mercoledì , 15 agosto 2018
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ONU-UE: l’uomo colpevole del cambiamento climatico

Stoccolma, 27 settembre. Dopo settimane di indiscrezioni, trapelate a margine dell’International Panel on Climate Change (Ipcc), gli esperti ONU hanno emesso il loro verdetto. Il report “Climate Change 2013: The Physical Science Basis Summary for Policymakers” costituisce infatti la sentenza di condanna all’attività dell’uomo per il surriscaldamento globale. La correlazione tra i due elementi del 2001 si attestava a una probabilità del 66%, nel 2007 era salita al 90% e oggi è indicata nel range del 95-100%.

I risultati dell’Ipcc ancora una volta vengono accolti con diffuso scetticismo. Se alcuni errori passati commessi dai suoi esperti contribuiscono ad alimentare le perplessità, non si deve però sottovalutare la forza politica delle lobbies conservatrici che tentano di minarne la credibilità.

La risposta di Bruxelles non è tardata ad arrivare. Il Commissario per l’azione climatica Connie Hedegaard ha attaccato aspramente i detrattori dell’Ipcc, sostenendo come una percentuale del 95% sia molto più che un semplice campanello d’allarme. “Il giorno in cui gli scienziati potranno mettervi in allerta al 100% contro il cambiamento climatico sarà troppo tardi” sostiene la Hedegaard. L’ambiziosa politica ambientale europea dunque non deve conoscere freni nazionali. Al contrario serve puntare senza esitazioni ai nuovi obiettivi per il 2030, che la Commissione presenterà entro la fine dell’anno. Le basi scientifiche di questi stessi obiettivi risultano suffragate dal report dell’Ipcc. Infatti, Hedegaard punta il dito contro gli scettici chiedendo: “cosa fareste se non un medico, ma centinaia dei più importanti medici al mondo vi dicessero che c’è il 95% di possibilità che abbiate una grave malattia? Si tratta di buon senso”.

L’appello al buon senso non suona certo nuovo a chi ha seguito i dati pubblicati dall’Ipcc: la temperatura globale superficiale è aumentata di circa 0.8°C dal 1880, mentre la concentrazione di CO2 nell’atmosfera è aumentata del 40% dal 1750 (quasi esclusivamente) come conseguenza della combustione di Carboni fossili e della deforestazione. L’ultimo trentennio è poi stato caratterizzato da un progressivo incremento delle temperature. Incremento maggiore rispetto a qualunque altro avvenuto dall’inizio del monitoraggio delle temperature nel 1850. L’arresto della salita delle temperature negli ultimi 15 anni non deve però confortare. Esso infatti va ricondotto a cicli naturali come quelli dei fenomeni “El Niño/La Niña” nell’Oceano Pacifico, all’effetto di raffreddamento prodotto dalle eruzioni vulcaniche e alla ridotta attività solare.

Hedegaard ha dunque ripreso i risultati del Panel 2013 mettendo in luce il baratro tra gli scenari verificabili con o senza un’azione di contrasto al cambiamento climatico. Se le emissioni dovessero essere contenute, l’aumento della temperatura media (rispetto al periodo pre-industriale) si potrebbe limitare tra 0.9°C e 2.3°C entro la fine del secolo. Senza adeguate politiche invece c’è il 62% di probabilità che tra il 2081 e il 2100 aumenti fino a 4°C. Il risultato sarebbe catastrofico: le zone già caratterizzate da un clima umido riceverebbero più precipitazioni, mentre quelle già torride ancora meno.

Allo stesso modo si prospetta l’innalzamento del livello medio del mare (19 cm tra 1901 e 2010). L’intervento globale per contenere il surriscaldamento potrebbe impedire la crescita oltre i 30-50cm rispetto al periodo 1986-2005. Diversamente la crescita si potrebbe (sempre con una probabilità del 62%) attestare nel range 40-80cm rispetto al medesimo periodo.

 La diagnosi degli esperti è pronta, la prognosi attende conferme. Conferme che dipendono in primo luogo dal livello di apertura e disponibilità alle cure che alcuni dei più gravi contagiati dimostreranno nei prossimi anni.

In foto il Commissario per l’azione climatica Connie Hedegaard (Foto: European Commission)

L' Autore - Tullia Penna

Dottoranda in Bioetica (Visiting à Sciences Po Paris; Giurisprudenza UniTo; presso la stessa: Laura Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza e Certificato di Alta Qualificazione della Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi - SSST). Ex tutor e rappresentante degli studenti della SSST. Mi occupo di principalmente di questioni relative all’inizio e gravidanza surrogata. Appassionata di tematiche trasversali, mi interesso di diritti civili ed evoluzione delle istituzioni democratiche. Nel tempo libero sviluppo le mie abilità di fotografa e viaggiatrice.

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