giovedì , 16 agosto 2018
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Photo © MartaMaria Fontana / Flickr 2011

Agricoltura, i risultati della Presidenza italiana

Che l’opinione pubblica se ne sia accorta o meno, la Presidenza italiana del Consiglio dell’Unione Europea è giunta al termine. Sebbene iniziata a ridosso dell’appuntamento elettorale con l’attenzione per lo più rivolta al ‘toto nomine’ per la Commissione Europea, la “rondine tricolore” è riuscita a volare portando a termine alcune delle priorità annunciate in materia di agricoltura e pesca.

Se c’è una certezza è che la natura non aspetta i tempi della politica e quindi, incurante della lenta ripresa istituzionale, l’agricoltura e la pesca europea hanno sempre richiesto durante questo semestre, e talvolta ottenuto, un’estrema attenzione. La crisi della frutta estiva, l’embargo russo, l’influenza aviaria, la rinegoziazione del budget sono solo alcuni dei temi che l’Italia ha dovuto affrontare presiedendo Stati membri che si fanno sempre più gelosi del loro patrimonio e della loro sovranità.

Annunciando le priorità della Presidenza italiana per quanto riguarda il settore agricolo lo scorso settembre, il Ministro Fabrizio Martina aveva sottolineato che la sua volontà era quella di difendere la centralità dell’agricoltura nell’Unione Europea. E in un certo modo ci è riuscito evitando il taglio del budget per l’agricoltura nel 2015 proposto dalla Commissione Europea con una lettera di rettifica ad ottobre.

O ancora, buoni risultati sono stati raggiunti su un altro dei temi chiave per l’Italia: l’imprenditoria giovanile in agricoltura. Sebbene senza risultati concreti, ma solo prese di posizione teoriche, l’Italia è riuscita a creare consenso sulla necessità di rafforzare le misure già previste dalla PAC a favore dei giovani, proponendo l’intervento di finanziamenti della BEI o l’Erasmus specificatamente dedicato ai giovani agricoltori.

Sempre sotto l’ombrello del Ministro Martina è stato approvato il regolamento sugli OGM, che lascia apparentemente libera scelta agli Stati membri, ed è entrato in vigore il controverso regolamento sull’etichettatura dei prodotti alimentari, che sebbene presenti dei punti negativi per il Made in Italy può essere visto come un dignitoso compromesso tra le posizioni degli Stati membri.

Un altro obiettivo fondamentale della Presidenza italiana era quello di portare all’attenzione dell’Unione Europea Expo 2015. Nonostante alcuni sforzi siano stati fatti con eventi dedicati e un Consiglio AGRI informale a Milano, città che ospiterà Expo quest’anno, si poteva certamente fare di più per rendere la Presidenza italiana del Consiglio anche una vetrina per un importantissimo evento internazionale per cui l’Italia sta spendendo energie (e denaro).

Altro insuccesso è stato il regolamento sull’agricoltura biologica. Sebbene l’Italia avesse dichiarato di voler giungere ad un accordo generale in sede di Consiglio UE sul nuovo regolamento sull’agricoltura biologica, questo risultato non è stato incassato. Troppo differenti le visioni degli Stati membri, tra chi vuole regole più stringenti e chi teme il carico burocratico.

Una discreta perfomance quindi, se si tiene conto delle innumerevoli crisi che l’agricoltura ha attraversato in questi sei mesi e del fatto che la PAC è ancora una delle politiche europee più ricche.

 

L' Autore - Valentina Ferrara

Vice-direttore - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche con una tesi in Storia dell'Integrazione Europea dal titolo "Unione Europea e discriminazioni". Ho sempre avuto la passione per il giornalismo, per il mondo della comunicazione e per l'Unione Europea, per questo non ho avuto alcun dubbio a partecipare alla creazione di Europae, la fonte d'informazione che sono sempre andata cercando.

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