martedì , 21 agosto 2018
18comix
Uno snodo della rete ferroviaria in ingresso a Berlino (Foto: railpictures, Michael Sender)

Ferrovie: il Consiglio UE vuole concorrenza e integrazione dei mercati

Il Consiglio TTE – Trasporti si è riunito a inizio mese a Lussemburgo, sotto la presidenza del Ministro italiano Maurizio Lupi, per discutere di alcune importanti misure riguardanti, in particolar modo, il settore ferroviario, quello portuale e quello aeronautico. L’argomento più importante, tra i molteplici in agenda, è stato sicuramente il Quarto Pacchetto Ferroviario, ossia il progetto proposto dalla Commissione Europea per rendere più competitivi e integrati il mercato e la rete ferroviaria.

In questa sessione i Ministri dei Trasporti degli Stati membri hanno tenuto un “policy debate”, una discussione senza votazioni, riguardante uno dei pilastri del programma: quello della governance e dell’apertura del mercato.  La proposta include infatti misure volte all’apertura del mercato interno dei passeggeri e, soprattutto, all’introduzione di procedure di gare di appalto obbligatorie per l’assegnazione delle concessioni.

Il dibattito si è focalizzato sull’opportunità rappresentata dall’apertura del mercato e dalle ricadute positive che questa avrebbe dal punto di vista degli investimenti. È stata però ribadita la forte contrarietà di molti Paesi nei confronti del cosiddetto “cherry picking”, ovvero quel fenomeno per il quale i privati tendono a privilegiare le tratte più remunerative a detrimento delle altre, comunque importanti dal punto di vista del servizio pubblico. Ciò che risulta da questo dibattito è, comunque, il sostanziale favore degli Stati membri ad un’apertura del mercato dei servizi ferroviari. Molti di essi, però, hanno sollevato dubbi sulle modalità di questa apertura.

Vista l’enorme differenza geografica, economica, demografica e infrastrutturale esistente tra gli Stati membri, molti Ministri si sono detti scettici sulla possibilità di adottare lo stesso tipo di soluzione per tutti. Alcuni Paesi intendono aprire il mercato in maniera progressiva, altri vorrebbero aprire solo alcuni settori, altri ancora invocano un’apertura totale. Se, quindi, sul punto di fondo c’è un accorso sostanziale, su tempistiche e modalità i 28 vanno avanti in ordine sparso.

Ok al General Approach sui servizi portuali

L’altro grande argomento trattato dal Consiglio riguarda l’accesso ai servizi portuali e la trasparenza finanziaria dei porti dell’Unione Europea. Su questo punto i Ministri hanno approvato un General Approach che mira a regole per maggiore concorrenza e minore incertezza giuridica.

Le modifiche introdotte al testo proposto dalla Commissione riguardano la maggiore flessibilità concessa agli Stati per l’applicazione delle nuove regole e l’obbligo per ogni porto di tenere una contabilità separata per i fondi pubblici ricevuti, rendendo più agevole un controllo sulla loro utilizzazione.

Cielo Unico Europeo: ancora molto da fare

Sul finire dell’incontro, i Ministri hanno affrontato la questione riguardante l’iniziativa per il Cielo Unico Europeo (SES). Analogamente al Pacchetto Ferroviario, questa iniziativa mira a creare uno spazio aereo unico per l’UE e quindi un unico mercato dei servizi aerei, aumentando la competitività del settore del trasporto aereo. Segnatamente, SES si propone di semplificare la legislazione in materia, riunendo i quattro precedenti regolamenti in uno unico e introducendo obiettivi di performance più stringenti per i servizi di navigazione aerea in termini di sicurezza, capacità ed efficienza.

Questo dossier è ancora a un livello di discussione preliminare e dovrà essere discusso molte volte sia in sede di Consiglio che dalla Commissione che dal Parlamento. Si può però notare che gli Stati membri sono, in generale, molto favorevoli ad una minore frammentazione dello spazio aereo UE e ad un’apertura del mercato dei servizi aerei ed aeroportuali.

Il Consiglio Traporti di ottobre ha quindi confermato i passi avanti dell’UE in molti settori strategici alla luce di un sostanziale accordo di fondo tra gli Stati membri sui principi di più mercato e più integrazione. Permangono, evidentemente, perplessità e divergenze di vedute anche significative sui temi connessi all’applicazione pratica di questi principi, ma nulla che un buon lavoro di mediazione non possa risolvere.

L' Autore - Giovanni Guido Rossi

Laureando in giurisprudenza presso l'Università degli studi di Torino e presso l'Université Paris V - René Descartes di Parigi. Da sempre appassionato di storia, geopolitica e relazioni internazionali. Profondamente europeista e liberale e entusiasta di scrivere per questa rivista.

Check Also

gazprom

Gazprom, sanzione da 2,5 miliardi: si riapre la faida tra Russia ed Ucraina

La temperatura, quella politica s’intende, si surriscalda nuovamente fra Ucraina e Russia. Ultimo atto di …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *