martedì , 14 agosto 2018
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ONU – UE: una relazione complicata

Il 24 settembre si aprirà la 69° Assemblea Generale (AG) delle Nazioni Unite. L’apertura, seppur di per sé considerabile come un puro evento protocollare, è uno dei pochi momenti in cui quasi tutti i capi di Stato del mondo si trovano nella stessa città. Hanno quindi la possibilità di incontrarsi non tanto durante l’AG stessa, quanto nelle decine di incontri – più o meno privati – che si terranno in tutta la città di New York. La Grande Mela si trasformerà, per alcuni giorni nel centro della politica internazionale, con l’arrivo di ONG, Fondazioni, Rappresentanze religiose e ovviamente centinaia di politici e alti funzionari.

Come ogni anno, si susseguiranno i discorsi di tutti i capi Stato e di governo e ci sarà sicuramente qualche polemica sul posizionamento all’interno della sala di coloro che ufficialmente non godono dello status di Membro delle Nazioni Unite. Tra i cosiddetti osservatori, infatti, siedono sia Stati – come per esempio la Palestina o la Città del Vaticano – sia Organizzazioni o entità internazionali come l’Unione Europea. Quest’ultima, infatti, sin dalla risoluzione 3208 del 1974, gode dello status di osservatore, originariamente esercitato dalle Delegazioni della Commissione Europea e in parte dal Liasion officer del Consiglio dell’UE. Negli ultimi anni, però, due eventi hanno modificato – e per certi aspetti semplificato – la relazione che intercorre tra Nazioni Unite ed Unione Europea.

Innanzitutto, a partire dall’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, l’UE può godere di un vero e proprio corpo diplomatico (il Servizio Europeo per l’Azione Esterna, o SEAE) con Ambasciate – o più tecnicamente dette Delegazioni, dal momento che l’UE non è uno Stato – praticamente in ogni Paese e organizzazione internazionale del mondo. Il SEAE esercita, sotto l’autorità dell’Alto Rappresentante – la neoeletta Federica Mogherini – le proprie funzioni di rappresentanza diplomatica dell’intera Unione. Concretamente, il SEAE esercita un ruolo molto rilevante nei settori di esclusiva competenza dell’Unione, come per esempio il commercio, mentre s’impegna in un compito di coordinamento tra le Rappresentanze diplomatiche dei 28 Paesi membri nei settori di non esclusiva competenza, in modo tale da poter esprimere una posizione unitaria, specialmente all’interno delle organizzazioni internazionali come l’ONU.

Il secondo elemento di novità è certamente la risoluzione dell’Assemblea Generale 65/276 del 2011, tramite la quale è stato rinforzato lo status dell’UE all’interno delle Nazioni Unite. Infatti, seppur l’UE sia costretta a rimanere un semplice osservatore, dal momento che solo gli Stati possono diventare membri dell’ONU, i Delegati dell’UE possono oggi partecipare più attivamente ai lavori dell’Assemblea Generale. Per esempio, è ora possibile per i Delegati dell’UE presentare posizioni comuni condivise dai 28 Paesi membri di fronte all’Assemblea Generale, oppure godere del diritto d’intervento e di replica, nonché presentare proposte ed emendamenti se precedentemente concordati tra i 28 Paesi.

Le questioni che potranno essere discusse sono moltissime e non elencabili: l’UE e’ formata da 28 Paesi i quali nel complesso rappresentano il 35% del budget regolare dell’ONU e il 39% di quello dedicato alle missioni di peace-keeping. Con il dovuto coordinamento può certamente rappresentare una delle voci più influenti della 69° Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

Photo © Congreso de la República de Guatemala, 2011, www.flickr.com

L' Autore - Gianluca

Appassionato di politica estera e diplomazia, felice di scrivere per questa bella rivista.

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