giovedì , 16 agosto 2018
18comix

Hedegaard a Potsdam: “is anybody listening ?”

Nuova tappa ufficiosa per la campagna “A world you like, with the climate you like“, sponsorizzata dal Commissario per l’azione per il clima Connie Hedegaard. Il Commissario ha infatti inaugurato il 27 maggio la conferenza internazionale “Impacts World 2013” attualmente in corso a Potsdam. La conferenza si propone come sede di mediazione internazionale per l’analisi dello stato dell’arte in materia di ricerca climatica, convocando a sé scienziati, politici e portatori di interessi diffusi. Il calibro dei partecipanti rende evidente l’ambizioso intento dell’assemblea: si comincia con il commissario Hedegaard per arrivare, in campo scientifico, a Cynthia Rosenzweig, eminente scienziata dell’unità di ricerca in ambito climatico alla NASA.

L’evento viene ospitato dal Potsdam Institute for Climate Impact Research (PIK), il cui direttore Hans Joachim Schellnhuber ha evidenziato sin dal primo intervento la già nota urgenza di un’efficiente cooperazione locale e internazionale per contrastare il cambiamento climatico. Tuttavia la conferenza di Potsdam rappresenta un’assoluta novità per il tipo di approccio dialettico e incisivo utilizzato nella discussione di temi che da anni affliggono la classe politica a livello globale. Lo schema utilizzato è di matrice socratica e si fonda su 5 domande chiave, poste alla base dei singoli interventi, mediante le quali si cerca la definizione dei problemi e delle loro soluzioni.

Innanzitutto, è possibile integrare le conoscenze attuali in modo trasversale? In altre parole, come può l’azione per il clima realmente impattare nel settore sociale ed economico a livello internazionale?

In secondo luogo si sottopone a critica (costruttiva) l’affidabilità delle proiezioni scientifiche che vorrebbero spiegare i possibili impatti del cambiamento climatico. In questo contesto risulta indispensabile, anche a detta di Schellnhuber, responsabilizzare gli scienziati, rendendoli cioè referenti dell’opinione pubblica al pari della classe politica. Ancora, quali sono i gaps che vanno sanati negli attuali modelli di previsione? A tal proposito il direttore del PIK non ha perso l’occasione per ribadire come soltanto una strategia di cooperazione internazionale, di comparazione dei mezzi di ricerca e di condivisione dei risultati possa fornire un’adeguata soluzione.

Inoltre, tornando a un ambito più politico, l’assemblea dovrebbe chiedersi come si possa lanciare un ponte tra azione per il clima a livello locale e internazionale, o meglio, quale sia la strada da percorrere per la creazione di un’azione “glocal“. Infine, domanda cruciale, “Is anybody listening?”. La catena scientifico-politica si chiude grazie al suo anello più importante: esiste un’opinione pubblica vigile e consapevole?

L’intervento del commissario Hedegaard è stato rapido ma incisivo, quasi a voler testimoniare con esso la presa di coscienza che deve stare alla base delle scelte politiche globali: il tempo è breve e l’azione dev’essere vigorosamente precisa. L’obiettivo principe deve rimanere la riduzione delle emissioni di CO2 al fine di calmierare il surriscaldamento globale, al punto che nei prossimi anni si attesti entro e non oltre i 2°C. Tuttavia, gli esiti del cambiamento climatico non si fermano al surriscaldamento e l’UE non può rimanere inerte osservatrice di questo fenomeno. Proprio per questa ragione la Commissione Europea ha predisposto un piano strategico per supportare la classe politica degli Stati membri nelle decisioni in merito allo sviluppo territoriale. Quest’ultimo infatti deve essere immediatamente conformato per contrastare il cambiamento climatico in tutte le sue sfaccettature, garantendo contemporaneamente un adeguato benessere per i cittadini. Proseguendo nel suo intervento, ancora una volta Connie Hedegaard ha focalizzato la sua attenzione sull’intreccio tra crescita economica, occupazione e prevenzione dei costi ambientali futuri sull’economia e sulla salute. Il mondo scientifico ha dunque l’onere precipuo di fornire alla classe politica proiezioni e dati affidabili sui quali fondare strategie di cooperazione internazionale basate sulla gestione del rischio.

Il commissario ha quindi accolto con gioia l’occasione di presiedere all’apertura della conferenza di Potsdam, lodando pubblicamente l’impegno della comunità scientifica che nei mesi passati si è spesa nella realizzazione dell’evento e invitando i politici di tutto il mondo a un’emulazione rapida e partecipe di questo senso del dovere e del conseguente impegno. Per quanto concerne il potenziamento del ruolo dell’opinione pubblica, Connie Hedegaard procede a passo spedito verso l’appuntamento del 7 giugno prossimo a Milano per la conferenza “Idee per un mondo come piace a te: Come rendere sostenibili i nostri consumi?“. In quell’occasione potremo provare a rispondere, limitatamente all’Italia, allo spinoso quesito mutuabile dalla conferenza di Potsdam: “is anybody listening?

L' Autore - Tullia Penna

Dottoranda in Bioetica (Visiting à Sciences Po Paris; Giurisprudenza UniTo; presso la stessa: Laura Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza e Certificato di Alta Qualificazione della Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi - SSST). Ex tutor e rappresentante degli studenti della SSST. Mi occupo di principalmente di questioni relative all’inizio e gravidanza surrogata. Appassionata di tematiche trasversali, mi interesso di diritti civili ed evoluzione delle istituzioni democratiche. Nel tempo libero sviluppo le mie abilità di fotografa e viaggiatrice.

Check Also

trump

Trump, le incognite su clima e ambiente

L’elezione di Donald Trump a presidente degli Stati Uniti ha definitivamente sdoganato un’idea di politica …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *