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LIFE, il programma di fondi europei per l’ambiente

Il rinnovo del programma europeo di finanziamento per l’ambiente LIFE per il periodo 2014-2020 poteva sembrare quasi inevitabile dopo il grande successo del precedente programma LIFE+ (2007-2013). Visto che, con una dotazione di circa 2 miliardi di euro, ha dato vita a quasi 49 mila progetti, coinvolgendo circa 6 milioni di persone e più di un milione di studenti per educare e intervenire a difesa dell’ambiente. Non così scontato era invece l’aumento del budget, passato dai 2 miliardi a circa 3.4 miliardi di euro, confermando ancora una volta la speciale attenzione che l’Unione Europea destina all’ambiente.

Le radici di tale programma risalgono addirittura al lontano 1986, con l’adozione dell’Atto Unico Europeo, che avrebbe portato nel 1993 al primo vero e proprio programma LIFE. Ormai siamo giunti alla quinta edizione e dei risultati raggiunti si può andare decisamente fieri, visti gli interventi che hanno risolto annosi problemi e garantito, anche sotto il profilo legislativo, normative sempre più severe e restrittive soprattutto in materia di emissioni e sfruttamento del territorio.

Il nuovo programma LIFE si inserisce in questa lunga tradizione e prevede di agire su due fronti paralleli: da un lato il sottoprogramma Ambiente, che mira a implementare l’uso efficiente delle risorse, tutelare le biodiversità e garantire una migliore governance e informazione in materia ambientale; dall’altro il sottoprogramma Azione per il clima destinato a mitigare gli effetti dei cambiamenti climatici.

Il primo passo verso l’attuazione pratica di questo programma è stato compiuto il 19 marzo scorso, quando, con decisione della Commissione 2014/203/EU, è stato adottato il programma pluriennale di lavori 2014-2017, con uno stanziamento totale di circa 1.8 miliardi, 1.3 per Ambiente e 450 milioni per Azione per il clima. Un piatto ricco che fa gola a molti Stati e organizzazioni private, soprattutto in un periodo di crisi economica.

Gli obiettivi del programma sono sicuramente molteplici e ambiziosi, ma non impossibili da raggiungere, soprattutto grazie ai generosi tassi di cofinanziamento.  Infatti i tassi previsti variano dal 60% standard durante il primo periodo 2014-2017, fino al 100% di cofinanziamento previsto per i progetti di cosiddetta “capacity building”, cioè quelle attività necessarie al fine di consentire agli Stati membri una più efficace partecipazione a LIFE, passando per il 75% dei progetti con oggetto gli habitat e le specie prioritarie.

Per partecipare bisognerà seguire le procedure previste di volta in volta dalla Call for proposal pertinente, che si può trovare sul sito del programma. La Call for proposals 2014 for LIFE Action Grants è già stata pubblicata.

Per il momento sono previsti tre tipi di beneficiari: enti pubblici, organizzazioni private commerciali e non (incluse le ONG). Per trovare le informazioni importanti riguardanti i singoli progetti -tra le quali i requisiti di eleggibilità, procedure, finanziamento e quant’altro – bisognerà rifarsi invece all’application package, che è possibile trovare all’interno di ogni Call. I progetti saranno valutati sotto numerosi profili e starà ai richiedenti svilupparli al meglio dal punto di vista tecnico e concettuale.

Non serve dire che l’Italia potrebbe ricavare notevoli benefici da LIFE, visti i notevoli e urgenti interventi che il nostro Paese necessità e la ragguardevole quantità di fondi da cui attingere. L’Italia non ha mai brillato nell’utilizzo dei fondi europei, ma forse qualcosa cambierà, visto che uno dei punti programmatici del premier Matteo Renzi è sempre stato il miglior utilizzo delle risorse europee.

Per fare un esempio, solo sulla questione dell’acqua, che è uno dei temi prioritari di LIFE, si potrebbe fare molto. Basterebbe pensare agli interventi per la qualità dell’acqua (recente apertura di una procedura d’infrazione contro l’Italia), per una sua migliore gestione o per risolvere il sempre attuale rischio idrogeologico .

Presentare progetti credibili tempestivamente, creando una rete pubblico-privata efficiente, potrebbe permettere di approfittare appieno di LIFE. Ciò garantirebbe finalmente la realizzazione di quei progetti necessari e tante volte rinviati, consentendo un afflusso di capitali esterni capaci di rilanciare le opere pubbliche, con beneficio per l’ambiente, l’economia e l’occupazione.

Photo: © davide.santoni – www.flickr.com, 2009

L' Autore - Dario Battistella

Studio Giurisprudenza a Trieste. Per due volte all'estero a Strasburgo e ad Amsterdam. Ho avuto un'esperienza come stagista presso il Parlamento Europeo. Curioso cittadino del mondo mi interesso di storia, politica, economia e naturalmente di ambiente. Indago il mondo per piacere, anche se ogni volta “ritorno confuso d’una ignoranza sempre più spaventosa”. Scrivere mi aiuta a pensare, sono felice di farlo per Europae.

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