martedì , 14 agosto 2018
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Pesca del tonno: aumentano le quote

Dal 10 al 17 novembre la città di Genova ha ospitato l’edizione 2014 del meeting ICCAT (International Commission for the Conservation of Atlantic Tunas): si tratta dell’unica organizzazione responsabile per la conservazione dei tonni e delle specie affini nell’Oceano Atlantico e nei mari adiacenti, composta attualmente da 49 parti contraenti, tra cui dal 1997 l’Unione Europea, che in sede ICCAT è rappresentata dalla Commissione Europea.

Tra le importanti decisioni adottate figura quella riguardante le quote del tonno rosso –mentre non sono stati modificati i coefficienti di ripartizione tra le singole parti contraenti. Per quanto concerne il Mediterraneo e l’Oceano Atlantico Orientale, si è deciso un aumento delle quote di pesca pari al 20% per i prossimi tre anni: si passerà quindi da 13.500 tonnellate nel 2014 a 19.296 tonnellate nel 2016, mentre le quote per il 2017 saranno riviste sulla base dei risultati della valutazione degli stock in programma per il 2016 . Per l’Oceano Atlantico Occidentale, invece, l’aumento sarà del 14% per i prossimi due anni.

Questo aumento delle quote è stato deciso alla luce di positivi dati scientifici presentati alla riunione, che hanno rivelato un miglioramento della popolazione di tonni nel Mediterraneo e nell’Atlantico, dopo che nel 2006 venne varato un piano di ricostituzione a lungo termine per scongiurare il collasso biologico degli stock. Una decisione, quella di settimana scorsa, accolta come un successo anche dal nuovo Commissario europeo per l’Ambiente e gli Affari Marittimi, Karmenu Vella: «decisioni difficili e sacrifici sono state affrontati, affinché gli stock di tonno rosso non crollassero del tutto. La decisione di oggi per un aumento graduale e moderato è in linea con i pareri scientifici e assicura che il futuro degli stock non sia compromesso. Allo stesso tempo, è una buona ricompensa per gli sforzi dei pescatori per ripristinare questo stock importante che porterà notevoli vantaggi economici». Soddisfazione confermata anche dalla rappresentanza dei pescatori italiani, Lega Pesca, che ha ribadito come la decisione presa dall’ICCAT sia il giusto premio per gli operatori impegnatisi nei piani di ricostruzione degli stock. Per gli operatori italiani si passerà dalle attuali 1.950 tonnellate alle oltre 2.300 tonnellate nel 2015.

Lo stesso ottimismo, invece, non è stato espresso dalle organizzazioni ambientaliste, come WWF e Oceana, le quali ritengono che, sebbene i dati scientifici abbiano riportato segnali positivi, l’ICCAT abbia esagerato, stabilendo un aumento percentuale tanto alto e rapido delle quote che rischia di compromettere i buoni risultati raggiunti. Di tutt’altro parere invece l’associazione europea per la pesca, Europêche, la quale lamenta che le quote di tonno rosso non sono state sufficientemente innalzate, come invece i dati scientifici avrebbero consentito.

Non è stata invece accettata la proposta presentata dall’Unione Europea, ed appoggiata da varie associazioni ambientaliste, per bloccare la pratica dello “spinnamento” (finning), ovvero la rimozione delle pinne dagli squali a bordo per poi rigettarne le carcasse in mare. È da vari anni che all’interno dell’ICCAT si discute questa proposta, ma sempre senza successo a causa della contrarietà in particolare di Giappone e Cina, dove la zuppa di pinne di squalo è un piatto tipico. All’interno dell’UE, invece, tale pratica è già vietata come in Brasile, Belize, Taiwan e Stati Uniti. Progressi invece sono stati fatti per quanto riguarda la lotta alla pesca illegale, in favore di una maggiore collaborazione per la segnalazione di pescherecci usi a tale reato.

Il meeting quindi, nonostante le dichiarazioni ottimiste di circostanza, ha lasciato molte parti scontente.

L' Autore - Valentina Ferrara

Vice-direttore - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche con una tesi in Storia dell'Integrazione Europea dal titolo "Unione Europea e discriminazioni". Ho sempre avuto la passione per il giornalismo, per il mondo della comunicazione e per l'Unione Europea, per questo non ho avuto alcun dubbio a partecipare alla creazione di Europae, la fonte d'informazione che sono sempre andata cercando.

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