martedì , 20 febbraio 2018
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FEG: il fondo per l’adeguamento alla globalizzazione

Durante la seduta plenaria del 17 settembre, il Parlamento Europeo ha approvato una serie di risoluzioni concernenti la mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione (FEG). Il Fondo nasce con l’obiettivo di venire incontro alle possibili conseguenze negative dei cambiamenti dovuti al fenomeno della globalizzazione. Nello specifico, offre sostegno a coloro che hanno perso il lavoro a seguito di mutamenti strutturali del commercio globale, che provocano, ad esempio, la chiusura di un’impresa o la delocalizzazione della produzione in un Paese non appartenente all’Unione Europea.

Per il periodo 2014 – 2020 sono stati stanziati 150 milioni di euro, che potranno servire a coprire il 60% dei costi di progetti, di durata massima di due anni, finalizzati al supporto dei lavoratori in esubero e al loro reintegro nel mondo del lavoro. Alcuni esempi di aree di progetto finanziabili, parzialmente, con il FEG sono l’assistenza nella ricerca di un impiego, l’orientamento professionale, l’istruzione, formazione e riqualificazione, guida e tutoraggio, imprenditorialità e creazione di nuove aziende.

I beneficiari dei progetti avviati attraverso il FEG sono i singoli lavoratori in esubero (inclusi lavoratori autonomi, a tempo determinato o temporanei) e, fino al 2017, nelle regioni in cui il tasso di disoccupazione giovanile è particolarmente elevato, quei giovani che non lavorano e non sono inseriti in nessun percorso formativo o di studio, per un numero pari a quello dei lavoratori che nelle stesse regioni ricevono un sostegno.

Con l’approvazione della risoluzione “Mobilitazione del Fondo europeo di adeguamento alla globalizzazione-Domanda EGF/2014/000 TA 2014 – Assistenza tecnica su iniziativa della Commissione”, il Parlamento Europeo ha dato il suo parere positivo alla proposta della Commissione di impiegare 330.000 euro per l’assistenza tecnica all’interno del FEG, nell’anno 2014. Inoltre, per incentivare l’utilizzo da parte degli Stati di questo fondo, nella risoluzione si ricorda l’importanza del collegamento in rete e dello scambio di informazioni relative al FEG. Si sostiene, pertanto, il finanziamento di un “Gruppo di esperti” delle persone di contatto del FEG, nonché altre attività di messa in rete tra gli Stati membri: è fondamentale, infatti, che tutti i soggetti coinvolti nella presentazione delle domande FEG, sia a livello locale che regionale, abbiano la possibilità di essere in contatto per creare sinergia e uniformità.

Secondo il Parlamento Europeo, un ruolo chiave che consenta al FEG di raggiungere gli obiettivi per i quali è nato, incidendo concretamente nella vita dei lavoratori europei, è svolto dall’informazione. Per questo, pur prendendo atto della riduzione dei costi legati all’informazione, l’emiciclo si augura che questo non incida negativamente sulla diffusione di materiale informativo e sulle attività legate all’orientamento, da avviare affinché tutti gli operatori interessati possano comprendere al meglio il nuovo regolamento FEG, durante il suo primo anno di attuazione.

Standardizzazione delle procedure e semplificazione delle domande, insieme ad azioni volte a dare maggiore visibilità da parte di Commissione e Stati membri alle opportunità offerte dal fondo, sono le raccomandazioni principali che il Parlamento mette nero su bianco con l’adozione di questa risoluzione. Affinché il FEG funzioni è necessario, infatti, che i possibili beneficiari interessati, le autorità, le parti sociali, i mezzi di comunicazione e il pubblico generale, possano venire a conoscenza delle attività finanziate attraverso questo canale, proprio per poter sfruttare al meglio questa opportunità di rilancio.

Sebbene il Parlamento accolga con favore alcuni ampliamenti presenti nel nuovo Regolamento del FEG, come l’estensione dei beneficiari ai lavoratori autonomi, al contempo insiste sulla necessità di aumentare il livello degli stanziamenti a disposizione del fondo: obiettivi più ambiziosi e una platea più ampia di possibili beneficiari richiedono infatti un numero di risorse pari almeno a quello del 2013, cioè 500 milioni di euro. Infine, le altre cinque risoluzioni in materia di mobilitazione del FEG, approvate in plenaria il 17 settembre, riguardano la possibilità, accordata a Grecia, Spagna, Romania e Paesi Bassi di accesso al fondo a seguito di rilevanti esuberi in alcune aziende degli Stati in questione, a causa della crisi economica e del cambiamento strutturale dei mercati.

Photo © Esther Dyson, 2006, www.flickr.com

L' Autore - Francesca De Santis

Laureata in Studi Europei presso il Dipartimento di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Roma Tre, ho vissuto per sei mesi a Bruxelles nel quadro del progetto Erasmus. Questa esperienza è stata molto significativa ed ha alimentato ancora di più la mia passione per le questioni europee. Il mio percorso professionale si snoda nel campo della comunicazione: ho fatto diversi stage in Uffici Stampa, in particolare in quello della Rappresentanza in Italia della Commissione europea. Mi piace pensare all’Europa come opportunità per costruire una società più giusta per tutti. Sono molto felice di essere parte di questo meraviglioso progetto chiamato Europae.

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