mercoledì , 21 febbraio 2018
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Photo © Council of the European Union, 2014

Consiglio EPSCO, approvata la Piattaforma contro il lavoro sommerso

Lo scorso 16 ottobre si è tenuta a Lussemburgo la riunione del Consiglio “Occupazione, politica sociale, salute e consumatori” (EPSCO), presieduta e coordinata dal Ministro italiano del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti. Il Consiglio ha esaminato e approvato la proposta legislativa messa sul tavolo dalla Commissione lo scorso aprile, in merito all’istituzione di una Piattaforma europea per la prevenzione e per il contrasto del lavoro sommerso, volta al rafforzamento della cooperazione tra gli Stati membri, all’elaborazione di approcci innovativi e alla creazione di una “banca delle conoscenze” di misure e pratiche diverse per scoraggiare qualsiasi attività retribuita non dichiarata alle autorità pubbliche.

Il lavoro sommerso è un fenomeno che incide negativamente sulla fiscalità, sul sistema previdenziale, sull’occupazione e sulle condizioni di lavoro, nonché sui livelli di produttività e sulla corretta concorrenza tra le imprese. L’indagine Eurobarometro pubblicata nel marzo 2014 ha rivelato che la percentuale di reddito annuo non dichiarata raggiunge il livello più alto nell’Europa meridionale (69%), seguita dall’Europa orientale e centrale (29%) e in ultimo dai Paesi continentali e settentrionali (rispettivamente 17% e 7%). Eurobarometro ha inoltre indicato che il lavoro sommerso degli europei riguarda principalmente attività come riparazioni e ristrutturazioni dell’abitazione (19%), giardinaggio (14%), pulizie (13%) e servizi di baby-sitting (12%).

Nel corso della conferenza stampa, il Ministro Poletti ha sottolineato il ruolo della Presidenza italiana nell’aver posto sin dall’inizio tale dossier al centro della sua azione e ha ringraziato la precedente Presidenza ellenica per aver portato il lavoro ad un buon punto di avanzamento. “Il testo che farà da base alle future negoziazioni con il Parlamento Europeo – dichiara il Ministro –  rappresenta un compromesso soddisfacente ed equilibrato che tiene conto delle diverse prassi degli Stati membri e delle diverse posizioni emerse durante il negoziato a livello tecnico. Si prevede la partecipazione obbligatoria di tutti gli Stati membri alla piattaforma, lasciando tuttavia a quest’ultimi la libertà di decidere il loro livello di coinvolgimento nell’iniziativa”.

Durante la riunione è stata inoltre affrontata la questione della revisione di metà percorso degli obiettivi occupazionali e sociali della Strategia Europa 2020, processo che la Presidenza italiana ha deciso di inserire tra le sue priorità. Il Ministro Poletti ha affermato che diverse formazioni del Consiglio forniranno contributi nell’ambito dei rispettivi settori di competenza e una relazione di sintesi finale contenente orientamenti e messaggi politici definiti verrà presentata al Consiglio Affari Generali di dicembre e in seguito al Consiglio Europeo.

Il ministro Giuliano Poletti ha inoltre sottolineato l’esigenza di tenere in debita considerazione gli aspetti occupazionali e sociali all’interno del processo di governance economica europea, rafforzando in questo modo il ruolo del Consiglio EPSCO e la sua collaborazione con la filiera economica e in particolare con il Consiglio ECOFIN.

In tale occasione è stato inoltre dato seguito al dibattito tenutosi durante la riunione informale di luglio sul tema “economia e lavori verdi”, che aveva posto al centro dell’attenzione la riassegnazione del giusto valore economico al capitale naturale e la discussione sugli ammortizzatori e stabilizzatori automatici come possibile schema di sussidio per la disoccupazione a livello europeo. Uno degli ultimi punti affrontati è stata la discussione sui congedi parentali e di maternità come mezzo di conciliazione per lavoro, famiglia e vita privata.

I lavori del Consiglio si sono conclusi con un brindisi di saluto al commissario uscente Laszlo Andor, al quale il Ministro Poletti riconosce il merito di aver posto al centro del dibattito le tematiche del lavoro e quelle sociali rispetto alla posizione di preminenza assoluta occupata a livello storico dalle questioni finanziarie e di bilancio, che, pur essendo rilevanti,devono essere sempre considerate in relazione alle problematiche sociali.

L' Autore - Marta Minotti

Laureata al corso magistrale in Lingue e Traduzione presso l’Università di Roma, La Sapienza, vive attualmente a Bruxelles, dove è iscritta al Master in Traduzione multidisciplinare dell’ISTI, Istituto superiore per interpreti e traduttori. Appassionata di lingue, traduzione, scrittura e lettura e affascinata dal mondo variegato delle Istituzioni europee, decide di collaborare con Europae per mettere in luce il tema del multilinguismo.

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