martedì , 14 agosto 2018
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Photo © Francesco Sgroi - www.flickr.com, 2014

Agricoltura: la Commissione propone tagli al bilancio 2015

Si avvicina un altro momento importante per l’Unione Europea, ovvero l’approvazione del bilancio per il 2015. Dopo la presentazione di una bozza di bilancio lo scorso giugno, come di consueto, il 15 ottobre la Commissione Europea ha presentato una lettera rettificativa alla sua proposta originaria con sorprese, cattive sorprese, soprattutto per quello che riguarda il comparto agricolo.

La Commissione Europea, infatti, ha annunciato in particolare due misure: un taglio di 448 milioni di euro al Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e il ricorso alla riserva di crisi per finanziare le misure straordinarie messe in atto per affrontare l’embargo russo, per un totale di 344,3 milioni di euro.

La politica agricola comune è finanziata da due tipi di fondo: il Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA) e il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR). Il primo, in particolare, finanzia, tra le altre misure, i pagamenti diretti agli agricoltori, le attività di promozione ed informazione dei prodotti agricoli all’interno dell’UE e nei Paesi terzi, i programmi per favorire il consumo di frutta nelle scuole e alcune restituzioni alle importazioni.

I 448 milioni di euro tolti al FEAGA saranno destinati, secondo la nuova proposta della Commissione, ad altre politiche chiave dell’Unione. Tra gli spostamenti più significativi, ad esempio, 145 milioni verranno destinati allo European Energy Programme for Recovery (EEPR); 87 milioni al Development Cooperation Instrument (DCI), con la maggioranza dei fondi destinati alla cooperazione con Paesi in via di sviluppo in Asia e America Latina; 75 milioni ad Horizon 2020 per il completamento del Settimo Programma Quadro e per i programmi Marie Sklodowska-Curie;  50 milioni allo European Neighbourhood Instrument (ENI) a sostegno di tutti quei programmi intrapresi nell’ambito della Politica di Vicinato europea e che coinvolgono quindi la Palestina, la Siria, la Georgia, la Moldavia è soprattutto l’Ucraina; e 35 milioni a LIFE+ per portare a termine programmi ambientali già intrapresi.

L’altra novità fra le modifiche annunciate dalla Commissione Europea al budget 2015,  anche se piuttosto scontata, è la conferma che i soldi a sostegno dei regimi di aiuti messi in campo per l’agroalimentare europeo per affrontare l’embargo russo verranno attinti dalla riserva di crisi agricola. La riserva di crisi per il 2015 è stata fissata a 433 milioni di euro: per cui tolti i 344,3 milioni attualmente impegnati negli schemi di aiuti eccezionali messi in atto più o meno recentemente dalla Commissione, restano a disposizione circa 88 milioni di euro per affrontare altre crisi. A nulla quindi sono valsi per ora gli appelli a non considerare l’embargo russo come una crisi agricola, ma a considerarla per quella che è, ossia una crisi politica e diplomatica di cui non è giusto che sia l’agricoltura a fare le spese.

La notizia non è stata accolta positivamente dalle rappresentanze degli agricoltori, ma nemmeno dallo stesso Commissario per l’Agricoltura Dacian Ciolos, che rischia così di chiudere con un grave colpo il suo mandato, già sufficientemente criticato. Ed a rimetterci anche la faccia, in parte, è anche la stessa Presidenza italiana, che si trova ad essere testimone e per certi versi responsabile di tagli sicuramente impopolari. Il Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina, dal canto suo, ha promesso di fare appello a Barroso e ai suoi colleghi in sede di Consiglio, affinché vengano rivisti questi tagli.

L' Autore - Valentina Ferrara

Vice-direttore - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche con una tesi in Storia dell'Integrazione Europea dal titolo "Unione Europea e discriminazioni". Ho sempre avuto la passione per il giornalismo, per il mondo della comunicazione e per l'Unione Europea, per questo non ho avuto alcun dubbio a partecipare alla creazione di Europae, la fonte d'informazione che sono sempre andata cercando.

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