mercoledì , 15 agosto 2018
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Il PE dice sì alla PAC del futuro: verde, giovane, equa e flessibile

Dopo oltre tre anni di negoziato, con l’approvazione a larga maggioranza del Parlamento Europeo riunito in seduta plenaria, si conclude il processo di riforma della politica agricola comune (PAC). Il pacchetto di norme approvate comprende quattro regolamenti per la politica agricola UE 2015-2020 e una risoluzione contenente le regole del regime transitorio per il 2014.

Il Commissario europeo all’Agricoltura, Dacian Ciolos, ha accolto con favore il voto positivo dei parlamentari europei affermando che  «la nuova PAC intende promuovere un settore agricolo competitivo in Europa e sostenere gli agricoltori nell’attuazione di azioni concrete per la lotta contro i cambiamenti climatici, la perdita di biodiversità e il miglioramento della qualità dell’acqua e del suolo». Inizia ora il lavoro congiunto di Commissione, Parlamento e Stati membri per l’implementazione degli atti delegati che dovranno assicurare la corretta attuazione dell’accordo politico.

Il Presidente della commissione parlamentare per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, Paolo De Castro, ha sottolineato il ruolo del Parlamento Europeo in questo « cammino lungo ed impegnativo: si tratta della prima vera riforma della politica agricola europea, decisa di comune accordo dai Ministri e dai deputati direttamente eletti».

Come sarà quindi la PAC del futuro? Innanzitutto, più verde. La riforma introduce pratiche agricole più rispettose dell’ambiente: il 30% dei pagamenti diretti che l’UE versa agli agricoltori sarà subordinato a misure ecologiche obbligatorie, come la diversificazione delle colture e la manutenzione permanente di prati e pascoli. Chi non dovesse rispettare le misure ecologiche obbligatorie incorrerà in ulteriori sanzioni e perderà i nuovi sussidi ambientali, che saranno reintrodotti gradualmente nei primi quattro anni dall’entrata in vigore della riforma.

La nuova PAC sarà più giovane: i giovani produttori al primo insediamento in azienda avranno diritto ad un incremento pari al 25% dei pagamenti diretti UE nei primi cinque anni. La distribuzione dei pagamenti diretti sarà più equa: «oltre a trasferire parte del denaro dalle grandi imprese agricole ai piccoli e giovani agricoltori, assicuriamo una migliore distribuzione dei fondi UE. Entro il 2020, gli agricoltori provenienti da diversi Stati membri dovrebbero ricevere almeno il 72% della media dei pagamenti diretti UE», ha affermato l’onorevole Luis Manuel Capoulas Santos, relatore della risoluzione sui i pagamenti diretti e lo sviluppo rurale.

Infine, la nuova PAC sarà più flessibile, soprattutto per quanto riguarda gli strumenti di gestione delle crisi di mercato e le regole sul secondo pilastro, lo sviluppo rurale, arricchito di nuovi elementi legati ad innovazione, imprenditorialità e sfide ambientali. L’adozione formale della riforma da parte del Consiglio dei Ministri UE dell’Agricoltura é prevista per il prossimo 16 dicembre.

In foto, campo di fragole in Spagna (© Adam Jones – Flickr)

L' Autore - Ylenia Maitino

Laureata in Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli di Roma, ho ottenuto un diploma post-laurea in Economia presso la London Metropolitan University di Londra. Ho vissuto a Dublino, Londra e Bruxelles, dove dal 2005 seguo le politiche comunitarie riguardanti l’agricoltura e la sicurezza alimentare e, per passione personale, le tematiche riguardanti le industrie creative e il settore culturale. Ho pubblicato un libro di poesie in italiano e sono coautrice di una raccolta di novelle in inglese, recentemente pubblicata a Bruxelles. Da qualche mese curo un blog di arte e cultura.

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