sabato , 24 febbraio 2018
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Conferenza stampa congiunta del neo Commissario alle politiche regionali Corina Cretu e del sottosegretario Delrio (al centro) © Council of the European Union - 2014

Coesione e strategia adriatico-ionica: le regioni al centro dell’UE

Le politiche di coesione sono ormai entrate a pieno titolo nel dibattito politico (e mediatico) europeo, segno dell’importanza che le regioni hanno assunto non solo per la Presidenza italiana del Consiglio dell’UE, ma anche per la nuova Commissione guidata da Jean-Claude Juncker.

Non è un caso, quindi, che al Consiglio Affari Generali del 18-19 novembre si sia discusso ampiamente proprio di coesione. I ventotto Ministri competenti in materia hanno infatti adottato le conclusioni della “Sesta relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale dell’UE”, riconoscendo di fatto alla politica di coesione il ruolo di principale politica di investimento a livello europeo. L’ambizioso obiettivo della politica di coesione è quello di favorire uno sviluppo omogeneo tra le regioni dell’UE, dalla Greater London alle campagne della Romania dell’Est, attraverso una struttura di governance a più livelli e un approccio al tempo stesso settoriale e territoriale.

È apparso soddisfatto Graziano Delrio che, in quanto Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche di coesione, ha presieduto la giornata di lavori dedicata alle questioni regionali e territoriali. “Ci siamo trovati tutti d’accordo sul fatto che la politica di coesione sia fondamentale per la crescita e per la creazione di posti di lavoro, oltre ad essere uno strumento essenziale per raggiungere gli obiettivi della strategia Europa 2020”, ha detto Delrio in conferenza stampa.

La neo-Commissaria agli Affari Regionali, la rumena Corina Cretu, ha poi aggiornato il Consiglio sullo stato dell’arte dei negoziati con gli Stati membri per l’adozione degli Accordi di Partenariato e dei programmi operativi (Por), la cui scadenza è stata prorogata di una settimana per permettere anche alle regioni più ritardatarie di inviare tutti i documenti. Entro la fine della prossima settimana dovrebbero riuscire a inviare i programmi anche le due ritardatarie nostrane – Campania e Calabria – ha assicurato Delrio.

Il Sottosegretario ha approfittato della conferenza stampa finale anche per insistere nuovamente su uno dei cavalli di battaglia del governo Renzi: la necessità di escludere le spese sostenute dagli Stati per i progetti co-finanziati dai fondi UE dal Patto di Stabilità. “Lo stesso ragionamento vale per gli investimenti che saranno previsti dal piano Juncker”, ha precisato. A proposito della violenta ondata di maltempo che ha invaso la Liguria e altre regioni del Nord Italia, incalzato dai giornalisti, Delrio ha ammesso che la questione non era all’ordine del giorno e quindi non è stata discussa in plenaria. Il Sottosegretario ha anche negato che si sia parlato della possibilità di deroga al Patto di Stabilità per i Comuni colpiti dal maltempo, ma ha lasciato intendere che con ogni probabilità per la Liguria ci sono le condizioni per accedere al Fondo di solidarietà UE. Prima, però, occorre fare una valutazione precisa dei danni.

Il 17 novembre si è svolta a Bruxelles anche la conferenza di lancio della strategia UE per la regione adriatico-ionica (EUSAIR), organizzata dalla Presidenza italiana in collaborazione con la Commissione Europea, l’Iniziativa adriatico-ionica e la regione Marche. EUSAIR è stata pensata per promuovere prosperità e crescita nella regione, aumentandone la competitività senza però trascurare la tutela dell’ambiente. L’obiettivo della conferenza – che si è svolta all’indomani dell’approvazione di EUSAIR da parte del Consiglio Europeo, avvenuta lo scorso 24 ottobre – era quello di riunire allo stesso tavolo i principali attori coinvolti e mettere a punto il piano di attuazione della strategia. La gestione e la governance di EUSAIR rispecchieranno quattro pilastri: “Crescita marittima e marina” (Blue Growth), “Collegare la regione” (trasporti ed energia), “Qualità ambientale” e “Turismo sostenibile”.

Nel suo intervento, la Commissaria Corina Cretu ha sottolineato l’importanza della strategia adriatico-ionica nel “rafforzamento del processo di integrazione europea”. EUSAIR interessa infatti otto Paesi, di cui quattro Stati membri (Croazia, Grecia, Italia e Slovenia) e quattro Paesi extra-UE (Albania, Bosnia Erzegovina, Montenegro e Serbia). Ma l’attenzione dell’UE per la collaborazione tra regioni non si ferma certo all’area adriatico-ionica: il prossimo appuntamento è l’1-2 dicembre a Milano, per la conferenza degli stakeholder sulla strategia UE per la regione alpina.

L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

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