martedì , 14 agosto 2018
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La Commissione propone un’agenda urbana per l’UE

La condizione delle città europee è attualmente il fulcro di dibattiti che mirano a sottolinearne i problemi più o meno evidenti, come la disoccupazione, la discriminazione e la povertà, con l’intento di trasformare le nostre realtà locali da “terre desolate” in vere e proprie “utopie”, che siano motore dell’economia e centro di creatività e innovazione. Il 22 luglio scorso, Johannes Hahn, Commissario europeo responsabile per la Politica regionale, ha invitato tutte le istanze cittadine, le organizzazioni di soggetti interessati e le amministrazioni competenti a livello locale, regionale e nazionale a partecipare a una consultazione pubblica che resterà aperta fino al 26 settembre 2014.

Gli stakeholder si schiereranno al fianco della nuova Commissione e del neo-eletto Parlamento Europeo per configurare la futura Agenda urbana dell’UE, che avrà l’obiettivo di coinvolgere la città nel processo decisionale delle politiche europee. Lo scorso febbraio, la Commissione ha organizzato il forum CITIES con l’intento di avviare un dibattito sulla necessità dell’Agenda urbana, dopo che il PE, il Comitato delle regioni, il Comitato economico e sociale europeo e le associazioni cittadine ne avevano sollecitato l’istituzione. Inoltre, nell’aprile del 2014, i Ministri responsabili della politica di coesione si erano incontrati ad Atene per discuterne, mentre, il 18 luglio scorso, la Commissione ha pubblicato la comunicazione formale dal titolo “La dimensione urbana delle politiche dell’UE”.

Questa prende in considerazione la condizione delle città europee, le politiche urbane attuate dagli Stati membri e la crescita della quota della popolazione urbana. In tale comunicazione si sottolinea, in particolare, il ruolo fondamentale ricoperto dalle città nello sviluppo economico, sociale e culturale e la necessità di un coinvolgimento a livello locale per la concezione e l’attuazione delle politiche europee. Più le politiche saranno adeguate alle realtà urbane di riferimento, più si riuscirà ad affrontare in modo efficace problemi come la povertà, l’esclusione sociale e il degrado ambientale.

La futura agenda urbana UE dovrà essere elaborata nel contesto degli obiettivi della strategia Europa 2020 per un’economia intelligente, sostenibile e solidale, e dovrà essere coerente con le rispettive agende urbane nazionali, sempre nel rispetto del principio di sussidiarietà. Secondo la comunicazione della Commissione, tale agenda potrebbe migliorare il coordinamento delle politiche, dei soggetti e dei livelli di governance, permettere una migliore comprensione dei contesti urbani, accrescere l’impegno e la partecipazione delle città, rafforzarne la capacità di promuovere transizioni e cambiamenti strutturali per lo sviluppo sostenibile delle zone urbane e utilizzare al meglio gli strumenti già esistenti per coinvolgere e consultare gli interessati nella fase di concezione delle politiche dell’UE.

Sempre nel quadro della politica regionale europea, il Commissario Hahn aveva deciso di riunire un gruppo di esperti e rappresentanti delle città europee, i quali hanno elaborato nel 2011 una relazione intitolata “Le città del futuro. Sfide, idee e anticipazioni”. Nella premessa alla relazione, il commissario aveva auspicato un’evoluzione delle nostre città, che diverranno motivo di vanto in termini di sviluppo sociale, grado di coesione e qualità dei servizi sanitari ed educativi. La città del futuro sarà luogo di incontro di molteplici culture, che dialogheranno tra di loro in nome della democrazia, mentre l’ecologia sarà il fiore all’occhiello delle politiche locali.

L’innovazione sarà la parola magica per far nascere e crescere città verdi e sane e per favorire un’economia reattiva e inclusiva, che trarrà la sua forza da una società diversificata a livello economico, culturale, etnico e generazionale. Nel 2009, José Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea, considerava l’innovazione sociale il tratto costitutivo della nuova cultura fondata sul rafforzamento del potere dei cittadini e l’istruzione e la formazione il cavallo di battaglia delle politiche a favore della mobilità sociale e territoriale, dell’occupazione e dell’imprenditorialità.

Ora non resta che unire le forze e combattere in nome di Utopia, l’isola felice che Thomas More aveva idealizzato nel 1516 per impedire l’avanzata della “terra desolata” di T.S. Eliot, simbolo del declino, della crisi e della sterilità del mondo occidentale.

In foto uno scorcio di St. James’ Park a Londra (Foto: Herry Lawford – www.flickr.com,2011)

L' Autore - Marta Minotti

Laureata al corso magistrale in Lingue e Traduzione presso l’Università di Roma, La Sapienza, vive attualmente a Bruxelles, dove è iscritta al Master in Traduzione multidisciplinare dell’ISTI, Istituto superiore per interpreti e traduttori. Appassionata di lingue, traduzione, scrittura e lettura e affascinata dal mondo variegato delle Istituzioni europee, decide di collaborare con Europae per mettere in luce il tema del multilinguismo.

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