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Donne e leadership in Europa: puntare a cambiamenti strutturali

Le politiche a favore della parità di genere non dovrebbero limitarsi a nutrire statistiche sul raggiungimento di quote o target puramente numerici, ma puntare invece a soluzioni strutturali come l’eliminazione dei pregiudizi di genere e il cambiamento della percezione del ruolo della donna nei processi decisionali. In quest’ottica, la formazione costituisce l’elemento chiave volto a creare le basi per un rafforzamento della presenza femminile in posizioni manageriali. Questi i temi dell’intervento della Commissaria dell’Unione Europea alla Cultura, Androulla Vassiliou, al summit Women leaders in international relations organizzato dall’Istituto italiano di Cultura di Bruxelles.

La battaglia per la parità di genere riguarda entrambi uomini e donne. Non si tratta di favorire un genere rispetto all’altro, o di prevedere misure specifiche che includano un genere e escludano l’altro, ma di condividere opportunità e responsabilità, insieme, uomini e donne, in parità. “E’ una battaglia di cui l’intera comunità é responsabile, per il presente e per le generazioni future” aggiunge Marjorie Margolies, presidente della Women’s Campaign International, un gruppo che fornisce formazione politica di base alle donne di tutto il mondo.

E proprio con l’obiettivo di favorire una migliore condivisione delle responsabilità (e degli obblighi familiari) tra uomini e donne membri del suo staff, la Commissione Europea ha avviato una serie di azioni strategiche, come la possibilità di lavoro part-time a domicilio o la concessione di giorni di ferie durante i periodi di chiusura delle scuole. Un recente studio della University of East Anglia (Regno Unito) dimostra che dal 1970 ad oggi la Commissione ha compiuto progressi sostanziali nel migliorare al suo interno l’equilibrio di genere: attualmente, oltre il 50% dei funzionari è costituito da donne. Un risultato notevole, ma la strada da compiere é ancora lunga, se si tiene conto del fatto che soltanto il 23% delle donne ricopre ruoli manageriali a livello senior, come direttore o vice-direttore generale.

Lo studio analizza anche le motivazioni che spingono uomini e donne a lavorare per la Commissione, rivelando notevoli differenze: impegno a favore dell’Unione Europea e retribuzioni competitive sono le motivazioni principali per gli uomini; qualità del lavoro e vantaggi familiari costituiscono invece gli incentivi dominanti per le donne. Altro dato interessante riguarda l’avanzamento di carriera. Negli ultimi anni, le donne sono state promosse a un livello superiore più rapidamente rispetto alla controparte maschile: tuttavia, si tratta di un dato distorto dal fatto che, a seguito dell’esercizio di reclutamento avvenuto tra il 2004 (allargamento a dieci nuovi Stati membri) e il 2007 (allargamento a Romania e Bulgaria), in cui il tema della parità di genere ha costituito una priorità, molte donne manager sono state assunte direttamente in ruoli senior.

“Necessitiamo di guide professionali e modelli a cui ispirarsi”, ha concluso il Commissario Vassiliou. La Commissione Europea sta intensificando il proprio impegno a favore della parità di genere con politiche e misure concrete volte a favorirne l’implementazione. Lungi dall’essere un modello perfetto di inclusione, l’istituzione comunitaria rappresenta tuttavia un esempio da imitare e a cui ispirarsi, un primo passo verso il raggiungimento dell’obiettivo. Ispiriamoci.

In foto, l’intervento di Androulla Vassiliou presso l’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles (© Ylenia Maitino)

L' Autore - Ylenia Maitino

Laureata in Scienze Politiche alla LUISS Guido Carli di Roma, ho ottenuto un diploma post-laurea in Economia presso la London Metropolitan University di Londra. Ho vissuto a Dublino, Londra e Bruxelles, dove dal 2005 seguo le politiche comunitarie riguardanti l’agricoltura e la sicurezza alimentare e, per passione personale, le tematiche riguardanti le industrie creative e il settore culturale. Ho pubblicato un libro di poesie in italiano e sono coautrice di una raccolta di novelle in inglese, recentemente pubblicata a Bruxelles. Da qualche mese curo un blog di arte e cultura.

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2 comments

  1. E’ possibile avere il link della ricerca dell’E.A.U.? Grazie mille!

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