giovedì , 16 agosto 2018
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Hedegaard a Dublino: combattere la crisi economica con rigorose politiche ambientali

L’energia pulita è la strada del futuro per l’UE non solo in campo ambientale, ma anche economico e sociale. Questo il principale risultato della Conferenza dei Presidenti delle Commissioni per l’ambiente e l’energia dei parlamenti nazionali dell’UE, tenutasi lunedì a Dublino. Il convegno è stato organizzato dalla Commissione del Parlamento irlandese per l’Ambiente e la Cultura e da quello per i Trasporti e le Comunicazioni.

Il nuovo approccio in tema ambientale mira a correlare lo sfruttamento di energia pulita all’attenuazione del peso della crisi economica su Paesi e cittadini. Portavoce dell’UE in quest’occasione è stato il Commissario per l’azione climatica, Connie Hedegaard, che ha rilevato con estrema chiarezza le tre grandi sfide che le istituzioni stanno affrontando. Sfide che coincidono con crisi, più o meno strutturali, nei settori dell’economia, del lavoro e dell’ambiente. Secondo il Commissario, nessuna delle tre situazioni può essere considerata in modo autonomo, anzi, il legame tra esse diverrebbe di giorno in giorno più resistente. Di conseguenza nessuna crisi può considerarsi di prioritaria soluzione rispetto alle altre. A dimostrazione di questa tesi è sufficiente considerare come ogni giorno l’UE spenda un miliardo di euro per le importazioni di petrolio. Infatti, se il denaro speso per le importazioni di combustibili venisse indirizzato alla ricerca nel settore dell’energia pulita, ad esempio nell’adattamento di pre-esistenti edifici agli standards europei per l’emissione di CO2, si potrebbe stimolare la crescita economica a livello locale, creando contemporaneamente posti di lavoro. Il medesimo concetto è stato ribadito durante il convegno anche da Brian Motherway della Sustainable Energy Authority of Ireland e da numerosi membri dei Parlamenti nazionali.

Il commissario Hedegaard ha poi ribadito quale importanza rivestano le strategie nazionali di adattamento al cambiamento climatico, constatando nuovamente (dopo i rilievi già compiuti nell’aprile scorso) le gravi mancanze di 12 dei Paesi dell’UE. Tra di essi troviamo anche l’Italia e la Grecia, tuttora coinvolte in una disputa di fronte alla World Trade Organization (WTO) in merito alle sovvenzioni per le imprese produttrici di pannelli fotovoltaici. Ai Paesi con politiche ambientali non coerenti con gli standard imposti dalla Strategia Europa 2020 (quali la riduzione delle emissioni di gas serra del 20%, l’aumento del 20% la quantità di energia prodotta da fonti rinnovabili e il raggiungimento del 20% il risparmio energetico) è stato rivolto ancora una volta un accorato invito a non ignorare la responsabilità di ogni Paese a livello globale. Connie Hedegaard non ha risparmiato critiche nemmeno alle politiche europee, accusando velatamente le istituzioni di politiche talvolta poco coerenti tra loro. Le politiche agricole, di pesca e di coesione sono tutte coessenziali nell’ottica di uno sviluppo sostenibile e non possono essere gestite con semplici finalità di profitto economico. A tal riguardo, il Commissario già ad aprile aveva sottolineato l’urgenza di ripensare gli investimenti nel settore ambientale secondo il principio di prevenzione, così come è avvenuto negli Stati Uniti, dove il Congresso ha preteso precise garanzie dai destinatari dei fondi. I finanziamenti per la ricostruzione sono stati infatti concessi sulla base dell’assicurazione che, in caso un medesimo fenomeno si fosse nuovamente verificato, i danni riportati sarebbero dovuti essere assai inferiori.

Il commissario Hedegaard ha poi rivolto l’attenzione al potenziale di riduzione delle emissioni legato alle scelte degli individui, confermando il suo impegno nella campagna paneuropea di sensibilizzazione sul tema patrocinata dalla Commissione: “Un mondo come piace a te, con il clima che vuoi”. Avviata nell’ottobre 2012, la campagna ha raccolto più di 130 partnership ufficiali tra autorità pubbliche, organizzazioni non governative, rappresentanti del mondo universitario e imprese. L’intenzione è quella di far attecchire nel sostrato sociale alcune delle più basilari forme di rispetto per l’ambiente, per far progredire lo sviluppo di una forte coscienza sociale. La campagna è diretta in particolar modo a Bulgaria, Italia, Lituania, Polonia e Portogallo in quanto osservati speciali nel contesto di un’inchiesta sull’arretratezza delle legislazioni ambientali.

Connie Hedegaard ha constatato con piacere l’esito del Consiglio Economia e Finanza (ECOFIN) riunitosi nella giornata successiva alla Conferenza di Dublino. L’UE, infatti, nonostante le difficoltà economiche in cui versa, si è attestata come la più importante finanziatrice di progetti per la tutela del clima e dell’ambiente nei Paesi in via di sviluppo, stanziando ben 7,34 miliardi di euro nel periodo 2010-2012. L’auspicio è che a tale impegno possa corrispondere un egual apporto, soprattutto in termini legislativi, da parte dei Paesi membri a livello nazionale.

L' Autore - Tullia Penna

Dottoranda in Bioetica (Visiting à Sciences Po Paris; Giurisprudenza UniTo; presso la stessa: Laura Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza e Certificato di Alta Qualificazione della Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi - SSST). Ex tutor e rappresentante degli studenti della SSST. Mi occupo di principalmente di questioni relative all’inizio e gravidanza surrogata. Appassionata di tematiche trasversali, mi interesso di diritti civili ed evoluzione delle istituzioni democratiche. Nel tempo libero sviluppo le mie abilità di fotografa e viaggiatrice.

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