lunedì , 19 febbraio 2018
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Delrio al Parlamento UE: cofinanziamento fuori dal Patto di Stabilità

La settimana scorsa, il Ministro Graziano Delrio è volato a Bruxelles per presentare le priorità della Presidenza italiana davanti alla commissione per lo sviluppo regionale del Parlamento europeo. Tre gli assi portanti del suo discorso: il programma della Presidenza in materia di coesione, le iniziative specifiche che l’Italia intende portare avanti in questo ambito nei prossimi mesi e, infine, alcune considerazioni sul pacchetto legislativo 2014-2020.

Programma della Presidenza italiana. L’ex sindaco di Reggio Emilia non si è perso in convenevoli ed è andato subito al sodo, partendo da un dato disarmante: ci sono 25 milioni di disoccupati in Europa, di cui 5 milioni sono giovani sotto i 25 anni. In più, un quarto della popolazione europea è a rischio povertà ed esclusione sociale. Come ha evidenziato la Sesta Relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale pubblicata dalla Commissione, gli investimenti pubblici all’interno dell’UE sono diminuiti del 20% in termini reali tra il 2008 e il 2013, crollo che sarebbe stato ancora più brusco se non fosse stato per il sostegno fondamentale dato dalla politica europea di coesione, che rappresenta circa un terzo del bilancio dell’UE.

In un contesto di profondo disagio sociale, che affligge alcune regioni europee più di altre, una delle priorità strategiche dell’Italia in questo semestre a tinte tricolori riguarda proprio la promozione della crescita e dell’occupazione. L’Italia intende dare un contributo significativo al processo di revisione della strategia Europa 2020 e allo sviluppo della dimensione economica e sociale dell’Unione monetaria europea, senza mai perdere di vista l’economia reale (con un occhio di riguardo per le piccole e medie imprese). In tutti questi ambiti, la politica di coesione può e deve giocare un ruolo fondamentale “sostenendo la ripresa degli investimenti pubblici che è la via maestra per superare la crisi” ha detto Delrio, che ha poi fatto riferimento al piano di investimenti da 300 miliardi di euro in tre anni promosso dal Presidente designato della Commissione Jean-Claude Juncker.

Iniziative della Presidenza italiana. Come ha ribadito il Ministro, nei prossimi mesi l’Italia intende promuovere “un dibattito politico strutturato in tema di politica di coesione” in una sede formale del Consiglio, coinvolgendo cioè direttamente i Ventotto Stati membri. Per sottolineare nei fatti l’importanza che l’Italia attribuisce alle politiche di coesione, è stata convocata per il 19 novembre una riunione del Consiglio Affari Generali dedicata proprio alla politica di coesione. In particolare, la riunione di novembre sarà un’occasione per gli Stati membri di discutere di una revisione della strategia Europa 2020 che tenga conto del ruolo fondamentale della politica di coesione nel promuovere crescita e occupazione.

Pacchetto legislativo 2014-2020. A seguito di intensi e travagliati negoziati, per i prossimi sette anni l’UE dispone di 366 miliardi di euro per gli investimenti pubblici. Se si considera la percentuale di cofinanziamento nazionale, l’ammontare di risorse dovrebbe toccare i 450 miliardi di euro. Ma per far sì che questi fondi sortiscano sull’anemica economia europea l’effetto desiderato – ha detto Delrio senza giri di parole – il cofinanziamento nazionale dei programmi previsti dalla politica di coesione deve essere escluso dal Patto di Stabilità. “Ritengo che il sostegno a investimenti orientati alla crescita non sia contrario alla disciplina di bilancio” grazie ai suoi comprovati effetti positivi sul PIL – ha aggiunto.

Niente di nuovo sul fronte brussellese. Delrio si è limitato a ribadire (con forza) la netta posizione del governo italiano nel dibattito rigore-flessibilità che sta infiammando il confronto politico tra i leader dei Ventotto ormai da qualche mese. “Flessibilità” è d’altronde il grido di battaglia in Europa di Matteo Renzi, per il quale è un errore perseguire politiche di austerità senza promuovere la crescita. Ma la battaglia è tutt’altro che finita: il tema dell’esclusione del cofinanziamento nazionale alla politica di coesione sarà infatti oggetto di (accesa) discussione durante il Consiglio informale che si terrà il prossimo 10 ottobre a Milano.

In foto, Graziano Delrio © Stefano Corso / Flickr 2013

L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

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