giovedì , 16 agosto 2018
18comix
formaggi

Embargo russo, sospesi aiuti per riserve di formaggi

Dopo la decisione di sospendere gli aiuti per la frutta e le verdure colpite dall’embargo russo, la Commissione Europea ha annunciato anche lo stop agli aiuti per l’ammasso privato di formaggi (Private Storage Aid – PSA). Questo regime eccezionale era stato posto in atto lo scorso 5 settembre con la pubblicazione del Regolamento Delegato, ad un mese dall’annuncio dell’embargo russo sui prodotti agroalimentari europei avvenuto il 7 agosto.

Rispetto a frutta e verdura, il settore lattiero-caseario è meno colpito dall’embargo russo, ma ne è comunque vittima, in particolare per quanto riguarda il formaggio. Il 33% delle esportazioni totali di formaggi dell’UE, infatti, è diretto verso la Russia: solo nel 2013 ne sono state esportate 250.000 tonnellate. La Russia rappresenta un mercato esclusivo per Finlandia e Paesi baltici, ma anche per altri Paesi è un mercato di sbocco importante, sebbene non esclusivo, ad esempio per Paesi Bassi, Germania e Polonia.

Per evitare squilibri di mercato e un calo dei prezzi dati dal surplus di formaggi sul mercato interno, la Commissione aveva introdotto un regime di aiuti straordinari all’ammasso privato di formaggio, quantitativi di formaggio destinati alla Russia ed invenduti per un totale di 155.000 tonnellate. L’aiuto sarebbe ammontato a 15,57 euro per tonnellata ammassata, a coprire le spese di di ammasso più 0,40 euro per tonnellata per ciascun giorno di ammasso (il periodo di ammasso contrattuale doveva essere compreso tra 60 e 210 giorni).

Invece lo scorso 22 settembre, con pubblicazione in Gazzetta Ufficiale ed effetto immediato, è arrivato lo stop. Le motivazioni sono simili a quelle alla base della sospensione degli aiuti per frutta e verdura. Si legge infatti nel Regolamento abrogativo: “Le notifiche fino ad oggi ricevute mostrano che il regime è utilizzato in modo sproporzionato da produttori di formaggio in aree che non esportano tradizionalmente quantità significative verso la Russia.” Una sospensione che invece non riguarda altri regimi di aiuti che erano stati introdotti, ovvero quelli per il burro e il latte in polvere, dal momento che le richieste di aiuto in questi caso sono state in linea con le aspettative.  Per questi prodotti gli aiuti resteranno in vigore fino a fine anno.

Se dal lato di Bruxelles il Copa-Cogeca resta ancora in silenzio stampa, in Italia sono già arrivate le prime reazioni. Coldiretti in particolare lancia l’allarme per Parmigiano Reggiano, Grana Padano, Pecorino e Fiore Sardo e ricorda che all’interno di questo pacchetto di aiuti non era nemmeno previsto un sostegno per i formaggi freschi – non stoccabili quindi – come la mozzarella, altro fiore all’occhiello del Made in Italy. Per questo la CIA ha chiesto al Ministro Martina di impegnarsi, anche in qualità di Presidente di turno del Consiglio AGRIFISH, per sbloccare questa situazione, suggerendo tra le misure attuabili una moratoria sui mutui per le aziende colpite dall’embargo.

La tempestività di azione dimostrata dalla Commissione Europea non è stata quindi accompagnata dalla messa in atto di misure adatte. É più che necessario quindi ripensare in fretta modalità di intervento a sostegno degli agricoltori che stanno realmente soffrendo per l’embargo russo. Argomento che sarà indubbiamente al centro del Consiglio Informale Agricoltura della prossima settimana, sperando che finalmente emerga un accordo sia sulle nuove tipologie di aiuti, sia sulle questioni legate al bilancio. Sul tavolo, infatti, resta ancora il problema di dove reperire i fondi per questi aiuti, se dal bilancio per l’agricoltura o altrove, trattandosi di una crisi politica, in cui l’agricoltura è soltanto una vittima.

In foto, forme di parmigiano (© Kelly Hau – Flickr 2014)

L' Autore - Valentina Ferrara

Vice-direttore - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche con una tesi in Storia dell'Integrazione Europea dal titolo "Unione Europea e discriminazioni". Ho sempre avuto la passione per il giornalismo, per il mondo della comunicazione e per l'Unione Europea, per questo non ho avuto alcun dubbio a partecipare alla creazione di Europae, la fonte d'informazione che sono sempre andata cercando.

Check Also

olio di palma

“Senza olio di palma”: genesi e sviluppo di un problema sociale

A partire dagli anni ’50 i mercati hanno assistito a una crescita esponenziale dell’olio di …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *