giovedì , 16 agosto 2018
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La strategia per la regione adriatico-ionica

Su impulso della presidenza greca del Consiglio e della Commissione, il 6-7 febbraio si è svolta ad Atene la conferenza sulla strategia europea per la macroregione adriatico-ionica. La conferenza rappresenta il punto di arrivo del processo di ampie consultazioni online lanciato dalla DG REGIO lo scorso autunno e che ha visto il coinvolgimento attivo della società civile in otto Paesi. Visto il duplice successo della strategia delle macroregioni nel Baltico e nella zona del Danubio, l’obiettivo della Commissione è quello di mettere a punto entro il prossimo giugno una strategia europea a tutto tondo per la regione adriatico-ionica.

La strategia europea per la macroregione adriatico-ionica (EUSAIR) interessa otto Paesi, di cui quattro Stati membri (Croazia, Grecia, Italia e Slovenia) e quattro Paesi extra-UE (Albania, Bosnia Erzegovina, Montenegro e Serbia). La nuova strategia è stata pensata per promuovere prosperità e crescita nella regione adriatico-ionica, aumentandone la competitività senza però trascurare la protezione dell’ambiente. Pur nella loro eterogeneità, gli otto Paesi della regione si trovano ad affrontare una serie di sfide comuni, che vanno dalla scarsa integrazione tra imprese, ricerca e amministrazioni pubbliche alle minacce ambientali.

EUSAIR nasce proprio dalla consapevolezza che per superare queste sfide trans-frontaliere regionali è necessaria una più stretta cooperazione a livello regionale e nazionale. In più, la strategia è destinata a giocare un ruolo di primo piano nel processo di integrazione dei Balcani occidentali nella sfera europea. Nello specifico, EUSAIR si svilupperà attorno ad un numero limitato di aree d’intervento che si possono raggruppare sotto quattro pilastri tematici:

1. Promuovere la crescita marittima e marina (“Blue growth”)

La regione adriatico-ionica sconta ancora un certo ritardo nel processo di clustering e sfruttamento della cooperazione transfrontaliera ad ampio raggio. In questo senso, è necessario promuovere una cultura dell’efficienza delle risorse imprenditoriali e sostenere il processo di adattamento ad un sistema di produzione e consumo di pesce che sia sostenibile ed efficace in termini di risorse.

2. Connettere la regione (energia e infrastrutture)

Per loro collocazione geografica, i mari Adriatico e Ionio costituiscono uno snodo fondamentale nel trasporto di energia, beni e passeggeri. Per aumentare la competitività e l’efficienza dei porti situati nella macroregione, è necessario investire nell’interoperabilità delle modalità di trasporto, attraverso l’inclusione del TEN-T (Network di trasporto trans-europeo) e l’integrazione del trasporto marittimo, del trasporto fluviale e di quello via terra. Anche le infrastrutture energetiche della macroregione hanno bisogno di essere rese più efficienti, nel rispetto dell’ambiente.

3. Preservare, proteggere e migliorare la qualità dell’ambiente

L’azione combinata dell’elevata densità della popolazione e delle peculiari caratteristiche topografiche fa sì che l’ambiente costiero e marino dell’Adriatico e dello Ionio sia fortemente vulnerabile alla minaccia dell’inquinamento, che mette a rischio anche la conservazione del patrimonio culturale della regione. Una delle sfide maggiori è proprio la questione dell’adattamento al cambiamento climatico. In quest’ottica, il terzo pilastro sarà incentrato sulla costruzione di un dialogo inter-settoriale con lo scopo di migliorare la qualità ambientale degli ecosistemi regionali e a salvaguardane la biodiversità.

4. Rendere la regione più attrattiva (turismo)

Il turismo rappresenta la colonna portante delle aree costiere della regione adriatico-ionica e può costituire un volano per la crescita e l’occupazione anche per le aree remote. Tuttavia, è necessario che il processo di sfruttamento del turismo sia gestito in maniera oculata, in modo da mitigare le eventuali ripercussioni negative sull’ambiente marino e costiero. Per questo motivo, occorre incentivare a livello regionale forme di turismo innovative e sostenibili e integrarle con l’industria creativa locale.

«I paesi di Adriatico e Ionio hanno già dimostrato di condividere la volontà di affrontare assieme le sfide che si pongono alla regione» ha sottolineato Maria Damanaki, Commissario europeo per la pesca e gli affari marittimi. Tuttavia, per concludere con le parole di Johannes Hahn – Commissario per gli affari regionali- «Questo nuovo approccio avrà successo solo se le macro-regioni saranno capaci di comportarsi da autisti, non da passeggeri».

In foto il porto di Trieste (Foto: Wikimedia Commons)

L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

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