mercoledì , 21 febbraio 2018
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Consiglio Competitività, Guidi: focus su economia reale

È apparsa soddisfatta Federica Guidi, Ministro per lo Sviluppo Economico, al termine del Consiglio Competitività svoltosi il 25-26 settembre a Bruxelles. I risultati raggiunti rappresentano infatti, per la Presidenza italiana, “un punto di svolta nel progresso verso l’inclusione della competitività industriale in tutti gli ambiti politici e il rafforzamento delle politiche europee per l’economia reale, attraverso un potenziamento del Consiglio Competitività”. Nel corso della riunione, i Ventotto Ministri competenti in materia hanno discusso le modalità di rafforzamento della competitività industriale europea e la revisione della strategia Europa 2020. Il Consiglio Competitività è stato anche occasione per fare il punto sullo sviluppo di un mercato unico per la ricerca (SER).

Competitività industriale. Il Consiglio Competitività, sotto l’egida della Presidenza italiana, ha adottato una serie di conclusioni volte a includere in maniera sistematica le tematiche legate alla competitività industriale in tutte le politiche UE correlate (come ad esempio ambiente, energia, commercio, concorrenza e politiche di coesione), il cosiddetto “mainstreaming”. L’obiettivo? Dotare l’UE di una base industriale più solida e resistente. Gli Stati membri chiedono alla Commissione di predisporre delle iniziative per aumentare la competitività e l’innovazione e, allo stesso tempo, ridurre gli oneri amministrativi e burocratici per le imprese europee, grandi e piccole. Un ruolo fondamentale sarà svolto dalle valutazioni di impatto, che stimeranno l’effetto di ogni nuova proposta legislativa della Commissione sulla competitività industriale. In più, per ogni nuova proposta tutti gli stakeholder dovranno essere debitamente coinvolti.

Strategia Europa 2020. I Ventotto Ministri riuniti a Bruxelles si sono anche occupati della revisione della strategia Europa 2020, lanciata nel 2010 con l’obiettivo di favorire una crescita “smart”, sostenibile e solidale e ormai giunta a metà del guado, con risultati discutibili. Per gli Stati membri è venuto il momento di ripensare la strategia tenendo in considerazione le lezioni apprese in questi quattro anni. Europa 2020 deve diventare lo strumento-chiave della ripresa in Europa contribuendo a far sì che il peso dell’industria nell’UE torni a rappresentare il 20% del PIL. Il Commissario Nelli Feroci ha però precisato che quello del 20% è un obiettivo di massima non vincolante, lasciando intendere che più di uno Stato membro abbia sollevato più di un sopracciglio a proposito.

Nella specifico, la revisione della strategia Europa 2020 si baserà su due elementi: una migliore convergenza tra mercati finanziari ed economia reale e una migliore governance economica, incentrata sul completamento del mercato interno e sulla promozione della competitività industriale. “Rilanciare gli investimenti in Europa e rivedere la strategia Europa 2020 è fondamentale per il futuro dell’UE” ha detto in conferenza stampa Sandro Gozi, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega agli affari europei.

Ricerca & Innovazione. I Ministri competenti hanno discusso di come dare una spinta alla crescita, investendo in ricerca e innovazione. Dalla riunione, è emersa la volontà condivisa di velocizzare il completamento del spazio unico per la ricerca (SER), nato con l’ambizioso obiettivo di garantire a imprese, ricercatori e istituti di ricerca europei una maggiore mobilità e cooperazione a livello transfrontaliero. I Ministri della ricerca hanno anche discusso dell’opportunità di portare avanti un partenariato per la ricerca e l’innovazione nell’area mediterranea (PRIMA), iniziativa che ha riscosso grande sostegno (politico e finanziario) tra gli Stati membri.

Varie ed eventuali. Durante un pranzo informale, i Ministri dell’industria hanno discusso dell’opportunità o meno di estendere la protezione della Indicazione Geografica anche ai prodotti non-agricoli, tema particolarmente caro alla Presidenza italiana. Inoltre, è stato ampiamente discusso il tema del rafforzamento del mercato unico della difesa, come ha ricordato il Commissario Nelli Feroci in conferenza stampa.

Il prossimo appuntamento è fissato per il 4 dicembre, data in cui si svolgerà il primo Consiglio Competitività “potenziato” dell’era Juncker. Sarà anche un’occasione per l’Italia per fare un bilancio delle iniziative portate avanti in questi mesi, visto che sarà l’ultimo Consiglio Competitività a tinte tricolori.

Nell’immagine, il Ministro italiano per l’Educazione, l’Università e la Ricerca, Stefania Giannini  (photo © European Council, 2014)

L' Autore - Stefania Bonacini

Responsabile politiche regionali e industriali - Ho conseguito la laurea magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche presso l'Università di Bologna, con una tesi in inglese dal titolo: "Dynamics of Transition in Egypt: the Role of the EU". Dopo aver lavorato un anno a Bruxelles, mi sono trasferita di nuovo in Italia. Mi occupo principalmente di comunicazione.

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