martedì , 25 settembre 2018
18comix
Photo © Paul Barker Hemings, 2010, www-flickr.com

Austria: Kurz e la cittadinanza ai sud-tirolesi

In Austria, l’insediamento del nuovo cancelliere Sebastian Kurz del Österreichische Volkspartei – ÖVP (Partito Popolare Austriaco) ha portato con sé non poco scetticismo alimentando il dibattito in tutta Europa. A tenere banco nelle ultime settimane è l’espressa volontà del più giovane primo ministro dell’UE di concedere la doppia cittadinanza (italiana e austriaca) agli altoatesini.

Una discussione che coinvolge inevitabilmente più parti: Italia, Austria, Alto Adige e Unione Europea. Dare la possibilità ai sudtirolesi di scegliere se essere riconosciuti anche come austriaci permetterebbe realmente di sanare tensioni mai del tutto risolte, ma potrebbe anche rischiare di acuire sentimenti nazionalisti tuttora diffusi.

La proposta

La volontà di concedere la cittadinanza austriaca agli altoatesini di lingua tedesca non è certo una novità, soprattutto per il partito della destra nazionalista Freiheitliche Partei Österreichs – FPÖ (Partito della Libertà Austriaco). Il suo leader, nonché vice-cancelliere, Heinz-Christian Strache, durante la campagna elettorale per le presidenziali 2016, aveva infatti dichiarato l’intenzione di elargirla con l’intento di riunire il Tirolo. L’alleanza con l’ÖVP vincitrice alle elezioni del 2017 ha ora riportato il tema in primo piano, tanto da spingere il neo-cancelliere a inserirlo nel suo programma politico a seguito di un accordo con lo stesso Strache.

In una terra per anni afflitta da lotte intestine e terrorismo, si fa di nuovo largo un nazionalismo dilagante, mai del tutto assopito, tornato alla ribalta nell’ultimo anno a seguito del processo di revisione dello Statuto del Trentino Alto Adige. È proprio in questa sede, in particolare in occasione del processo che ha visto il coinvolgimento diretto della cittadinanza nella riscrittura, che è emersa ancora una volta la volontà dei sudtirolesi di affermarsi come entità a sé stante (anche se le modalità non sono del tutto chiare). Alla base dei difficili rapporti che caratterizzano Vienna, Roma e Trentino Alto Adige vi è infatti un trattato internazionale che ha definito l’autonomia della regione prima e delle due province poi, riconoscendone la specialità e salvaguardando le minoranze linguistiche (tra cui anche quella tedesca).

Saldatura o frattura?

Da una parte il governo austriaco sostiene che la concessione della doppia cittadinanza porterebbe a rimarginare delle ferite ancora aperte, una sorta di riparazione storica nell’ottica di un’Unione Europea ancora più integrata. Dall’altra i critici vedono nella scelta la possibilità di un ulteriore inasprimento delle fratture ancora esistenti tra altoatesini di lingua italiana e tedesca.

A sostenere apertamente la proposta di Vienna è invece il Südtiroler Volkspartei – SVP (Partito popolare sudtirolese) partito di maggioranza della provincia di Bolzano e da sempre impegnato nel rappresentare gli interessi delle minoranze linguistiche del Sudtirolo. È stato proprio l’SVP uno dei firmatari di una lettera inviata nel mese di novembre dai consiglieri provinciali bolzanini al governo austriaco chiedendo di vagliare la possibilità di concedere alla popolazione tedesca dell’Alto Adige il passaporto austriaco.

Le modalità di attuazione

In che modo quindi si arriverebbe alla concessione del doppio passaporto? Chi ne avrebbe diritto? A richiederlo, secondo quanto ipotizzato da Vienna, potrebbero essere solamente i cittadini altoatesini (e i loro figli) dichiaratamente appartenenti al gruppo linguistico tedesco. Secondo gli ultimi dati (2011) sarebbero circa il 70% dei residenti in provincia di Bolzano (364mila su 520mila). L’acquisizione della doppia cittadinanza, il cui costo era stato inizialmente stimato intorno ai 1.300 euro, secondo le ultime affermazioni del governo, sarebbe gratuita e garantirebbe in futuro agli atleti altoatesini di gareggiare con le nazionali austriache. Le modalità esatte dell’intera procedura dovrebbero essere definite da un’apposita commissione.

Molte le questioni che andrebbero vagliate prima di attivare un simile processo, a partire dalla fattibilità e dalla costituzionalità. Per alcuni l’attribuzione dovrebbe essere estesa anche ai trentini e agli italiani residenti in Trentino Alto Adige in quanto precedentemente appartenenti all’impero austro-ungarico tanto quanto i sudtirolesi. Le ultime dichiarazioni del cancelliere Kurz suggeriscono che la sua battaglia sarà portata avanti, in risposta alle volontà altoatesine, ma solo in stretta collaborazione con Roma.

L' Autore - Jennifer Murphy

Studentessa trentina laureata in Studi Internazionali e prossimamente in Gestione del territorio e dell’ambiente presso l’Università degli Studi di Trento. La mia tesi sulla diffusione delle tematiche europee nelle scuole superiori della mia Regione mi ha ulteriormente avvicinata all’UE e al modo attraverso il quale raccontarla. Mi piace osservare il mondo per capirlo ed interpretarlo al meglio.

Check Also

Università e tasse: tra iniziative UE e no tax area

Il sistema del cosiddetto diritto allo studio, ossia l’insieme dei benefici economici e delle esenzioni …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *