domenica , 18 febbraio 2018
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Verso le elezioni europee: il Belgio e lo spettro del separatismo fiammingo

Per il Belgio mancano meno di 60 giorni non solo alle elezioni europee, ma anche alle elezioni regionali e federali. Non poteva essere altrimenti, in un Paese che – con i suoi 30.000 km² e 11 milioni di abitanti – comprende ben tre comunità (francese, fiamminga e germanofona), tre regioni (Vallonia, Fiandre, Regione di Bruxelles Capitale), quattro parlamenti (oltre a quello europeo) e tre lingue ufficiali (francese, neerlandese e tedesco). Il risultato è un dedalo linguistico, culturale e amministrativo, in cui a fare da trait d’union non può che essere Filippo, Re dei Belgi. Il Belgio è infatti una monarchia costituzionale e – dal 1993 – uno Stato federale a tutti gli effetti, composto da comunità e regioni.

Tra le due comunità maggiori (quella vallona e quella fiamminga), al di là delle divisioni linguistiche, non mancano le tensioni, legate soprattutto alla questione della distribuzione delle risorse. La regione delle Fiandre ha conosciuto infatti uno sviluppo economico sostenuto a partire dagli anni ’60, superando di gran lunga la Vallonia e le sue industrie pesanti in declino ormai da più di cinquant’anni. Nonostante la crisi abbia colpito duramente anche Anversa e dintorni, per alcune fasce della popolazione il tasso di disoccupazione nelle Fiandre è la metà di quello della Vallonia.

Dopo le elezioni federali del 2010, la tensione tra le due comunità si è tradotta in una crisi di governo che ha battuto ogni record di lunghezza: 570 giorni. Il partito nazionalista e indipendentista fiammingo Nieuw-Vlaamse Alliantie (N-VA), guidato da Bart de Wever, ha infatti ottenuto il 28,2% dei voti nelle Fiandre e il 17,4% di voti a livello federale, attestandosi clamorosamente come il primo partito. Partendo da una piattaforma di stampo conservatore, la N-VA propone nel suo programma un modello confederale di Stato, che permetta alle Fiandre di gestire in modo autonomo le proprie risorse. Pur aspirando di fatto all’indipendenza delle Fiandre, il partito di Bart de Wever non mette in discussione né l’appartenenza all’Unione Europea, né tantomeno l’euro. Quello che la N-VA rifiuta categoricamente del progetto europeo è l’aspirazione a creare gli “Stati Uniti d’Europa”: le identità nazionali vengono prima di tutto.

Il Partito Socialista francofono (PS) ha ottenuto invece solo il 13,6% delle preferenze, classificandosi secondo. L’impasse si è conclusa soltanto nel dicembre 2011, quando Elio di Rupo, leader del PS francofono, ha prestato giuramento come Primo Ministro. Il governo Di Rupo è sostenuto da una coalizione di centro-destra e centro-sinistra, che raggruppa svariati partiti.

Il successo della partito nazionalista fiammingo è stato la grande, inaspettata novità del 2010. Solo l’anno prima, alle elezioni europee, avevano trionfato i partiti tradizionali. Nel 2009, il Belgio ha infatti eletto 22 europarlamentari, dei quali 12 eletti nel collegio elettorale fiammingo, 8 in quello francofono e 1 in quello germanofono. Nel collegio francofono ha vinto il Partito Socialista che – con il 29% dei voti – ha ottenuto 3 seggi, seguito dal Mouvement Réformateur (associato al gruppo dell’ALDE) e da Ecolo (appartenente al gruppo dei Verdi). L’unico eletto nel collegio germanofono apparteneva invece al partito cristiano-sociale (PPE). Anche nel collegio fiammingo la maggioranza dei voti è andata ai cristiano-democratici (associati al PPE) e ai liberali (gruppo ALDE), ciascuno dei quali ha ottenuto 3 seggi. Alle elezioni del 2009, il partito indipendentista fiammingo N-VA (associato al gruppo dei Verdi/Alleanza Libera Europea) ha invece conquistato soltanto un seggio.

In maggio la situazione è destinata a cambiare radicalmente: secondo un sondaggio condotto da RTBF/La Libre Belgique in febbraio, la N-VA di Bart de Wever è data addirittura al 32,3% nelle Fiandre. Con il 28%, il Partito Socialista rimane invece la prima forza politica in Vallonia, pur subendo una certa flessione nei consensi. Per effetto dell’ingresso nell’UE della Croazia, alle elezioni di maggio il Belgio eleggerà 21 eurodeputati (e non più 22 come nel 2009). A perdere un seggio sarà il collegio fiammingo. Pollwatch2014 prevede che a maggio la N-VA si affermerà indiscutibilmente come il primo partito del Belgio (e non solo delle Fiandre), conquistando circa il 20% dei voti e 5 seggi su 21. Il Partito Socialista dell’attuale primo ministro Di Rupo rischia invece di fermarsi all’11-13%. Stando a quanto dicono i sondaggi, Bart de Wever può già iniziare a stappare lo champagne. Ma, si sa, i sondaggi ingannano. A volte.

In foto una manifestazione nelle Fiandre (Foto: Flickr –Tijl Vercaemer)

 

L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

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