domenica , 18 febbraio 2018
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Hedegaard a Roma per discutere di clima e competitività

Il Commissario europeo per l’Azione Climatica Connie Hedegaard ha incontrato lunedì il Ministro dell’Ambiente Andrea Orlando. Al centro dei colloqui con il Ministro vi è stato lo stretto rapporto fra gli obiettivi di politica ambientale e la competitività dell’economia italiana.

La visita del Commissario arriva a poche settimane dalle nuove proposte della Commissione in materia di clima. L’attuale quadro normativo europeo è basato sulla strategia 20-20-20: entro il 2020 gli obiettivi sono il taglio del 20% rispetto ai livelli del 1990 delle emissioni di gas serra, l’aumento del 20% dell’efficienza energetica dell’economia europea e la fornitura del 20% del mix energetico da fonti rinnovabili. La cornice normativa promossa dalla Commissione il 22 gennaio, non senza un acceso dibattito interno, si spinge oltre, prevedendo un nuovo set di obiettivi per il 2030.

Innanzitutto nuovi obiettivi vincolanti sul taglio delle emissioni di gas serra: entro il 2030, gli Stati membri dovrebbero ridurre del 40% (in riferimento al 1990) le proprie emissioni con le sole misure domestiche. Per i settori che non sono coinvolti nello European Trading Scheme (ETS), il sistema di scambio dei permessi di emissioni nocive, il taglio dovrà essere almeno del 30% rispetto ai livelli del 2005. Proprio l’ETS dovrà essere riformato, per affrontare il surplus di permessi attualmente in circolazione, che ne ha limitato fortemente l’efficacia, rendendo poco costoso per le imprese procurarsi nuove autorizzazioni a inquinare.

Un altro punto qualificante della proposta comunitaria introduce obiettivi vincolanti per quanto riguarda la quota di energie rinnovabili nel mix energetico europeo: questa dovrà raggiungere almeno il 27% nel 2030. Come per la strategia attuale, questo punto è accompagnato da un rinnovato focus sull’efficienza energetica. Importante poi sarà una riforma della governance europea in materia energetica e climatica, oltre che la necessaria integrazione del mercato europeo dell’energia, oggi ancora eccessivamente balcanizzato.

Il Commissario Hedegaard a Roma ha reso atto al Ministro Orlando di essere stato uno dei primi a sollecitare un nuovo slancio della politica climatica europea, ancor prima della pubblicazione delle proposte comunitarie. Se però l’Italia dunque è formalmente in prima linea per un’economia europea più verde, sul pacchetto della Commissione pesano molti dubbi circa la sua sostenibilità economica. Sono questi i dubbi che Hedegaard ha cercato di fugare a Roma.

La proposta comunitaria infatti affronta molti punti critici dell’attuale politica europea, su tutti la riforma dell’ETS e la frammentazione del mercato energetico europeo. Tuttavia, sono molti, all’interno della stessa Commissione e fra gli Stati membri, a temerne i costi economici. La stessa Commissione ha riconosciuto che le nuove misure potenzialmente ridurranno il PIL europeo dello 0,5% entro il 2030. Hedegaard ha però sottolineato che l’economia verde può diventare anche una fonte cruciale di crescita economica e posti di lavoro, se il quadro della Commissione verrà approvato da Consiglio e Parlamento Europeo.

L’accordo non sarà semplice, perché le divisioni fra i Paesi esistono eccome: la Germania è nel pieno della sua transizione energetica verso un’economia fondata sulle energie rinnovabili, la Francia fa affidamento invece sul nucleare, mentre la Gran Bretagna vuole più libertà nella scelta del mix energetico nazionale, puntando sullo shale gas. L’Italia invece deve conciliare diversi elementi critici, fra cui le difficoltà economiche che non permettono grandi voli pindarici, un ritardo cronico di competitività che potrebbe essere aggravato da nuove norme ambientali e la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili per 62 miliardi all’anno, come ha ricordato lo stesso Commissario.

Conciliare riforma ambientale e competitività è però possibile, ha detto Hedegaard. L’Italia è chiamata a svolgere un ruolo centrale per trovare un accordo europeo e presentarlo al vertice internazionale convocato da Ban Ki-Moon per il prossimo autunno a Lima. Un altro gravoso compito per la presidenza italiana. Il Ministro ha promesso il sostegno italiano al piano della Commissione, che dal canto suo ha “condiviso contemporaneamente anche il concetto di distribuire i carichi tenendo conto della configurazione dei diversi Paesi membri dal punto di vista industriale”. Insomma, le differenza nazionali verranno tenute in conto. Nuovi negoziati all’orizzonte.

In foto il Commissario europeo Connie Hedegaard durante la presentazione del nuovo pacchetto della Commissione sul clima (© European Commission – 2013)

L' Autore - Luca Barana

Vicedirettore e Responsabile Istituzioni e Affari Generali – Conseguita la laurea triennale in Scienze Politiche, ho scoperto un vivo interesse per la politica internazionale. Laureato magistrale in Studi Europei con una tesi sulle Relazioni esterne dell’UE, incentrata sul contributo alla cooperazione allo sviluppo delle relazioni interregionali con l’Africa. Appassionato di giornalismo, ricopro il ruolo di vicedirettore di Europae.

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One comment

  1. Tra Roma e Bruxelles dovrebbe esserci più dialogo e più unità d’intenti.

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