mercoledì , 15 agosto 2018
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Verso le elezioni europee: in Slovenia vincerà l’astensione?

Il 25 maggio 2014 si apriranno in Slovenia le urne per eleggere gli otto europarlamentari (uno in più rispetto alle elezioni europee del 2009) che rappresenteranno il Paese a Bruxelles e Strasburgo. La legge elettorale è basata sul sistema proporzionale e sul metodo D’Hondt, lo stesso utilizzato in moltissimi Paesi della UE, senza alcuna soglia esplicita di sbarramento per i piccoli partiti. La peculiarità di questo metodo è che la soglia di sbarramento è variabile in relazione al numero di seggi da assegnare. Più sono i seggi da assegnare, più la soglia si abbassa. Considerando gli otto seggi, la soglia variabile si posiziona intorno al 10%, escludendo i partiti medio-piccoli.

Nelle due precedenti edizioni, l’affluenza non ha mai superato un terzo degli aventi diritto e sia nel 2004 che nel 2009 si è fermata al 28,3%. Al contrario, alle ultime due tornate elettorali per il parlamento nazionale (2008 e 2011), l’affluenza ha sempre superato il 60%. Insomma, all’incirca ogni tre cittadini sloveni solamente due vanno a votare alle elezioni politiche e solamente uno a quelle europee. Se aggiungiamo a questi dati il fatto che ancora nel 2013 sei sloveni su dieci hanno dato un’opinione neutra o negativa riguardo l’appartenenza del proprio Paese alla UE, il cerchio si chiude perfettamente.

L’aspetto ancora da considerare riguarda invece quanto impatteranno la crisi finanziaria iniziata nel 2013 e la nuova composizione dello scacchiere politico sul voto europeo. Occorre cominciare dal partito del premier Alenka Bratušek, la prima donna a essere diventata Primo Ministro nella storia slovena. Si tratta di Slovenia Positiva (Pozitivna Slovenija), partito di centrosinistra nato nel 2011 con il nome di Lista di Zoran Janković – Slovenia Positiva e primo partito sloveno (28,5% alle ultime politiche). Slovenia Positiva si presenta per la prima volta alle elezioni europee e lo farà sotto l’egida dell’ALDE.

All’inseguimento si trova il Partito Democratico Sloveno (SDS), membro del Partito Popolare Europeo che attualmente occupa 3 seggi al Parlamento Europeo. Alle elezioni europee del 2009 si aggiudicò, come primo partito, il 26,6% dei voti e le sue percentuali alle politiche del 2011 non sono cambiate molto. Essendo i primi due partiti, secondo il metodo D’Hondt, chi arriverà prima si aggiudicherà un seggio in più e di conseguenza la sfida sarà serratissima. Il terzo partito del Paese, è SD (SocialDemocratici), affiliato al PSE ed arrivato secondo alle europee del 2009 quando ancora non esisteva Slovenia Positiva: lotterà per ottenere almeno un seggio in questa tornata elettorale.

Tornando all’area liberale (ALDE) occorre registrare per queste elezioni la scomparsa di Democrazia Liberale di Slovenia, partito che è passato dal 36,26% delle elezioni del 2000 ad un misero 1,48% in quelle del 2011. Alle scorse europee conquistò un seggio che molto probabilmente in questa tornata passerà a Lista Civica di Slovenia, nato nel 2011 ed anch’esso affiliato all’ALDE. La differenza tra i due partiti è che il primo poteva collocarsi nell’area del liberalismo-sociale di centrosinistra, mentre la neonata Lista Civica in Italia verrebbe sicuramente definita “liberista”.

Anche lo ZARES, affiliato all’ALDE, che nel 2009 conquistò un seggio, rimarrà fuori dall’Europarlamento dopo il flop alle elezioni del 2011 (0,65% dei voti) che lo escluse anche dal parlamento nazionale. Ottenne un seggio nel 2009, ma molto probabilmente rimarrà a bocca asciutta il partito confessionale-europeista Nuova Slovenia – Partito Popolare Cristiano (PPE), ben lontano dalla soglia variabile del 10%.

La politicizzazione dell’euroscetticismo a differenza di altri Stati non si avverte nel Paese, dal momento che il partito nazionalista Partito Nazionale Sloveno difficilmente supererà il 3%-4% dei voti. Come notato in principio, lo scetticismo verso l’Unione Europea in Slovenia si esercita non votando alle europee e con il disinteresse verso la politica europea. Insomma, un’opposizione più silenziosa, ma non per questo meno dannosa.

In foto manifesti elettorali in Slovenia (Foto: Wikimedia Commons)

L' Autore - Fabio Cassanelli

Responsabile per lo Sviluppo e Responsabile Euro, Economia e Finanza - Laurea triennale in Economia Aziendale e laurea magistrale in Economia, ambiente, cultura e territorio all'Università di Torino. Sono Redattore su Rivista Europae e Presidente dell'associazione culturale Osare Europa.

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