martedì , 14 agosto 2018
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Strategia europea delle Macro Regioni, le prime valutazioni della Commissione

Il 1 luglio 2013, data che segna l’ingresso della Croazia nell’UE, il Commissario per la Politica Regionale Johannes Hahn ha presentato la prima relazione della Commissione sulle due strategie macro-regionali dell’UE. La cooperazione territoriale europea gioca un ruolo di primo piano nella costruzione di uno spazio comune europeo e costituisce uno dei pilastri del processo di integrazione. In quest’ottica, una strategia macro-regionale rappresenta un quadro normativo integrato approvato dal Consiglio Europeo con l’obiettivo di raccogliere le sfide comuni che interessano più regioni specifiche, all’interno e all’esterno dei confini dell’Unione.

Ad oggi, la Commissione ha attivato due diverse strategie macro-regionali: la Strategia UE per la Regione del Mar Baltico (EUSBSR) e la Strategia UE per la Regione del Danubio (EUSDR). Il Consiglio Europeo ha inoltre invitato la Commissione a presentare una Strategia UE per la regione Adriatico-Ionica (EUSAIR) entro la fine del 2014. Il progetto EUSAIR interesserà otto Paesi diversi: quattro Stati membri dell’UE (Grecia, Italia, Slovenia e Croazia) e quattro Paesi extraeuropei (Albania, Bosnia-Erzegovina, Montenegro e Serbia). Le due iniziative EUSBSR e EUSDR coinvolgono attualmente più di venti Paesi UE e non UE e costituiscono un modello virtuoso di cooperazione unico nel suo genere, fondato sulla convinzione che le sfide ambientali, economiche e di sicurezza comuni a più regioni appartenenti a diversi Stati possano essere superate con successo solo attraverso uno sforzo collettivo e una pianificazione congiunta, capaci di andare al di là delle attuali frontiere dell’UE. Le due strategie mirano a sfruttare appieno il potenziale delle macro-regioni e a superare le barriere che ne ostacolano lo sviluppo, adottando un approccio multilaterale e collaborando dunque su un piano di parità con i Paesi vicini. L’obiettivo di lungo termine è far nascere nuovi progetti e iniziative, «creando un senso di responsabilità comune».

La strategia UE per la Regione del Mar Baltico (EUSBSR) è stata adottata dal Consiglio Europeo nel 2009 e raggruppa otto Stati membri (Svezia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Lettonia, Lituania e Polonia), uniti dalla comune necessità di affrontare sfide specifiche attinenti alla regione, con un’attenzione particolare per la situazione ambientale del Mar Baltico. La strategia, oltre ad essere aperta alla cooperazione con i Paesi vicini (Russia e Norvegia), si suddivide in tre obiettivi principali: salvaguardare il mare, collegare la regione e accrescere il benessere dei cittadini. Le tre priorità di intervento si traducono poi in una serie di progetti chiari e ben definiti, come ad esempio: Baltic Deal (che riunisce gli agricoltori locali con l’obiettivo di accrescere le loro competenze in merito alle pratiche agricole sostenibili), EfficienSea (volto a trasformare la regione del Mar Baltico in una regione pilota per l’”e-navigation”), Baltic Manure (progetto che permette di produrre energia rinnovabile e fertilizzanti biologici a partire dal letame) e BSR Stars (che mira ad accrescere la competitività regionale mediante la creazione di legami transfrontalieri per la ricerca e l’innovazione).

La strategia UE per la Regione del Danubio (EUSDR), adottata nel 2011, raccoglie nove Stati membri dell’UE (Germania, Austria, Ungheria, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Slovenia, Bulgaria, Romania e Croazia) e cinque Paesi extra-UE (Serbia, Bosnia-Erzegovina, Montenegro, Ucraina e Moldavia) attorno al comune obiettivo di trovare una risposta congiunta alle numerose sfide che interessano una macro-regione che si estende dalla Foresta Nera al Mar Nero, e che conta più di 100 milioni di abitanti. Tra i progetti che rientrano nella strategia, si possono ricordare: il completamento del ponte Vidin-Calafat tra Bulgaria e Romania, il progetto Danube Shipwreck Removal (volto a rimuovere i relitti navali dal Danubio), il Business Forum della regione del Danubio (che rappresenta per oltre 300 PMI un’occasione unica per stabilire nuovi contatti commerciali) e Danube floodrisk (progetto contro i rischi di inondazione che promuove forme di cooperazione tra 19 istituzioni in ben 8 Paesi della regione). La relazione della Commissione sul valore aggiunto delle strategie per le regioni del Baltico e del Danubio dimostra con chiarezza come queste ultime abbiano promosso una più stretta collaborazione tra tutti i Paesi partecipanti, dunque anche quelli extra-UE.

Come ha sottolineato il Commissario Hahn durante la conferenza stampa, per poter essere efficace il modello virtuoso delle strategie macro-regionali deve essere però integrato a pieno titolo nella programmazione finanziaria 2014-2020. In più, la chiave del successo sta nel promuovere una maggiore responsabilità delle regioni stesse, di modo che il ruolo della Commissione possa essere bilanciato dalla presenza di una leadership efficace in loco.

In foto, Johannes Hahn partecipa alla tavola rotonda di presentazione della relazioni sulla strategia delle Macro-Regioni. (©European Commission)

L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

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