martedì , 20 febbraio 2018
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Verso le elezioni europee: in Grecia la sinistra ha cambiato volto

In nessun Paese come in Grecia, forse, gli equilibri politici appaiono così stravolti rispetto alle ultime elezioni del 2009. Invero, ad esserer stravolto non è solo, e non tanto, il panorama politico, quanto quello economico e anche quello sociale: negli ultimi cinque anni si è consumata in Grecia la più grande delle crisi che un Paese dell’Unione Europea abbia mai vissuto. Una nazione che è miseramente sprofondata nel baratro e che annaspa per uscirne, vittima tanto di sé stessa, quanto dei terribili errori di un’unione monetaria avventata e mal pensata.

In questa realtà ancora così incerta e fluida le elezioni per il Parlamento Europeo che si terranno a maggio rivestono un ruolo di un’importanza elevatissima. Si aggiunga in tutto ciò che la Grecia sarà fino a giugno il Paese che detiene la presidenza di turno dell’Unione Europea. La Grecia eleggerà a maggio 21 parlamentari: erano 22 fino al 2009 e 24 ancora prima. L’elezione avverrà su un’unica circoscrizione nazionale col sistema di rappresentanza proporzionale. Le liste sono bloccate e la soglia di sbarramento è al 3%.

La maggior parte dei partiti è schierata su posizioni filo-europee. Solo i partiti di estrema sinistra e di estrema destra si allineano chiaramente su posizioni anti-europee. In particolare il più avverso a Bruxelles è il partito comunista (KKE). Su linee anti-europeiste anche il LAOS (partito di estrema destra). Durante la scorsa legislatura, erano stati eletti a Strasburgo 8 rappresentanti del PA.SO.K. (Movimento Socialista Panellenico), 8 del partito ND (Nuova Democrazia), 2 del KKE (Partito comunista), 2 del LAOS (partito di estrema destra), 1 di SYRIZA (partito della sinistra radicale) e un altro dell’OP, i Verdi, per la prima volta in Europa. Allora, Nuova Democrazia, partito di destra affiliato a livello europeo al PPE, aveva conquistato ben 2 seggi in meno rispetto al 2004, preludendo d’altronde alla sconfitta che di lì a poco avrebbe subito alle politiche a favore del partito di centro-sinistra (PA.SO.K.), affiliato invece al PSE.

Poi però è arrivata la crisi. E la richiesta di aiuti, che però sono arrivati accompagnati da spietate politiche di austerità. Il PA.SO.K. , che dal 1981 per una ventina d’anni ha detenuto con brevi pause le redini del governo, colpevole tanto dello sperpero che aveva condotto alla crisi quanto del rigore che ad essa doveva rimediare, ha cominciato a precipitare. Nel 2012 i tentativi di dare vita a un nuovo governo da parte del Presidente Papoulias sono approdati, dopo le elezioni di giugno, alla formazione di un esecutivo di coalizione a guida ND (con Samaras Primo Ministro). Elezioni del giugno 2012 in cui il PA.SO.K ha ottenuto solo il 12%, percentuale di gradimento ulteriormente calata nelle successive tornate elettorali locali.

Oggi, quindi, il panorama politico greco risulta piuttosto stravolto. Alla luce degli ultimi sondaggi elettorali, il primo partito dovrebbe essere SYRYZA, che si attesta secondo il più recente sondaggio (della Pulse RC) intorno al 24%. SYRIZA nel 2009 aveva ottenuto solo il 4,6% dei voti, guadagnandosi un seggio a Strasburgo. Secondo, oggi, sarebbe il partito di Samaras, col 21,5%. Sul terzo partito i sondaggi non sono concordanti: se lo contendono POTAMI e il XA. Sconvolgente l’ascesa del primo, visto che si tratta di un partito dagli orientamenti politici non ancora definiti, lanciato solo l’11 marzo 2014 dal giornalista Stavros Theodorakis. Preoccupante, in ogni caso, l’avanzata (malgrado i problemi giudiziari) del partito XA (Alba Dorata) partito di estrema destra, affiliato al Fronte Nazionale Europeo. Altrettanto sorprendente la quarta posizione, accreditata dalla maggior parte dei sondaggi, seppur con percentuali variabili, al partito comunista (KKE), che si aggira su percentuali anche superiori al 7%.

E il PA.SO.K.? Il 7 marzo è stata annunciata la creazione di una nuova alleanza di centro-sinistra, l’Ulivo (Elia), che riunisce diversi movimenti di centro-sinistra e il PA.SO.K. Il Presidente del Parlamento Europeo e leader del Partito Socialista Europeo Martin Schulz si è recato ad Atene, proprio il 9 marzo, a sostenere la nuova coalizione che rappresenta il PSE in Grecia. Coalizione che tuttavia dovrebbe guadagnare un misero quinto posto in questa tornata elettorale, aggirandosi intorno all’8% e riuscendo solo, nella migliore delle ipotesi, a superare il partito comunista guadagnando il quarto posto. PA.SO.K che quindi, insieme ai cittadini greci, si avvia a diventare la più grande vittima della crisi, una crisi di cui però è egualmente responsabile.

In foto il protagonista dell’omonima lista alle elezioni europee e leader di SYRIZA, Alexis Tsipras (© Fraktion Die Linke, www.flickr.com) 

L' Autore - Livia Satullo

Responsabile UE-Russia - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche (“R.Ruffilli” di Forlì), ho da sempre nutrito una tripla passione per il giornalismo, l’Unione Europea e la diplomazia. Ex stagista preso la Rappresentanza Italiana all’UE e giornalista pubblicista dal 2011, ho fatto diverse esperienze all’estero tra cui un semestre di studio a Mosca che mi ha suscitato un’incredibile curiosità per la cultura e la lingua russa. Preparo il concorso diplomatico e nel tempo libro faccio atletica e scrivo racconti.

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