domenica , 25 febbraio 2018
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Graziano Delrio con il Commissario europeo Johannes Hahn © European Commission, 2014

Delrio: escludere cofinanziamento sugli investimenti dal deficit

Graziano Delrio non demorde e ribadisce con forza la linea del governo Renzi: fatta salva l’adozione di riforme strutturali specifiche per ogni Paese, è necessario escludere parte dei cofinanziamenti europei sugli investimenti dal calcolo del deficit. Questa posizione è emersa ancora una volta in occasione della riunione informale dei ventotto Ministri europei competenti in materia di coesione, che si è svolta al MiCO di Milano.

Le posizioni dei Paesi dell’UE sullo scomputo dei cofinanziamenti sugli investimenti dal rapporto deficit/Pil restano però divergenti, con i soliti noti che chiedono vincoli più precisi.  Al termine della riunione, lo stesso Delrio ha ammesso che le differenze di opinioni persistono, nonostante le aperture arrivate qualche giorno prima da Berlino. Alcuni Paesi hanno infatti rimarcato che l’esclusione dei cofinanziamenti dal Patto di Stabilità “deve essere molto mirata, molto rigida e vincolata a fattori molto specifici”.  Delrio ha incassato. Si tratta di “una posizione seria e ragionevole”, ha commentato.

Alla riunione informale di venerdì ha preso parte anche Johannes Hahn, ancora (per poco) nelle vesti di Commissario agli Affari Regionali. Tra meno di un mese, Hahn passerà infatti all’Allargamento e alla Politica di Vicinato, mentre il suo attuale portafoglio passerà alla rumena Corina Cretu.

Nel suo intervento, il Commissario Hahn ha voluto sottolineare come la politica di coesione costituisca il cuore della governance economica europea e del ciclo annuale di coordinamento delle politiche economiche detto “semestre europeo”. La politica di coesione è diventata lo strumento europeo per gli investimenti con la ‘s’ maiuscola. Perché gli investimenti sortiscano gli effetti desiderati, è necessario che le condizioni economiche siano solide. Allo stesso modo, le piccole e medie imprese (PMI) devono avere accesso al credito per poter beneficiare degli investimenti. Per questo, conclude Hahn, è fondamentale assicurare la consistenza e il coordinamento tra politica di coesione da un lato, e governance economica europea dall’altro.

Come emerge anche dalla “Sesta relazione sulla coesione economica, sociale e territoriale” dell’UE, le politiche europee di coordinamento a livello economico e quelle regionali condividono lo stesso obiettivo di fondo: garantire una crescita equa e sostenibile in tutto il territorio dell’Unione. In questo senso, le ferite profonde lasciate dalla crisi in alcuni Stati membri più che in altri hanno rafforzato la necessità di assicurare una maggiore coerenza tra politiche economiche e politiche di coesione.

Gli investimenti sono la chiave della crescita e la lotta alla disoccupazione, investimenti che hanno subito un crollo vertiginoso in molti Stati membri. Il consolidamento fiscale fortemente voluto dalla Commissione nel tentativo di stimolare la crescita in molti casi ha fatto più danni che altro, ha ammesso il Commissario Hahn. Molti Stati membri hanno infatti reagito alzando le tasse e tagliando proprio la spesa pubblica “produttiva”, quella per gli investimenti. Per mettere fine a questo circolo vizioso e dare nuovo impulso agli investimenti, “dobbiamo fare il miglior uso possibile della flessibilità contenuta nelle regole del Patto di Stabilità”.

Considerando che si tratta delle parole di un Commissario europeo (e non, come ci si aspetterebbe, del Primo Ministro italiano), si tratta di un mea culpa notevole. Un’apertura che acquista ancor più significato se letta insieme alle parole pronunciate da Angela Merkel qualche giorno fa in occasione del vertice sul lavoro. “Ci sono Paesi che devono lottare per conciliare il rapporto tra deficit e crescita” ha detto la Cancelliera a proposito del cofinanziamento nazionale per l’utilizzo dei fondi europei. “Siamo pronti a discutere di modifiche da portare al sistema”, ha aggiunto.

L’apertura di Angela Merkel sulla questione dello scomputo dei cofinanziamenti sugli investimenti dal rapporto deficit/Pil è senz’altro un segnale incoraggiante, ma non sufficiente. La strada di Graziano Delrio è ancora tutta in salita.

L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

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