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Proteste contro Irish Water a Dublino © Maurice Frazer - www.flickr.com, 2014

Irlanda: crescono le proteste per i nuovi costi dell’acqua

Gli animi degli irlandesi si sono scaldati e non si sono rassegnati alle ricette della Troika per la riforma del sistema idrico affidato alla società pubblica Irish Water. 160 euro per le persone che vivono da sole, 260 euro per chi condivide la propria casa con altri inquilini o con la propria famiglia: questi i costi del consumo di acqua corrente decisi dal governo e annunciati dal Primo Ministro irlandese, Enda Kenny. Perché questa decisione fa notizia? Perché l’Irlanda era l’unico Paese dell’OCSE a non far pagare l’acqua direttamente a chi la consuma: i servizi idrici e i servizi sanitari venivano pagati dai cittadini indirettamente tramite tasse più alte. Il governo si impegnava a coprire i costi dei servizi idrici consegnando parte delle entrate alle autorità locali addette alla fornitura d’acqua

I nuovi provvedimenti non sono piaciuti affatto agli irlandesi, che sono scesi in piazza a protestare contro la nascita di una nuova società di sevizi idrici nazionale, la Irish Water appunto, che si occuperà delle infrastrutture idriche del Paese, prima onere e onore delle autorità locali, mettendo in campo una modernizzazione dal costo di diversi miliardi di euro. Si è trattato di proteste per lo più pacifiche, anche se si sono verificati sporadici episodi di violenza. Il 1 novembre si contavano più di 150.000 persone in piazza in tutta l’Irlanda. Il governo si è comunque impegnato a contribuire 100 euro all’anno per famiglia e dal prossimo gennaio si inizierà a conteggiare l’acqua. La prima bolletta invece si presenterà con la prossima primavera, ad aprile.

Da anni, precisamente da sei, l’Irlanda ha intrapreso la via dell’austerità: tagli alla spesa pubblica, tagli ai salari fino al 13%, nuove imposte sul reddito e tassa sulla proprietà. Tutto questo ha però condotto all’aumento del 4,7% del PIL previsto per quest’anno. È il risultato più alto nei Paesi dell’eurozona.

Se i provvedimenti poco sopra citati non hanno mosso gli animi degli irlandesi, al contrario i pagamenti sull’acqua hanno provocato grandi e piccole contestazioni. Le ultime pare siano state portate avanti prevalentemente da gruppi di sinistra e l’appuntamento con la prossima manifestazione è previsto per il 10 dicembre. Intanto la Irish Water mostra già i primi risultati: miglioramenti nelle infrastrutture del servizio idrico e creazione di 475 km di tubature nuove. Questo però non basta a placare gli irlandesi.

L' Autore - Federica D'Errico

Laureata triennale in Studi Internazionali, amo Torino tanto che ho deciso di dedicarle la mia tesi di laurea dal titolo "Città e relazioni internazionali: il caso di Torino". Appassionata di tutto ciò che riguarda l'arte e la letteratura, curiosa ed attenta all'attualità nazionale ed estera, sono una studentessa del Corso Magistrale in Comunicazione Pubblica e Politica presso l'Università di Torino. Mi piace definire l'Europa il luogo delle opportunità.

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