internazionalizzazione d'impresa. Nel 2014 ho lavorato a Bruxelles come addetto stampa per la Presidenza italiana del Consiglio UE. Vivo e lavoro a Torino. Scrivo di politica e istituzioni UE, Mediterraneo e politica di vicinato.

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