giovedì , 22 febbraio 2018
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Energia: via libera UE alle riforme di Londra e Berlino

Il 23 luglio la Commissione Europea ha approvato tre importanti pacchetti per l’energia, ritenendoli conformi alle nuove linee guida sugli aiuti di Stato per l’energia e per la protezione ambientale. Di questi tre pacchetti, due sono stati presentati dal Regno Unito e uno dalla Germania. I pacchetti presentati dal Regno Unito fanno parte della più ampia riforma del mercato dell’energia tuttora in atto e riguardano la creazione di un Capacity Market (UK Capacity Market electricity generation scheme) e gli aiuti per le energie rinnovabili (UK aid package for renewable energy production). Anche il progetto tedesco riguarda gli incentivi per le energie rinnovabili (EEG 2014).

Lo UK Capacity Market electricity generation scheme ha come obiettivo quello di assicurare che il sistema energetico produca quantità di energia tali da coprire il fabbisogno, anche e soprattutto nei momenti di picco della domanda. Lo schema è basato su aste annuali tenute dalla National Grid, che è il System Operator che controlla la rete britannica. In queste aste, il National Grid dovrà ottenere il livello di produzione necessario per garantire la fornitura di energia elettrica a tutto il sistema.

Questo target di produzione è fissato dal governo di Londra dopo aver consultato il System Operator. I produttori che vinceranno le aste dovranno firmare un Capacity agreement, che prevede il pagamento di una somma da parte del governo britannico al produttore, commisurata alla quantità di energia da produrre. In cambio, i produttori assumono l’impegno di fornire la quantità di energia pattuita nei momenti di massimo stress per la rete elettrica, pena pesanti sanzioni pecuniarie. La durata prevista per questo sistema è di dieci anni.

Il secondo pacchetto presentato dal Governo Cameron, anche detto Contracts for difference è invece rivolto alla diversificazione delle fonti di energia e quindi all’incentivazione della produzione energetica tramite fonti rinnovabili.  In questo caso i produttori sono divisi in tre categorie che definiscono le modalità di assegnazione degli aiuti, che avvengono in ogni caso tramite un’asta.

La prima categoria è rappresentata dalle “Established technologies”, ovvero quelle tecnologie ormai entrate in pianta stabile nel sistema energetico e quindi ritenute meno bisognose di aiuti, come il fotovoltaico o l’eolico terrestre. Queste fonti di produzione parteciperanno ad un’unica asta. La seconda categoria è invece formata dalle “Less established, new and innovative technologies”, cioè quelle tecnologie di più recente scoperta o invenzione, come l’energia del moto ondoso, l’eolico marino o l’energia geotermica, che non hanno ancora raggiunto un livello tale da permettere di sostenere la competizione delle fonti di produzione tradizionali o di quelle rinnovabili più risalenti. Queste fonti, almeno all’inizio, avranno budget dedicati a ciascuna fonte e riceveranno gli aiuti da questi fondi.

La terza categoria è rappresentata da un’unica fonte di produzione, le biomasse. Fino al 2017 questa fonte sarà sostenuta tramite aste esclusive riservate ai produttori di questo tipo di energia. Poi, il governo deciderà se includerla o meno nella categoria delle established technologies. Gli aiuti verranno erogati tramite un Premium price, un sovrapprezzo, erogato dallo Stato in aggiunta al prezzo di mercato ottenuto dal produttore, fino ad uno “strike-price” predefinito nei cosiddetti “Contracts for difference”. In sintesi si tratta di una somma corrispondente alla differenza tra prezzo di mercato e “strike-price”, al di sopra del quale il produttore perde il diritto all’erogazione dell’aiuto.

Anche il pacchetto di incentivi presentato dalla Germania riguarda le energie rinnovabili. L’EEG 2014, infatti, prevede un sistema simile a quello britannico dei Contracts for Difference. I produttori di energie rinnovabili dovranno agire sul mercato e riceveranno un market premium in aggiunta al prezzo di mercato. Fino al 31 dicembre 2016, il market premium sarà determinato in riferimento a valori decisi per via amministrativa. Dal 2017, invece, l’ammontare e l’allocazione dei market premia verranno stabilite tramite aste a cui dovranno partecipare i produttori. Per entrare in vigore, il sistema ad aste avrà bisogno di un ulteriore intervento legislativo e non è per questo da considerarsi definitivo.

Photo: Wikicommons

L' Autore - Giovanni Guido Rossi

Laureando in giurisprudenza presso l'Università degli studi di Torino e presso l'Université Paris V - René Descartes di Parigi. Da sempre appassionato di storia, geopolitica e relazioni internazionali. Profondamente europeista e liberale e entusiasta di scrivere per questa rivista.

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2 comments

  1. Pier Luigi Caffese

    Il Governo italiano tace sulle innovazioni tedesche e francesi,indice tramite AEEGSI delle aste ridicole e poi non indice una asta vera tra gas importato e biometano.Non vuole che si produca biometano o syngas da rinnovabili ed illude il syd che metanizzare importardo a caro prezzo è meglio di biometanizzare.Che ci sia la zampa dell’Eni per fare l’Italia il paese dell’energia importata?

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