giovedì , 16 agosto 2018
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Report on Air Quality: la lotta dell’UE contro l’inquinamento atmosferico

If you think the economy is more important than the environment, try holding your breath while counting your money.

Janez Potočnik, Commissario UE per il clima, ha concluso con questa citazione di Guy McPherson (professore emerito di Natural Resources ed Ecology & Evolutionary Biology dell’Università dell’Arizona) il proprio discorso per il lancio del Report on Air Quality 2013. Il lavoro dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) è stato presentato la scorsa settimana a Bruxelles e ha avuto un’eccellente cassa di risonanza anche nel Consiglio ECOFIN (Consiglio dell’Unione Europea dei Ministri dell’Economia e delle Finanze).

Potočnik ha primariamente richiamato l’attenzione sui dati statistici concernenti l’inquinamento dell’aria. Secondo le ricerche, dell’EEA nel 2010 si sarebbero verificate più di 400.000 morti correlate al cattivo stato dell’aria che si respira in Europa. In termini umani si tratta di una cifra 10 volte superiore a quella dei morti causati da incidenti stradali. In termini economici, invece, le esternalità negativa sono comprese tra i 330-940 miliardi di euro solo nel 2010. Con riferimento al medesimo anno, sono poi state stimate perdite per 100 milioni in giorni di lavoro persi, nonché 15 miliardi di mancata produttività e 4 miliardi per costi di ospedalizzazione.

Nei due anni successivi al 2010, la Commissione Europea ha così individuato le colonne portanti di quello che dovrebbe essere il piano di reazione a simili cifre.

Innanzitutto vi è il famigerato problema della partizione di responsabilità tra Stati membri e Unione. Riaffermata con toni aspri quella dei primi, resta da chiarire quale forma e quale forza possa assumere quella della seconda. Per questo il Commissario ha proposto la creazione di un network europeo nel quale i Paesi membri possano condividere problemi e soluzioni comuni in fatto di inquinamento urbano dell’aria. Inoltre Potočnik ha rimarcato il potenziale ancora poco noto del pilastro dell’Information and Governance all’interno di LIFE+. Quest’ultimo è lo strumento finanziario della politica ambientale dell’UE, entrato in vigore con la pubblicazione del relativo Regolamento nel giugno del 2007. Il suo scopo principale consiste nel co-finanziamento di progetti sperimentali o dimostrativi con il cosiddetto “valore aggiunto europeo”.

L' Autore - Tullia Penna

Dottoranda in Bioetica (Visiting à Sciences Po Paris; Giurisprudenza UniTo; presso la stessa: Laura Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza e Certificato di Alta Qualificazione della Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi - SSST). Ex tutor e rappresentante degli studenti della SSST. Mi occupo di principalmente di questioni relative all’inizio e gravidanza surrogata. Appassionata di tematiche trasversali, mi interesso di diritti civili ed evoluzione delle istituzioni democratiche. Nel tempo libero sviluppo le mie abilità di fotografa e viaggiatrice.

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