sabato , 24 febbraio 2018
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Dipendenza da tabacco: nuove norme dal Parlamento Europeo

Settecentomila. A tanto ammontano ogni anno le morti premature nell’Unione Europea per motivi connessi al tabacco. Il 70% dei fumatori accende la sua prima sigaretta prima dei 18 anni e addirittura il 94% prima dei 25 anni. Per questa ragione la Plenaria del Parlamento Europeo ha votato martedì a favore di un disegno di legge per rendere i prodotti del tabacco meno attraenti per i giovani. Tra le finalità dichiarate troviamo l’aggiornamento della precedente legislazione in merito, che risale alla direttiva 2001/37/CE, in un’epoca nella quale – per dirne una – le sigarette elettroniche erano fantascienza, il superamento delle diversità nelle normative degli Stati membri e la preservazione della salute dei cittadini europei, evitando l’ingresso in commercio di prodotti pericolosi.

In quanto all’etichettatura e al confezionamento, le parole più efficaci le ha usate la deputata britannica incaricata di presentare il rapporto, Linda McAvan (S&D):

Dobbiamo fermare le aziende produttrici di tabacco che rivolgono ai giovani una serie di prodotti ingannevoli e fare in modo che i pacchetti di sigarette abbiano avvertimenti efficaci. In Canada, le grandi avvertenze illustrate sono state introdotte nel 2001 e il fumo nei giovani è dimezzato

Infatti nella proposta si specifica, innanzitutto, che le confezioni di sigarette devono aver la consueta forma e che su fronte e retro dovranno combinarsi avvertenze illustrate e testuali. Perciò, una volta entrata in vigore tale previsione, i tabagisti dovranno rassegnarsi a convivere non solo con cupe frasi malauguranti, ma anche con crude e schiette illustrazioni delle conseguenze del fumo sul loro organismo. Le immagini hanno sempre avuto una portata emotiva maggiore rispetto agli aridi testi scritti: dunque, se l’obiettivo è rendere meno attraenti i pacchetti di bionde, il mezzo sembra appropriato.

Inoltre tali avvertenze dovranno occupare il 75% della confezione ed esser stampate secondo un criterio di rotazione. Come le figurine, ma con una presumibile carenza di collezionisti. Infine, se la sensazione di horror vacui non avesse ancora assalito il tabagista, vanno aggiunte sul martoriato pacchetto “quit lines” o siti web dedicati alla disassuefazione dal fumo. Come è facile immaginare, invece, non potranno essere presenti elementi di promozione o che inducano erroneamente i consumatori a credere che tale prodotto sia meno dannoso di altri.

Per quanto concerne gli ingredienti e le emissioni, si prevede un tenore massimo di nicotina, catrame e monossido di carbonio, i cui metodi di misurazione rimangono invariati rispetto alla disciplina precedente. La novità risiede invece nel divieto di vendere prodotti del tabacco con aromi caratterizzanti, quali agrumi di frutta o di cioccolato. Quindi non esisteranno più in Europa nemmeno le ricercatissime sigarette alla menta. In aggiunta, saranno vietati anche additivi che richiamino energia e vitalità (es. taurina e caffeina) o che forniscano l’impressione che il prodotto sia benefico per la salute (es. vitamine).

Tra le tante innovazioni vi è, però, anche un punto granitico: il divieto di immissione sul mercato del tabacco per uso orale, il cosiddetto “snus”. Si tratta di piccole bustine contenenti tabacco da applicare solitamente dietro il labbro a contatto con la gengiva. L’unico Paese nel quale sono commercializzati è la Svezia, deroga inserita addirittura nel trattato d’adesione del Paese scandinavo. Tale divieto, che risale al 1992, è giustificato dal grado di nocività e dipendenza dello snus, il quale viene anche venduto corredato di forti aromatizzazioni e packaging accattivante per attirare giovani acquirenti.

Da ultimo, vengono definite rigorose procedure per rendere tracciabili i singoli pacchetti di sigarette. Tale misura è d’importanza capitale visti i dati sui traffici illegali di sigarette e simili forniti dall’OLAF (European Anti-Fraud Office) nel giugno scorso. Si parla di circa 10 miliardi di euro di perdita annua per il bilancio dell’Unione e degli Stati membri ad appannaggio del crimine organizzato.

Spesso le istituzioni comunitarie vengono tacciate di eccessiva e zelante regolazione di materie di cui forse farebbero bene ad occuparsi con un po’ più di elasticità. In effetti non è la descrizione minuziosa di cosa deve esserci scritto su un pacchetto ad abbattere il numero di fumatori: forse però cotanto rigore porterà sul lungo periodo ad una svolta nella concezione del tabacco nell’immaginario collettivo e, chissà, abbasserà il numero dei giovani sedotti e assuefatti dal primo tiro.

(Foto: © Tullia Penna) 

L' Autore - Simone Belladonna

Laureato in Scienze Internazionali-Studi Europei e alla Scuola di Studi Superiori di Torino, da sempre appassionato di politica e storia. Ho studiato in Svezia presso la Linnaeus University, faccio parte del consiglio di redazione di Rivista Europae e a marzo 2015 ho pubblicato con l'editrice Neri Pozza il mio primo saggio “Gas in Etiopia”, sui silenzi e le rimozioni del passato coloniale italiano, specialmente per quel che riguarda l'estensivo uso dei gas sulle popolazioni etiopiche. Fortemente convinto che «l'incomprensione del presente nasce inevitabilmente dall'ignoranza del passato».

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