giovedì , 16 agosto 2018
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Verso le elezioni europee 2014: Polonia, l’esito non è scontato

Anche nel sesto Paese più esteso d’Europa la campagna elettorale per il voto europeo del 25 maggio prossimo sta entrando nel vivo. Trentotto milioni di polacchi alle urne per coprire 51 seggi al prossimo Parlamento europeoIl sistema elettorale è di tipo proporzionale caratterizzato da clausola di sbarramento al 5% e possibilità di esprimere preferenze. Alle scorse elezioni del 2009 quest’ultima possibilità non era data e i seggi a disposizione della Polonia erano 50, di cui la metà occupati dal partito dell’attuale primo ministro Donald Tusk (riconfermato alle politiche del 2011) Piattaforma Civica, 15 da Diritto e Giustizia, 7 dall’Alleanza della Sinistra Democratica-Unione Laburista e 3 dal Partito Popolare Polacco.

Per la composizione del nuovo Parlamento Europeo si confronteranno 7 principali partiti. Secondo i più recenti sondaggi i conservatori di Diritto e Giustizia (PiS) sono avanti a tutti, stabilmente sopra il 30%. Si tratta di un partito di destra dall’afflato piuttosto euro-critico, se non dichiaratamente euroscettico in alcune sue frange. È stato fondato nel 2001 dai gemelli Lech e Jarosław Kaczyński, e aderisce a Bruxelles al gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei. Il PiS punta forte sulla lotta alla corruzione e sulla sicurezza, tanto da essersi spinto in più occasioni ad auspicare che l’UE ripensi la sua posizione in merito all’abolizione della pena di morte, almeno per chi commette omicidio.

In seconda posizione troviamo Piattaforma Civica (PO), in calo di popolarità nelle ultime settimane ma accreditata di un 27-31%. PO è un partito di centro, cristiano-democratico, con forte vocazione europeista, fondato, anch’esso nel 2001, dai “tre tenori” Andrzej Olechowski, Maciej Płażyński e Donald Tusk, attuale premier. Dal 2003 ha aderito al Partito Popolare Europeo a cui ha contribuito con 15 deputati alle europee 2004 e addirittura 25 alla tornata elettorale successiva, tra cui Jerzy Buzek, presidente del PE dal luglio 2009 al gennaio 2012.

Segue nelle intenzioni di voto, ma con un discreto distacco, l’Alleanza della Sinistra Democratica (SLD). Partito di centro-sinistra nato nel 1999 (ma già presente dal 1991 come coalizione) erede della Socialdemocrazia della Repubblica Polacca, sorta a sua volta dallo scioglimento del Partito Operaio Unificato Polacco. Al governo dal 2001 al 2005, sostiene la candidatura di Martin Schulz a presidente della Commissione Europea e aderisce al Alleanza Progressista dei Socialisti e dei Democratici cui contribuirà con la sua dote del 10-11% di voti a livello nazionale che i sondaggi ad oggi le assegnano.

L’ultima delle compagini già presenti alle precedenti europee è il Partito Popolare Polacco (PLS), centrista e ruralista. La storia del PLS si dipana dal termine della Grande Guerra, quando, su iniziativa di Wincenty Witos, si riunirono vari movimenti agrari. Alle europee 2004 si guadagnò 4 deputati che confluirono nel PPE, ma solo fino al dicembre 2005, quando 3 di loro decisero di aderire al gruppo Unione per l’Europa delle nazioni.

Tra quelle che potrebbero essere le “new entry” del futuro PE, vanno ricordati Europa Plus (E+), il Congresso della Nuova Destra (KNP) e Polonia Insieme (PR). La prima è una coalizione di movimenti di centro-sinistra pro-Ue nata il 3 febbraio 2003 e presieduta dall’europarlamentare Marek Siwiec, dall’ex presidente polacco Aleksander Kwaśniewski e dal businessman Janusz Palikot. E+, accreditata di circa il 7% dei voti, è favorevole all’entrata della Polonia nell’Eurozona e vorrebbe che questo accadesse prima del 2019.

Il KNP è un partito conservatore e libertario, aderente ai dettami della scuola austriaca, e ritiene non necessario, anzi dannoso, l’intervento dello Stato nell’economia. I sondaggi lo danno ancora sotto l’asticella del 5%, ma, come altri movimenti euroscettici in Europa, sta guadagnando consensi opponendosi all’adozione della moneta unica e ad ulteriori passi avanti in senso comunitario. Anche PR, dato sotto il 5%, è un partito liberale di centro-destra fondato nel dicembre 2013 dall’ex ministro della Giustizia Jarosław Gowin e può contare su tre europarlamentari del gruppo Conservatori e Riformisti Europei.

La competizione è quindi aperta, anche in Polonia, ed il successo di Piattaforma Civica stavolta è tutt’altro che scontato. Quel che è certo è che non otterrà la metà dei seggi come nel 2009, a causa dell’affermazione prepotente di Diritto e Giustizia che, come in molte altre parti d’Europa, si nutre dell’ondata euroscettica che sta sferzando il Vecchio Continente. 

Nell’immagine, Varsavia (© Simone Belladonna)

L' Autore - Simone Belladonna

Laureato in Scienze Internazionali-Studi Europei e alla Scuola di Studi Superiori di Torino, da sempre appassionato di politica e storia. Ho studiato in Svezia presso la Linnaeus University, faccio parte del consiglio di redazione di Rivista Europae e a marzo 2015 ho pubblicato con l'editrice Neri Pozza il mio primo saggio “Gas in Etiopia”, sui silenzi e le rimozioni del passato coloniale italiano, specialmente per quel che riguarda l'estensivo uso dei gas sulle popolazioni etiopiche. Fortemente convinto che «l'incomprensione del presente nasce inevitabilmente dall'ignoranza del passato».

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One comment

  1. Davide Denti (@DavideDenti)

    Interessante. Andrebbero aggiunte un paio di osservazioni. Gli eurodeputati del PSL nell’ultima legislatura (2009-14) sono tornati nello stesso PPE di Piattaforma Civica, con la quale d’altronde sono anche al governo. E i sondaggi, che davano PiS in forte vantaggio su PO, sono stati pressoché ribaltati nelle scorse settimane con la crisi in Ucraina, che ha dato a Tusk e al suo energico ministro degli esteri Sikorski grande visibilità e la possibilità di sviare la discussione da temi di politica interna che avrebbero potuto nuocergli. PollWatch2014 dà oggi PO e PiS accoppiati in testa con 18 MEPs virtuali ciascuno, seguiti da 7 per SLD e 4 per PSL. Infine 4 anche per Europa+, che però si divideranno a metà tra ALDE e S&D. Polska Razem e KNP dovrebbero restare a secco.

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