martedì , 14 agosto 2018
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Verso le elezioni europee: i Conservatori e Riformisti non presentano un loro candidato

Non vogliono elezioni federali europee. Ritengono una farsa indicare un candidato per la presidenza della Commissione Europea. Sono i Conservatori e Riformisti Europei, rappresentati dall’omonimo gruppo nel Parlamento Europeo. Il Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR) conta oggi 57 membri e costituisce quindi il quinto in ordine di grandezza fra quelli che siedono nell’assemblea. Il partito europeo a cui fa riferimento il Gruppo è l’Alleanza dei Conservatori e Riformisti Europei, nata nel 2009.

La nascita del partito è stata diretta conseguenza della creazione del gruppo parlamentare da parte dei due principali azionisti politici dell’Alleanza, il Partito Conservatore britannico e il Partito Democratico Civico (ODS) dalla Repubblica Ceca, che nella legislatura precedente sedevano fra le fila del Partito Popolare Europeo. Proprio nel distacco dalla piattaforma del PPE, favorevole all’integrazione europea, si esprime il primo tratto politico dell’Alleanza: i Conservatori e Riformisti sono infatti moderatamente euroscettici. Favorevoli a un mantenimento del mercato unico, rifiutano tuttavia un approfondimento dell’integrazione politica europea.

Oltre ai Conservatori britannici (25 seggi) e l’ODS (9 seggi), si sono associati al gruppo parlamentare due partiti polacchi: Diritto e Giustizia (6 seggi), un movimento che in precedenza faceva parte del gruppo più marcatamente euroscettico dell’Unione per l’Europa delle Nazioni, e La Polonia è la più Importante (3 seggi). Il gruppo è poi completato da deputati singoli provenienti da Belgio, Ungheria, Lettonia, Paesi Bassi e Ungheria. È presente anche un rappresentante del Partito Unionista dell’Ulster, mentre per l’Italia siede Susy De Martini, eletta nelle liste del Popolo della Libertà, ma subito passata al gruppo ECR.

Il motto del gruppo è ‘Time to take a new direction’, è tempo, dunque, di rivedere quel discorso integrazionista che pare un dato di fatto per molte forze politiche europee, impossibile da mettere in dubbio. Lo stesso Segretario Generale del gruppo, il britannico Daniel Hannan, afferma di amare l’Europa, “ma crede che l’UE stia rendendo la sue gente più povera, meno democratica e meno libera”.

Hannan ha espresso la sua posizione favorevole a un referendum in Gran Bretagna sul Trattato di Lisbona, ma più in generale è l’intero gruppo politico a nutrire forti perplessità, se non aperto scetticismo, nell’attuale conformazione dell’UE. E non perché questa sia troppo poco integrata. Così se il gruppo ECR ha imposto nella scorsa legislatura la liberalizzazione dei movimenti dei capitali come una delle priorità della propria azione politica, allo stesso tempo si impegna a sottolineare che un mercato unico non implica necessariamente uniformità. Ad esempio, “è chiaro” che presto l’UE sarà divisa fra il blocco dell’eurozona e quello dei Paesi che mantengono le proprie valute nazionali.

I Conservatori e Riformisti ritengono che l’Unione oggi sia progettata per mantenere lo status quo, a favore di una burocrazia di Bruxelles con una mentalità bloccata da decenni. Il Gruppo ECR vorrebbe un’Unione più snella, che spenda meglio le sue risorse. Per questo motivo, i parlamentari del gruppo si sono battuti per ottenere un taglio al budget dell’UE per i prossimi sette anni. Si sono concentrati poi sulle spese dell’istituzione che li ospita: il gruppo ECR ha premuto affinché venisse superata l’attuale locazione del PE in due sedi differenti e ha presentato svariati emendamenti per ridurre i costi di viaggio e traduzione.

Questa battaglia per una maggiore responsabilità economica delle istituzioni europee, si accompagna all’opposizione a una maggiore integrazione, soprattutto nel campo della difesa e della politica estera. Anzi, alcune prerogative dovrebbero essere restituite agli Stati nazionali. Per questo motivo, l’Alleanza si rifiuta di partecipare al ‘gioco’ delle altre forze europee alle prossime elezioni di maggio. I Conservatori e Riformisti Europei non presenteranno dunque un proprio candidato per la presidenza della Commissione. I principali partiti europei infatti starebbero utilizzando le candidature per tenere le prime elezioni federali europee della storia, fatto a cui i conservatori si oppongono con forza. I cittadini europei non conoscono affatto i candidati alla presidenza: pretendere che stiano votando per loro, costituisce solo l’ennesima forzatura democratica dell’UE.

In foto il logo del gruppo (Foto:http://ecrgroup.eu/video/logo-type/ ) 

L' Autore - Luca Barana

Vicedirettore e Responsabile Istituzioni e Affari Generali – Conseguita la laurea triennale in Scienze Politiche, ho scoperto un vivo interesse per la politica internazionale. Laureato magistrale in Studi Europei con una tesi sulle Relazioni esterne dell’UE, incentrata sul contributo alla cooperazione allo sviluppo delle relazioni interregionali con l’Africa. Appassionato di giornalismo, ricopro il ruolo di vicedirettore di Europae.

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One comment

  1. Perchè non uniamo ,in Italia ed in Europa,tutte le forze realmente liberali ,liberiste e riformatrici per guidare il processo europeo e globale?

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