giovedì , 21 settembre 2017
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pesticidi
Photo © Wisconsin Department of Natural Resources - www.flickr.com, 2010

Rischio pesticidi per frutta e verdura europee?

Confermato che le tracce di OGM non sono in etichetta e che gran parte della carne è di animali nutriti con mangimi OGM, l’avventura dei consumatori ai banchi di frutta e verdura non finisce qua. Se per gli OGM non è assolutamente confermato che facciano male alla salute, la stessa cosa non si può dire per i pesticidi che indubbiamente sono tossici per l’organismo umano.

L’EFSA e i pesticidi

Per quanto riguarda i pesticidi, l’UE regolamenta la loro commercializzazione e il loro impiego attraverso il regolamento n.1107/2009 e definisce le questioni relative ai livelli massimi di residui (LMR) di pesticidi nei prodotti alimentari e nei mangimi con il regolamento n. 396/2005.

A occuparsi di valutare i rischi (singoli, cumulativi, a breve e a lungo termine) e della definizione dei LMR è a livello europeo l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) con sede a Parma, affiancata dalle differenti autorità competenti degli Stati membri e dalla Commissione Europea. Nessun pesticida può essere pertanto utilizzato senza aver ricevuto il nulla osta dell’Unione Europea. Sta all’EFSA redigere un parere concludendo se un determinato fitofarmaco, usato correttamente, non produca, direttamente o indirettamente, effetti nocivi sulla salute dell’uomo o degli animali, non comprometta la qualità delle acque sotterranee e non abbia un impatto su organismi non bersaglio. Spetta poi a Commissione Europea e Stati membri decidere se includere o meno il prodotto analizzato dall’EFSA nella lista dei principi attivi utilizzati nell’UE.

La frutta e verdura in commercio nell’Unione Europea è sicura?

È sempre compito dell’EFSA pubblicare ogni anno la relazione annuale sui residui di pesticidi negli alimenti: a gennaio è stato reso pubblico così il report relativo alle indagini intraprese nel 2012. L’EFSA nel corso del 2012 ha controllato più di 78.390 campioni appartenenti a circa 750 tipologie di prodotti alimentari di provenienza UE, ma anche di Paesi terzi (6.472 campioni) e i risultati sono stati soddisfacenti. Secondo quanto pubblicato dall’EFSA, infatti, il 98,3% dei campioni analizzati ha riportato una presenza di pesticidi conforme alla normativa europea e tra questi, inoltre, più della metà non rilevava la presenza di pesticidi. Le presenze di pesticidi oltre la soglia consentita è stata soprattutto riscontrata in prodotti provenienti da Paesi terzi, ma solo per 280 casi si potevano prevedere effetti di breve termine sulla salute umana qualora si fossero consumati questi prodotti in quantità eccessive.

I prodotti UE che hanno presentato la presenza di pesticidi oltre la soglia fissata dai LMR con più frequenza sono stati broccoli, cavolfiori, uva da tavola, peperoni, melanzane, banane e grano, ma con un’incidenza bassa, che va dal 2,8% dei campioni di broccoli al 0,7% di campioni di grano. Tra i prodotti importati, invece, in cima alla lista si trovano basilico, gombo, pompelmo e sedano. Tuttavia va ricordato che la frutta importata viene controllata alla frontiera e, se i campioni controllati eccedono i LMR, vengono rifiutati.

I rischi per la salute tuttavia possono provenire non solo da un singolo pesticida, ma anche dalla loro combinazione. Per questo l’EFSA ha iniziato più recentemente a prendere in considerazione anche i rischi cumulativi, che derivano dalla somma degli agenti tossicologici o della risposta tossicologica in carico agli stessi organi. L’EFSA ha proceduto pertanto a identificare fitosanitari che possono essere raggruppati sulla base degli effetti fisiologici che inducono nel corpo umano  (CAG – Cumulative Assessment Groups), ad esempio tiroide e sistema nervoso. Secondo il rapporto dell’EFSA, tuttavia, le percentuali di pesticidi sono risultate talmente basse che non sono prevedibili conseguenze di breve termine significative per i consumatori.

L' Autore - Valentina Ferrara

Vice-direttore - Laureata in Scienze Internazionali e Diplomatiche con una tesi in Storia dell'Integrazione Europea dal titolo "Unione Europea e discriminazioni". Ho sempre avuto la passione per il giornalismo, per il mondo della comunicazione e per l'Unione Europea, per questo non ho avuto alcun dubbio a partecipare alla creazione di Europae, la fonte d'informazione che sono sempre andata cercando.

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