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Macroregione danubiana: una strategia vincente

Lunedì e martedì scorso si è svolto a Bucarest il secondo incontro dei Paesi della regione del Danubio. Il progetto nasce nell’aprile 2011, con la convinzione che affrontare problemi comuni unendo le forze fosse il modo più semplice ed efficace. 14 sono i Paesi che hanno preso parte al progetto, di cui 9 membri dell’Unione Europea (Germania, Austria, Slovenia, Slovacchia, Ungheria, Repubblica Ceca, Romania, Bulgaria e Croazia) e 5 confinanti con l’Unione (Ucraina, Serbia, Bosnia Erzegovina, Moldavia, Montenegro). Tutti questi Stati hanno un denominatore comune: si affacciano sulle sponde del Danubio, il principale corso d’acqua d’Europa. Presieduto dal Commissario europeo per la Politica regionale, Johannes Hahn, e il primo ministro rumeno Victor Ponta, il Forum si è concentrato su come rafforzare l´impatto della strategia dell’UE per la regione Danubio, al fine di affrontare alcune delle sfide più pressanti della regione, quali la sicurezza energetica, l´inquinamento, la criminalità, i collegamenti ancora mancanti nelle reti di trasporto, la mancanza di competitività e la fuga dei giovani professionisti.

L´incontro ha avuto luogo a poche settimane di distanza dalla recente approvazione della valutazione della Commissione Europea, che conferma il valore delle strategie macroregionali evidenziando la positività dell’approccio, in grado di portare alla creazione di reti di collegamento fra i Paesi, membri della UE e non, che permettono di risolvere i problemi comuni in modo più efficace e veloce. Tuttavia, la relazione ricorda anche ai governi che il loro impegno dovrebbe essere più forte, rendendo la strategia una priorità in tutti i settori politici. A questa necessità si riferisce il titolo del forum danubiano “Più forti insieme, più forti nel mondo”.

Alla vigilia dell’incontro il Commissario europeo per la Politica regionale, Johannes Hahn, ha detto: “Due anni dopo il lancio della strategia per la regione del Danubio è evidente come, lavorando insieme, siamo in grado di avere un impatto di gran lunga maggiore di quando cerchiamo di risolvere i problemi agendo solo a livello nazionale”. In soli due anni, l’iniziativa ha generato nei Paesi danubiani oltre 400 progetti per un valore di 49 miliardi di euro. Si tratta di progetti che rispondono a bisogni reali, in primo luogo la navigabilità in ottime condizioni sul fiume, senza trascurare la tutela dell’ambiente e dell’acqua potabile. Inoltre è in corso una modernizzazione dell’infrastruttura portuale in modo da assicurare le migliori condizioni per le attività commerciali e turistiche.

“Credo che la Strategia per la Regione del Danubio possa essere utilizzata, ed è già utilizzata, dai Paesi della zona per costruire un futuro comune, non in competizione, non in rivalità, bensì in base a quei principi che si sono trovati alla base della costruzione dell’UE, e che devono guidarci anche d’ora in avanti: partenariato, interessi comuni, opportunità comuni”, ha dichiarato il premier rumeno.

Infatti la strategia delle macroregioni ha trovato la piena approvazione tanto che, dopo quelle danubiana e baltica, sta per vedere la luce una terza: la regione Adriatico-Ionica, che dovrebbe aprire i lavori entro il 2014 comprendendo anche l’Italia. Così come le altre macroregioni, anche l’ultima nata dovrà dotarsi di obiettivi pragmatici e limitati per rispondere ai reali bisogni della popolazione. Un passo avanti verso una collaborazione sempre più stretta fra culture e Paesi diversi, più che mai necessaria per far fronte alle nuove sfide socio-economiche.

In foto, al centro il commissario Johannes Hahn circondato dai ministri degli Affari esteri dei Paesi partecipanti al Forum (© European Union – EC 2013)

L' Autore - Sarah Camilla Rege

Responsabile Allargamento - Laureata in Relazioni Internazionali presso l'Alma Mater Studiorum di Bologna. Da sempre affascinata dai Balcani, dopo un periodo di tirocinio con AIESEC a Novi Sad (Serbia) ho ultimato la tesi di laurea magistrale riguardante il mondo delle Organizzazioni Non Governative e la società civile in Serbia. Nel 2012 ho frequentato la summer school "Integrating Europe through Human Rights" presso la Higher School of Economics di Mosca.

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