mercoledì , 21 febbraio 2018
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Agroalimentare, bloccati gli aiuti ai produttori UE

Il 18 agosto la Commissione Europea, in reazione al blocco russo delle importazioni di frutta e verdura europee, aveva annunciato la messa a disposizione di 125 milioni di euro da utilizzare per finanziare diverse misure a sostegno dei prodotti agroalimentari deperibili più colpiti, nell’immediato, dalle sanzioni della Federazione Russa. Tra questi prodotti figurano, ad esempio, pomodori, carote, cavoli bianchi, peperoni, cavolfiori, cetrioli, funghi, mele, pere, frutti rossi, uva da tavola e kiwi, ovvero tutti quei prodotti di stagione deperibili e senza mercati alternativi.

Questi 125 milioni sarebbero stati messi in campo fino a fine novembre per poter finanziare misure come il ritiro dal mercato, il mancato raccolto o la raccolta anticipata. Un’azione quella della Commissione Europea salutata da tutti come tempestiva, quasi esemplare dell’Europa che unita sa funzionare al meglio. Anche al recente Consiglio Agricoltura straordinario tenutosi a Bruxelles non erano mancate parole di apprezzamento verso il Commissario Ciolos e il sul team.

Mercoledì scorso la doccia fredda. Con un comunicato stampa delle otto di sera la Commissione Europea annunciava il nulla di fatto. Le misure di emergenza sono state infatti sospese dalla Commissione. Alla base di questa decisione, secondo quanto si legge, il fatto che le richieste di sostegno finanziario hanno superato di gran lunga il limite dei 125 milioni di euro, denotando, tra le altre cose, un’esagerazione dei dati trasmessi “per esempio dove le cifre presentate per alcuni prodotti superavano di diverse volte la cifra delle esportazioni medie annue verso la Russia”. Ma, almeno a parole, non si tratterebbe di un abbandono del settore a sé stesso. Il Commissario Ciolos ha infatti chiarito che questa sospensione è alla base di un generale ripensamento delle forme di aiuto verso i produttori UE colpiti dal blocco delle importazioni che verranno modificate in modo da renderle più mirate. Una direzione che era già stata anticipata nell’ultimo Consiglio Agricoltura, che non aveva però ancora annunciato questa sospensione.

Una notizia che naturalmente non è stata bene accolta dalle associazioni degli agricoltori italiane. Sotto l’occhio del ciclone in particolare la Polonia, accusata di aver presentato richieste ingiustificate estremamente elevate. La solita storia della coperta troppo corta, insomma. Le principali organizzazioni agricole italiane, CIA, Coldiretti e Confagricoltura, guardano con apprensione al nuovo scenario che rischia di danneggiare la produzione agricola del Made in Italy e chiedono che la Commissione metta subito in campo misure alternative. Secondo Coldiretti: “complessivamente il danno diretto per l’Italia è stimato in circa 200 milioni di euro all’anno e riguarda, oltre all’ortofrutta, il blocco delle esportazioni delle carni per 61 milioni di euro e di latte, formaggi e derivati per 45 milioni di euro”.

Il Ministro Martina –  anche in qualità di Presidente di turno del Consiglio dell’UE – ha inviato un messaggio al Commissario europeo Ciolos per chiedere un rapido superamento dell’impasse, che rischia di danneggiare fortemente il settore agroalimentare europeo. Sicuramente un appuntamento chiave sarà il Consiglio Informale di fine settembre a Milano.  Ma, aspettando i tempi della politica, nel frattempo frutta e verdura rischiano di andare a male.

In foto, il Commissario uscente Dacian Ciolos al RuralFest di Bucharest © European Union 2014

L' Autore - Valentina Ferrara

Vice-direttore - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche con una tesi in Storia dell'Integrazione Europea dal titolo "Unione Europea e discriminazioni". Ho sempre avuto la passione per il giornalismo, per il mondo della comunicazione e per l'Unione Europea, per questo non ho avuto alcun dubbio a partecipare alla creazione di Europae, la fonte d'informazione che sono sempre andata cercando.

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