martedì , 14 agosto 2018
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Le Pen: sfruttando l’astensione, vince la convinzione

Europe je t’aime, moi non plus. Una settimana orsono i cugini d’oltralpe hanno votato in massa il Front National, partito di estrema destra. La vittoria nelle elezioni Europee di un partito che si chiama “Fronte Nazionale” desta immediatamente l’attenzione. L’euroscettiscimo non è più alle porte, diventa di casa, e con 24 deputati (per la Francia) siederà nel Parlamento Europeo. Un tuono è risuonato domenica sera nelle sale di Matignon, residenza di Hollande, e la scena politica francese è stata scossa da un terremoto venuto dal basso. Al comando del partito vincitore, il FN, c’è Marine Le Pen.

La quarantacinquenne francese è passata alla guida del partito nel 2011, recuperando il testimone passatole dal padre Jean Marie.La caratteristica che distingue immediatamente Marine Le Pen dal Presidente Hollande è il suo carisma. Di fronte ad un presidente criticato in continuazione per le deludenti doti da leader, le qualità da comunicatrice della condottiera Le Pen prendono pertanto ancora più forza. Come una macchia nera su una anonima parete bianca.

Il 25% del “popolo sovrano” ha espresso la sua scelta. Il Front National negli ultimi 3 anni ha conosciuto una grande scalata verso il successo. Già nel 2012 si riscoprì come terzo partito nelle elezioni presidenziali, con il 18% dei voti espressi. Non più di un mese fa, in occasione delle elezioni comunali, aveva riportato la vittoria in più città francesi. Risultati che provocarono un’ondata di sdegno nell’esagono. Niente in confronto allo schiaffo elettorale di domenica scorsa, molto peggiori di quel che potevano aspettarsi i membri del governo di François Hollande. Il partito socialista esce zoppicante dal confronto, con un misero 14%.

L’ipotesi più diffusa è che la vittoria del FN sia figlia da una parte del voto di convinzione e dall’altra della grande astinenza. Se da una parte in Grecia molti ellenici affermano di votare Alba Dorata per sanzionare il sistema melmoso in cui vivono e la classe dirigente disprezzata in quanto casta, in Francia, il voto al Front National non ha nulla a che vedere con le “punizioni”. La preferenza espressa per il partito di estrema destra francese ha a che fare con la paura.

Il sistema sociale francese è uno dei più avanzati in Europa, ed è proprio questa la leva azionata sistematicamente dai partiti nei loro comizi. La paura di ondate di immigrati pronti a succhiare il sangue ai contribuenti francesi è ricorrente. Se a questa si aggiunge la tradizionale tendenza dei francesi a lamentarsi in continuazione delle tasse, la pozione razzista diventa ad alto rischio xenofobo. La sequenza logica porta infatti il Front National a spingersi verso dichiarazioni, contro etnie e nazioni, definite xenofobe da più parti. Marine Le Pen si è da sempre battuta contro l’allargamento dell’UE a Paesi come Romania e Bulgaria, entrati nel 2007.

Le colpe vengono fatte cadere sui soliti bersagli: l’euro, gli immigrati, i tecnocrati europei e la comunità musulmana, colpevole di incrementare l’eterogeneità della società transalpina. Ma con quali parole Marine Le Pen ha saputo raccogliere così tanti voti? La sua campagna è stata costruita interamente sul motto “si alla Francia, no a Bruxelles”. Le ridondanti frasi patriottiche hanno avuto un doppio effetto a causa della crisi: più volte la Le Pen si è rivolta al “popolo sovrano”, ai “francesi lavoratori”, sostenendo che bisogna “rimettere la Francia nelle mani dei francesi”. Tematiche che risvegliano animi resi ancor più infiammabili dall’arrivo della crisi, dalla quale la Francia non è rimasta immune.

Il partito che però ha veramente stravinto in questa tornata elettorale europea in Francia è l’astensionismo. I francesi non si rivelano grandi europeisti a prescindere, e non hanno esercitato il loro dovere civico basilare: il voto. Poco importa il fatto che le elezioni europee siano state anticipate proprio per scongiurare la possibilità di una scarsa affluenza. In Europa sono stati confermati i timori espressi alla vigilia. È sufficiente comparare i video della votazione di François Hollande mentre vota.

La differenza è sconvolgente. Nel video che lo ritrae durante le comunali lo sfondo è una sala gremita, per le europee è una sala vuota dove si sentono solo i clic dei fotografi. Solamente il 40,6% degli aventi diritto ha votato. Un risultato che conferma la linea astensionista. In Italia quest’anno, per capire, hanno votato il 65% degli aventi diritto. La Francia però non si da per vinta a questo anti-europeismo, c’è anche chi si oppone: numerose le marce organizzate contro l’FN, ribattezzato anche Front Haine, Fronte dell’Odio.

Photo: © David Oranje, 2012, www.flickr.com

L' Autore - Manuele Franci

Dopo la triennale di Relazioni Internazionali all'Università di Bologna, ho continuato gli studi a Strasburgo. La passione per il giornalismo e le tematiche europee mi hanno aperto le porte per una borsa Schuman nella DG COMM del Parlamento Europeo. Ho il pallino per la Francia e le politiche UE.

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