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Pompei: l’UE chiede di spendere meglio i fondi

Lo scorso 17 Luglio, il Commissario per la Politica Regionale Johannes Hahn ha fatto visita al sito archeologico italiano di Pompei, accompagnato dal Sottosegretario alla presidenza del Consiglio Graziano Delrio e il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali Dario Franceschini. L’obiettivo era valutare le spese effettuate con i 105 milioni di euro stanziati dall’Europa per i lavori di recupero, restauro e miglioramento dei servizi alla struttura, e progettare un nuovo “Action Plan” per il prossimo futuro.

Pochi giorni fa il Ministro italiano aveva affermato il progetto di aprire all’interno del sito una serie di tirocini di ricerca e restauro, ma in realtà l’inviato dall’Europa ha potuto verificare che per ora solo l’1 per cento dei fondi è stato effettivamente speso, e 25 milioni sono stati impegnati per lavori già avviati. Tuttavia, Hahn è stato chiaro: per ottenere ulteriori aiuti e l’approvazione da parte delle istituzioni europee, è necessario che l’Italia provveda a spendere in modo produttivo il restante 75 per cento entro la fine del 2015.

Per controllare e monitorare l’avanzamento delle operazioni, verranno operati controlli periodici, a distanza di 4 mesi ciascuno, che permetteranno allo stesso Commissario di seguire da vicino le operazioni. Hahn si è dimostrato particolarmente interessato per un’operazione che ritiene essere di “un’importanza cruciale per la Campania e per l’economia locale, come anche per l’Italia e per il mondo”. Il Commissario ha addirittura affermato che, al di là del pacchetto che gli verrà affidato da Junker, chiederà esplicitamente di poter continuare a occuparsi del progetto Pompei. D’altra parte, lo stesso Delrio si è dimostrato imbarazzato dei “colpevoli ritardi” delle operazioni di restauro e si è detto pronto, cogliendo le parole di Franceschini, ad “accettare la sfida” e ad accelerare i tempi con la massima trasparenza possibile.

Ancora una volta, l’Unione Europea mette l’Italia di fronte ai suoi difetti e i suoi limiti, alla sua continua disorganizzazione e agli sprechi di un’amministrazione che, nonostante i continui crolli, i pessimi servizi ai turisti e le proteste generali, non è in grado di investire e utilizzare la somma di denaro che l’UE ha appositamente destinato al progetto. Per l’ennesima volta risultano chiare le limitazioni e la farraginosità delle istituzioni italiane e della loro burocrazia. È giunta l’ora che la politica nazionale si muova, e con un’urgenza dovuta all’incombente scadere delle tempistiche. I progetti del Ministro in campo culturale fanno sperare una rinnovata attenzione ai temi caldi, ma soprattutto ad una politica che sia innanzitutto progetto ed azione. Si vedrà come il Paese saprà rispondere alla sfida di Pompei.

(Foto: Carlo Mirante – www.flickr.com, 2011)

L' Autore - Giulia Corino

Laureata triennale, sto proseguendo gli studi magistrali in Lettere Moderne e alla Scuola di Studi Superiori dell'Università di Torino. Sono appassionata di storia e culture del mondo antico e moderno.

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