martedì , 20 febbraio 2018
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Agorà: il Parlamento Europeo chiede “consiglio” ai cittadini

La scorsa settimana al Parlamento Europeo si è tenuta un’altra edizione di Agorà, un evento ideato dallo stesso Parlamento per interagire con i cittadini dell’Unione Europea ascoltandone le opinioni e le idee su un determinato argomento. L’idea alla base è la stessa delle consultazioni pubbliche e dei dialoghi con la cittadinanza, ovvero la necessità di diminuire la distanza tra i cittadini e le istituzioni europee. Non per nulla per tale strumento di consultazione si è scelto il nome di “agorà”, riprendendo la piazza dell’antica Grecia fulcro della vita cittadina, dove i cittadini si incontravano per scambiare beni ed anche idee. E così vorrebbe essere anche l’Unione Europea, non solo un punto di riferimento economico, ma anche una realtà pensante dove possano emergere idee valide per e da parte dei cittadini.

L’ultima edizione di Agorà di cui si ha memoria risale al 2011, quando i cittadini dell’Unione furono chiamati a discutere di crisi economica e finanziaria e di nuove forme di povertà. Quest’anno invece le discussioni si sono concentrate su un altro tema al centro degli interessi europei. Unione e supervisione bancaria? No, la disoccupazione giovanile o, se si vuole vederla in maniera più ottimista, l’occupazione giovanile.

Certo, l’ottimismo è frenato di fronte agli ultimi dati pubblicati dall’Eurostat alla fine di ottobre. La disoccupazione nel settembre di quest’anno si è attestata sul 12,2% per quanto concerne l’eurozona e sull’11% per l’UE a 28 membri, con percentuali invariate rispetto ad agosto, ma cresciute rispetto ad un anno fa. Per quanto riguarda la disoccupazione giovanile (al di sotto dei 25 anni), invece, i dati sono ben più drammatici; nell’eurozona è al 24,1%, mentre nell’intera UE al 23,5%.

Per rendere meglio l’idea, dato che a volte ragionare in percentuali fa perdere di vista il dato reale, si tratta rispettivamente di 3,548 milioni e 5,584 milioni di giovani disoccupati. Fa pensare ancora di più, inoltre, il fatto che nell’area euro la disoccupazione, anziché diminuire, in un anno è aumentata. Guardando cosa accade in Italia, vediamo che dal settembre 2012 al settembre 2013 la disoccupazione è aumentata passando dal 10.9% al 12,5%, e il tasso di disoccupazione giovanile dal 36% al 40,4%.

Per discutere di questi dati e non solo, all’Agorà 2013 sono stati invitati due rappresentanti per ogni Stato membro tra i 18 e i 30 anni, uno disoccupato e uno occupato. Dal loro scambio di idee in questi tre giorni di evento sono emerse interessanti conclusioni. Da una loro lettura, il messaggio centrale che emerge è che i giovani vogliono essere inclusi nelle politiche europee non solo come target group di politiche più coscienti del loro ruolo nella società, ma anche come attori attivi nella definizione di queste politiche. In particolare si chiede:

  • una visione condivisa del ruolo dei giovani anche attraverso l’elaborazione di una Carta dei giovani, ad esempio riconoscendo la necessità di un salario minimo anche per gli stage o assicurando la non discriminazione;
  • degli strumenti validi per le politiche giovanili, come il rafforzamento della mobilità nell’Unione Europea (come opportunità e non come necessità economica) ed il riconoscimento dei titoli accademici tra stati membri;
  • sostegno all’imprenditoria giovanile, incentivandola ad esempio attraverso un peso fiscale, legislativo e burocratico minore, o sviluppando iniziative di supporto come “Buy Young”;
  • promozione delle attività di volontariato, sviluppando il riconoscimento delle competenze acquisite durante il loro svolgimento o creando una piattaforma gratuita per l’apprendimento delle lingue europee;
  • diffusione più capillare delle iniziative europee, coinvolgendo le scuole e creando siti web più comprensibili;
  • diretto coinvolgimento dei giovani nelle politiche che li riguardano, ad esempio destinando una piccola parte della Youth Employment Initiative direttamente a giovani o consultando le organizzazioni nazionali ed Europee che già rappresentano i giovani.

I risultati dell’Agorà verranno trasmessi a tutte le istituzioni europee, che potranno accoglierne gli spunti, anche se sembra difficile che queste idee possano avere un seguito dal momento che le stesse istituzioni fanno fatica ad ascoltarsi. Legittimo quindi il dubbio che tutte queste iniziative siano un semplice specchietto per le allodole, un misto tra un surrogato della democrazia diretta e una trovata in vista delle elezioni.

Un dubbio legittimo come legittima è la speranza che invece a qualcosa queste iniziative servano davvero. L’occasione per testare la validità o meno di questi strumenti i capi di Stato e governo l’avrebbero avuta martedì, a Parigi, dove si sono riuniti proprio per discutere di disoccupazione giovanile. L’avranno fatto?

In foto, i ragazzi che hanno partecipato all’Agorà 2013 (c European Union – EP 2013)

L' Autore - Valentina Ferrara

Vice-direttore - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche con una tesi in Storia dell'Integrazione Europea dal titolo "Unione Europea e discriminazioni". Ho sempre avuto la passione per il giornalismo, per il mondo della comunicazione e per l'Unione Europea, per questo non ho avuto alcun dubbio a partecipare alla creazione di Europae, la fonte d'informazione che sono sempre andata cercando.

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