martedì , 14 agosto 2018
18comix

Verso le elezioni europee 2014: l’Irlanda ha fiducia nell’Europa

Il 2014 sarà per l’Irlanda l’anno del rientro alla normalità”, ha affermato il Segretario Generale della Commissione Europea, Catherine Day. Sì, l’anno dell’Irlanda che finalmente ritrova e conferma il proprio ruolo in Europa e nell’economia mondiale. Il semestre di presidenza irlandese dell’UE, considerato un successo sia a livello europeo che nazionale, si è concluso con l’accordo sul budget dell’Unione per il 2014-2020 e con quello politico sulla riforma della politica agricola comune.

Non è tutto. Lo scorso dicembre, dopo tre anni dallo scoppio della crisi finanziaria, l’Irlanda è finalmente uscita dal programma di aiuti concessi dall’Unione Europea e dall’FMI, dando ufficialmente il via alla riscossa economica del Paese. Certo, come sottolineato dal Primo Ministro Enda Kenny, la ripresa resta fragile: disoccupazione, debito pubblico ed emigrazione costituiscono ancora una pesante eredità e rappresentano le principali sfide del futuro.

Nonostante questo, l’Irlanda può dire di affacciarsi alle prossime elezioni europee, con un ritrovato ottimismo ed una ritrovata fiducia nell’UE, almeno per quanto riguarda i suoi cittadini. Secondo i dati forniti dall’Eurobarometro, il 75% degli irlandesi crede che il Paese abbia beneficiato, nell’uscire dalla crisi, dell’appartenenza all’UE. I cittadini si sentono ancora poco coinvolti nel processo decisionale europeo, ma sono fiduciosi per il futuro: il 53% è convinto che nel giro di una decina d’anni i cittadini saranno maggiormente coinvolti negli affari europei.

In questo clima pro-Europa, apparentemente lontano dall’euroscetticismo crescente nel resto dell’Unione, il Paese si prepara alla prossima maratona elettorale. Il 2014 sarà l’anno delle elezioni europee (nel 2009 votò il 57,5% degli aventi diritto) ma anche delle amministrative: doppio impegno quindi per le forze politiche in campo. Con l’ingresso della Croazia nell’UE lo scorso luglio, il numero degli euro-deputati irlandesi é passato da 12 a 11. Le circoscrizioni ‘North-West’ e ‘East’ sono state abolite e sostituite da un’unica circoscrizione, la ‘Midlands-North-West’. Chi saranno dunque i protagonisti della prossima tornata elettorale?

Fine Gael, il più grande partito politico in Irlanda e sicuramente tra i più europeisti, nel PE siede tra i banchi del PPE. Ha sostenuto con passione il progetto di Costituzione Europea e promosso con convinzione la campagna a favore dei “sì” ai referendum irlandesi sulla ratifica del trattato di Lisbona. Il partito è attualmente a capo del governo, in coalizione con i Laburisti (che invece, a livello europeo, sono affiliati al PSE).

Fianna Fáil, anch’esso a centro destra ma schierato in Europa con l’ALDE, è invece il partito dell’ex primo ministro Brian Cowen, convinto europeista e promotore del dialogo con Bruxelles che garantisca un ruolo centrale all’Irlanda all’interno del dibattito europeo. Nel manifesto per le elezioni europee del 2009, dichiarava che “votare per candidati anti-EU sarebbe chiaramente contro gli interessi dell’Irlanda”.

L’euroscetticismo in Irlanda è associato al Sinn Féin, promotore della sovranità nazionale e sostenitore della campagna per il “NO” al referendum per l’approvazione del Trattato di Lisbona. Il leader del partito, Gerry Adams, ha recentemente fatto appello ai partiti di sinistra (in Europa è affiliato alla European Left, come il Socialist Party irlandese) affinché si uniscano in una piattaforma comune contro l’establishment conservatore. Rimane infine il partito dei Verdi, in cerca di rimonta rispetto al 2009.

La novità è rappresentata da Alleanza per le Riforme, gruppo apparso nella scena politica irlandese nel settembre scorso, capeggiato da Lucinda Creighton, ex Ministro irlandese per gli Affari Europei (2011-2013) e attualmente presidente del Gruppo sul futuro dell’Europa del PPE. Alleanza per le Riforme, formato da deputati e senatori distaccati dal partito Fine Gael, critica l’attuale sistema politico e l’establishment in generale, e si fa promotore di una riforma della cultura politica, sottolineando la necessità di maggiore apertura e trasparenza di informazioni.

Il primo incontro aperto al pubblico, due settimane fa, ha accolto oltre 1000 persone. Un successo inaspettato, ma resta ancora in dubbio se il gruppo si trasformerà in un vero e proprio partito politico, e se lo farà prima delle elezioni europee. Questioni interne, come l’aborto o le riforme elettorali, restano ancora conflittuali. Così come il fatto che la Creighton sia una convinta sostenitrice dell’UE. Una posizione non condivisa da tutti i membri del gruppo.

Nell’immagine, uno scorcio di Cork durante la campagna elettorale per le elezioni europee ed amministrative del 2009 (© Jnestorius, Wikimedia Commons).

L' Autore - Ylenia Maitino

Laureata in Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli di Roma, ho ottenuto un diploma post-laurea in Economia presso la London Metropolitan University di Londra. Ho vissuto a Dublino, Londra e Bruxelles, dove dal 2005 seguo le politiche comunitarie riguardanti l’agricoltura e la sicurezza alimentare e, per passione personale, le tematiche riguardanti le industrie creative e il settore culturale. Ho pubblicato un libro di poesie in italiano e sono coautrice di una raccolta di novelle in inglese, recentemente pubblicata a Bruxelles. Da qualche mese curo un blog di arte e cultura.

Check Also

Parlamento europeo, Strasburgo per la sede unica?

di Jennifer Murphy Anni di dibattiti sembrano aver portato esponenti politici di diversi schieramenti ad …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *