martedì , 20 febbraio 2018
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L’Italia chiede l’aiuto UE per il settore delle pesche

Accanto al settore del riso, altri prodotti che mettono in allarme l’Italia sono le pesche e le nettarine. Il Ministro Maurizio Martina ha infatti inviato nelle scorse settimane una lettera al Commissario europeo per l’Agricoltura, Dacian Ciolos, per chiedere l’applicazione di misure straordinarie per fronteggiare la crisi di queste produzioni agricole.

Alla base di questa lettera, vi è la denuncia di un settore in crisi su più fronti. La produzione e la vendita di questi due prodotti estivi, pesche e nettarine, è stata infatti messa sotto attacco,a partire dal lato della crisi della domanda interna, dovuta alle rinunce che gli italiani devono fare, a fronte della situazione economica, e anche per il clima eccezionale di questo inizio estate, che non ha dato slancio al consumo di frutta estiva. Stavolta però la domanda esterna non è riuscita a compensare la crisi interna: due mercati di destinazione importantissimi per questi due prodotti, come l’Ucraina è la Russia, sono infatti diventati instabili per ovvi motivi.

Poco, purtroppo, possono fare nel breve termine campagne di sensibilizzazione, come quella della distribuzione di pesche e altra frutta di stagione nelle spiagge italiane, organizzata dagli agricoltori di Coldiretti. Il risultato scontato dell’attuale momento di difficoltà è il crollo dei prezzi pagati ai produttori, inferiori anche del 40 per cento rispetto alla campagna precedente. Il che significa che un produttore anziché guadagnare dal lavoro di una stagione, alla fine ci perde.

Non si tratta di due prodotti qualunque. L’Italia è infatti il primo produttore di pesche in Europa, con una produzione nel 2013 pari a 1.463.000 tonnellate, sulle 3.800.000 tonnellate totali nell’Unione Europea. Pesche e nettarine, inoltre, sono uno di quei tanti fiori all’occhiello del made in Italy. Le pesche e nettarine di Romagna, principale regione produttrice, sono le prime ad avere ottenuto fin dal 1997 il  marchio IGP (Identificazione Geografica Protetta) a livello UE.

Una difficoltà, quella del settore della frutta estiva, che non coinvolge solo l’Italia ed in particolare vede allarmate anche Spagna e Francia, che si stanno organizzando per fare fronte comune e richiedere interventi in merito. Una situazione che, tuttavia, non manca di creare tensioni: gli agricoltori francesi, infatti, accusano quelli spagnoli di dumping commerciale e chiedono per tanto maggiori controlli sui carichi dei camion provenienti dalla Spagna.

Le istituzioni europee dal canto loro assicurano che stavano già monitorando il settore. Lo scorso 16 luglio, il Commissario all’Agricoltura Ciolos, in una riunione con i rappresentanti politici della commissione agricoltura del Parlamento Europeo, tra cui l’italiano Paolo De Castro (PD), aveva manifestato un’apertura. L’ipotesi è che, oltre alle misure che gli Stati membri potranno attivare attraverso i programmi operativi delle Organizzazioni dei produttori (Op) per la gestione delle crisi, potranno essere lanciate anche ulteriori azioni di sostegno, una volta che gli Stati membri avranno consegnato i dati necessari.

Ma le associazioni agricole chiedono di vedere misure e risultati immediati per un settore che di certo non può stare ad attendere le tempistiche della politica, soprattutto alla vigilia delle vacanze estive.

(foto: giuliaduepuntozero – www.flickr.com, 2009)

L' Autore - Valentina Ferrara

Vice-direttore - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche con una tesi in Storia dell'Integrazione Europea dal titolo "Unione Europea e discriminazioni". Ho sempre avuto la passione per il giornalismo, per il mondo della comunicazione e per l'Unione Europea, per questo non ho avuto alcun dubbio a partecipare alla creazione di Europae, la fonte d'informazione che sono sempre andata cercando.

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