domenica , 18 febbraio 2018
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Verso le elezioni europee: i Verdi a difesa di ambiente e Stato sociale

È una tedesca, classe 1981, la candidata che ha ottenuto più voti alle primarie del gruppo Verdi-Alleanza Libera per l’Europa. Le primarie, cominciate il 10 novembre e conclusesi il 28 gennaio, hanno infatti visto la designazione di Ska Keller e del francese José Bové, 61 anni, come capi fila del gruppo alle elezioni europee di maggio. Ska Keller è una ragazza di appena 32 anni, è stata eletta nel 2009 al Parlamento Europeo, dove si è occupata, in particolare, di migrazione e dei rapporti UE-Turchia. José Bové, classe 1953, è un attivista francese, esponente del movimento no-global, noto per le sue campagne contro gli OGM, contro Mc Donald’s e portabandiera di campagne pacifiste e per diritti civili.

I Verdi hanno infatti una storia antica al Parlamento Europeo fatta di lotte ecologiste, ma anche di attenzione per lo Stato sociale ed il pacifismo. Con 58 deputati, di cui la maggioranza, incredibilmente, donne, il gruppo è da tre legislature la quarta presenza al Parlamento Europeo. L’alleanza col gruppo ALE, Alleanza Libera Europa, è nata nel 1999.

Attualmente i partiti nazionali che formano il gruppo sono i partiti ecologisti verdi dei Paesi storici dell’UE, in particolare Europe Ecologie dalla Francia e il tedesco Bündnis 90/Die Grünen. Il partito ecologista è forte anche nei Paesi del Benelux. Soffre, tuttavia, di una chiara partizione geografica e vede completamente esclusi dalla sua formazione rappresentanti degli Stati dell’Europa orientale, che, come i Paesi dell’Europa meridionale, hanno una sensibilità ecologista ancora poco sviluppata. Il Partito dell’Alleanza Libera Europa raggruppa, invece, partiti regionalisti e separatisti. Appartiene al gruppo dei Verdi-ALE anche l’unico rappresentante del Partito Pirata svedese.

Il Partito dei Verdi si è distinto sin dagli anni Novanta per le lotte portate avanti in materia di cambiamenti climatici. La lotta contro gli OGM inizia anche in quegli anni quando il principio di precauzione – che impone di astenersi dalla distribuzione di prodotti potenzialmente pericolosi sino a quando sussista il dubbio circa la loro pericolosità – si afferma nell’Unione proprio grazie all’azione dei Verdi. Il pacifismo è poi nel cuore dell’Agenda Verde già dalla Guerra del Golfo, così come il nucleare, contro il quale i Verdi conducono ormai da decenni un’aspra lotta.

Già dal 2009, sotto il manifesto “L’Europa merita di meglio” e dopo aver adottato internamente la risoluzione “Stop Barroso”, i Verdi si sono presentati alle elezioni col chiaro e manifesto intento di creare una vera cesura con la Commissione Barroso. L’obiettivo si ripropone, ora, con le prossime elezioni di maggio. Per avere chiare le direttrici dell’azione politica dei Verdi nel corso dell’ultima legislatura è sufficiente dare uno sguardo alle campagne che il gruppo ha promosso nel corso degli ultimi anni e che porta avanti con lo spirito militante che gli è proprio. Ovviamente, in prima linea, le campagne verso l’ambiente: “Stop climate change-play your part”, “Green New Deal” e Green TEEN-T”, per lo sviluppo di reti di trasporto più rispettose dell’ambiente.

Particolare è, poi, l’attenzione verso la privacy con le campagne “Respect my privacy” , per la protezione dei dati, particolarmente critica con il governo americano e il suo utilizzo dei dati e, conseguentemente, la campagna “YES WE STOP!”, che propone la sospensione dei negoziati dell’accordo transatlantico sino a quando gli Stati Uniti non vincoleranno il loro sistema di protezione dei dati a quello europeo.

Fortissima poi la critica al paventato utilizzo del gas di scisto. È, infatti, su stimolo dei Verdi che proprio negli ultimi giorni il Parlamento ha espresso un parere assolutamente negativo, di forte disappunto, nei confronti della Commissione Europea relativamente alla proposta in materia di cambiamenti climatici entro il 2030, che avrebbe rivelato l’abbassamento delle ambizioni europee nel settore. Il PE ha, dunque, votato una risoluzione “verde” che, puntando alla riduzione ulteriore delle emissioni, si muove su tre direttrici: rinnovabili, taglio di CO2 e aumento dell’efficienza energetica.

Eliminare la logica neo-liberale (…) che è alla base dell’accumulazione delle crisi che subiamo oggi (economica, finanziaria, sociale ed ambientale)” e “costruire un vero Stato sociale (…) e rendere l’Europa più democratica e più semplice”: queste secondo le parole rispettivamente di Bové e della Keller le sfide che attendono l’Europa nel prossimo futuro, parole che sintetizzano piuttosto bene la filosofia del partito che i due politici rappresentano.

In foto, Ska Keller, esponente dei Gruenen tedeschi e votata come capofila alle elezioni europee (© gruene_sachsen – 2014 Flickr)

L' Autore - Livia Satullo

Responsabile UE-Russia - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche (“R.Ruffilli” di Forlì), ho da sempre nutrito una tripla passione per il giornalismo, l’Unione Europea e la diplomazia. Ex stagista preso la Rappresentanza Italiana all’UE e giornalista pubblicista dal 2011, ho fatto diverse esperienze all’estero tra cui un semestre di studio a Mosca che mi ha suscitato un’incredibile curiosità per la cultura e la lingua russa. Preparo il concorso diplomatico e nel tempo libro faccio atletica e scrivo racconti.

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