martedì , 14 agosto 2018
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embargo russo
Un mercato della frutta a Mosca © Rebecca Kahn - www.flickr.com, 2007

Gli agricoltori UE chiedono tutela dall’embargo russo

Come la guerra in Ucraina, continua anche l’embargo russo sui prodotti ortofrutticoli europei e le organizzazioni agricole europee cercano di mantenere alta l’attenzione sul settore, soprattutto in vista della stagione estiva. Già l’anno scorso, infatti, il commercio della frutta estiva aveva fortemente risentito dell’embargo, sommatosi ad una serie di eventi negativi – crisi economica e condizioni climatiche sfavorevoli in primis – e le organizzazioni agricole vorrebbero evitare il ripetersi di una simile crisi, mettendo in campo fin da ora strumenti in grado di compensare ed arginare le perdite.

Le richieste degli agricoltori dopo l’embargo russo

È di pochi giorni fa la lettera che il Copa-Cogeca (organizzazione che rappresenta gli agricoltori europei) ha inviato alla Commissione Europea per denunciare la situazione critica in cui versa il settore ortofrutticolo. Secondo l’organizzazione europea, i prezzi medi di alcuni prodotti si sono fortemente abbassati rispetto agli anni precedenti, non coprendo nemmeno più i costi di produzione e causando gravi problemi di liquidità per gli agricoltori. Per questo motivo si chiede all’Unione Europea di rivedere i suoi schemi di aiuto, rafforzando le misure a sostegno del ritiro della frutta e verdura per la sua distribuzione gratuita o per il suo utilizzo in attività di compostaggio o biogas.

Una denuncia che arriva anche da differenti rappresentanze nazionali. Agrinsieme – coordinamento che rappresenta le aziende e le cooperative di Cia, Confagricoltura e Alleanza delle cooperative italiane – assieme alle rappresentanze ortofrutticole di Francia e Spagna, ha sottoscritto una lettera congiunta indirizzata ai Ministri dell’Agricoltura di Italia, Francia e Spagna proprio per richiamare l’attenzione sui disastrosi effetti che l’embargo sta avendo sulle esportazioni di frutta.

Ai tre Ministri dell’Agricoltura dei principali Paesi produttori europei le organizzazioni della filiera europea richiedono in particolare l’estensione delle misure per tutta la durata dell’embargo attuale, fino ad agosto 2015, e quote aggiuntive di ritiro, calcolate tenendo conto anche del livello di produzione nazionale, della situazione di mercato e che consentano una flessibilità di gestione nazionale per l’utilizzo dei volumi. Inoltre, gli agricoltori chiedono l’incorporazione di misure per la promozione del settore, coordinate a livello transnazionale e/o interprofessionale, e l’aumento per certi prodotti delle indennità di ritiro dal mercato, tenendo conto dei costi di produzione attualizzati dei Paesi produttori.

I vincitori della crisi

Non tutti i settori, tuttavia, stanno risentendo allo stesso modo dell’embargo. Se frutta e verdura freschi indubbiamente hanno visto un crollo dei ricavi dalle esportazioni, lo stesso non si può dire per frutta e verdure confezionate, che non sono invece colpite dall’embargo. Il colosso francese Bonduelle ad esempio ha visto un’impennata dei propri guadagni nella Federazione Russa, dove in mancanza di frutta e verdura freschi il consumo di verdure in barattolo o surgelate è aumentato.

L' Autore - Valentina Ferrara

Vice-direttore - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche con una tesi in Storia dell'Integrazione Europea dal titolo "Unione Europea e discriminazioni". Ho sempre avuto la passione per il giornalismo, per il mondo della comunicazione e per l'Unione Europea, per questo non ho avuto alcun dubbio a partecipare alla creazione di Europae, la fonte d'informazione che sono sempre andata cercando.

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