giovedì , 22 febbraio 2018
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CEF
Photo © Mr. Connor - www.flickr.com, 2011

CEF, stanziati nuovi fondi UE per trasporti ed energia

Lunedì 29 giugno, la Commissione Europea ha annunciato l’assegnazione di 13.1 miliardi di euro da destinarsi a 276 progetti infrastrutturali per collegare il territorio europeo, da spendere tramite il Meccanismo per Collegare l’ Europa (Connecting Europe Facility – CEF). Tra i finanziamenti approvati a seguito del bando scaduto a febbraio figurano anche la TAV e il Tunnel del Brennero, con oltre un miliardo assegnato all’Italia – terzo beneficiario di fondi dopo Germania e Francia. Il giorno successivo, il secondo dei tre settori finanziati sotto la CEF – quello delle infrastrutture per il trasporto dell’energia – ha visto lo stanziamento di 550 milioni di euro da assegnarsi tramite un call for proposals destinata ai progetti di maggiore interesse al livello comunitario.

CEF : un investimento senza precedenti

‘Il più grande piano d’investimenti mai fatto dall’UE nel settore dei trasporti’, questa è la definizione data all’annuncio di lunedì  dalla Commissaria europea ai trasporti Violeta Bulc, che ha sottolineato come i fondi del CEF contribuiscano a portare a termine le cosiddette reti di trasporto trans-europee, la cui realizzazione potrebbe potenzialmente dare lavoro a dieci milioni di europei e aumentare il PIL dell’ UE del 1.8% entro il 2030.

Come per il futuro fondo EFSI – strumento principale del tanto atteso Piano Juncker – l’obiettivo dei fondi assegnati tramite la CEF è quello di fare leva su investimenti privati e pubblici per rilanciare la crescita europea, sperando di arrivare a muovere 28.8 miliardi di euro, tramite un tasso di cofinanziamento ai progetti da parte dell`UE che andrà da un 20% ad un 85% dei costi a seconda dei casi.

I finanziamenti approvati fanno parte di un più grande piano d’investimenti che ammonta a 26.4 miliardi di euro di fondi europei allocati alla CEF per il periodo 2014-2020, al fine di completare i principali progetti di reti di trasporto trans-europee entro il 2030. Questa somma equivale a più del triplo di quella dedicata al programma precedente alla CEF nel periodo 2007-2013, dimostrando come l’UE abbia dato crescente importanza al settore dei trasporti, come possibile volano per la ripresa dell’economia europea.

Nuova call per l’energia

In  meno di 24 ore, un altro annuncio ha interessato il Meccanismo per Collegare l’Europa, vale a dire la pubblicazione della seconda call for proposals del 2015 nel settore della CEF-Energia. Ben 550 milioni di euro sono stati messi a disposizione dalla Commissione per il finanziamento di progetti a supporto di tre obiettivi: eliminare l’isolamento energetico, rimuovere i ‘colli di bottiglia’ infrastrutturali e completare il mercato interno dell’energia.

La possibilità di presentare progetti è tuttavia condizionale all’essere già presenti in una lista di ‘progetti d’interesse comune’ adottata dalla Commissione nell’ottobre del 2013 per favorire quelle infrastrutture che aumentino sicurezza energetica e sostenibilità in almeno due Stati membri dell’Unione. I fondi messi a disposizione si inseriscono in un finanziamento totale a questo settore della CEF di 5.35 miliardi di euro per l’attuale periodo di programmazione: una cifra più modesta rispetto ai trasporti, ma importante per il raggiungimento dell’Unione dell’Energia, anche per la possibilità di individuare sinergie con altri investimenti dedicati al settore energetico tramite i fondi strutturali e il programma quadro Horizon 2020.

Soddisfazione per l’Italia

Tra i progetti selezionati per la prima tranche di fondi della CEF-Trasporti figura anche l’Italia, che – avendo partecipato alla call for proposals del settore scaduta a febbraio del 2015 –  ha ora ottenuto 1.158 milioni di euro per 15 progetti infrastrutturali. Inoltre, contando i fondi assegnati ad altri Paesi per cofinanziare progetti che interessano il suolo italiano, si superano in totale i due miliardi di euro.

Tra i progetti più importati in termini di assegnazioni, figurano il tunnel del Brennero e il potenziamento della capacità della tratta alta velocità Torino-Lione (la cosiddetta TAV), che da soli utilizzeranno più del 90% dei fondi assegnati all’Italia. Nonostante la cifra non abbia raggiunto le aspettative sperate, il governo ha comunque espresso soddisfazione. Il premier Matteo Renzi ha infatti descritto la decisione come un “riconoscimento ricevuto dall Italia sui progetti ferroviari transfrontalieri (…) segno della determinazione e del buon lavoro fatto”.

L' Autore - Riccardo Trobbiani

Laureato magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche - Studi Europei presso l’Università di Bologna (Polo di Forlì) nel 2015 e in International Relations (MSc) presso la University of Bristol (UK) nel 2014. Romano, europeista e appassionato di politica europea e geopolitica. Mi interesso attualmente di politiche regionali e di coesione dell’UE alle quali ho dedicato la mia tesi magistrale italiana – incentrata sul tema del lobbying regionale nei confronti delle istituzioni europee – che è stata in parte ricercata e scritta durante un tirocinio di quattro mesi a Bruxelles presso l’ufficio di rappresentanza della Regione Emilia-Romagna. Felice di poter collaborare con Rivista Europae, iniziativa molto interessante in un periodo di grande disinformazione sulle politiche europee in Italia.

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