martedì , 14 agosto 2018
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Un'antica conduttura sul Mar Nero in Bulgaria © Leon Hart - www.flickr.com, 2010

Sicurezza energetica UE: Bulgaria in primo piano

Si ritorna a parlare del progetto South Stream tra le aule della Commissione Europea e rifiorisce la questione della fragilità energetica dell’area del sud-est europeo: Bojko Borisov, Primo Ministro della Bulgaria, è tornato a sollevare in una recente visita a Bruxelles la questione dell’importanza di aumentare la sicurezza energetica europea. E la Bulgaria, per la sua posizione geografica, gioca un ruolo fondamentale in questo scenario.

Dopo la visita a Bruxelles di Borisov avvenuta lo scorso 12 gennaio, anche Maros Sefcovic, il Vice Presidente della Commissione Europea responsabile per l’Unione energetica, concorda sul progetto di costruzione di un nuovo hub del gas in Bulgaria. Far diventare la Bulgaria un centro di distribuzione del gas potrebbe portare un grosso vantaggio alla sicurezza di approvvigionamento dell’Unione e un importante ritorno economico per lo Stato bulgaro.

Il settore energetico in Bulgaria

Ma non si può non considerare la complessa situazione della Bulgaria. “Il settore energetico bulgaro è in uno stato finanziario pessimo”, si legge in un rapporto della Camera di Commercio Italiana in Bulgaria. Una serie di decisioni incoerenti ha portato la Bulgaria ad accumulare un indebitamento crescente negli anni. Inoltre la Bulgaria è sul podio, al primo posto, per una triste vittoria: è il Paese con il più alto tasso di inquinamento atmosferico dell’Unione Europea. La causa principale sono le numerose centrali a carbone, che ogni anno emettono tonnellate di sostanze inquinanti nell’atmosfera.

Un piano per la sicurezza energetica

Per arrivare a costruire un piano generale, la Commissione Europea ha creato un gruppo di lavoro di alto livello che si occuperà del tema della sicurezza energetica nell’area balcanica. Il nuovo gruppo, che ha già avuto il suo primo incontro a Sofia, valuterà i piani esistenti per la diversificazione delle fonti di approvvigionamento nella regione e per il rafforzamento delle interconnessioni con l’Europa centrale. Le proposte infrastrutturali della Bulgaria saranno analizzate dai Commissari UE, ma la possibilità che queste proposte vengano approvate e realizzate è già molto alta, sostiene Borisov.

Intanto, sono ripresi anche i colloqui con il Cremlino, anche se ancora nessun commento ufficiale è stato rilasciato. Lo scorso 14 gennaio, Sefcovic si è recato in via ufficiale a Mosca, per una serie di incontri strategici con il Ministro dell’energia Novak, il Vicepremier Dvorkovich e l’AD di Gazprom, Miller. Si resta in attesa di capire che fine farà South Stream, mega-gasdotto che avrebbe dovuto trasportare il gas naturale fino all’Europa dell’est, evitando l’inaffidabile Ucraina, e quali sono i progetti per il Turkish Stream, che, nei piani di Gazprom, dovrebbe soppiantare il “vecchio” gasdotto.

L' Autore - Elisa Pulvino

Laureata in Scienze Politiche - percorso di Cultura Politica presso l’Università degli Studi di Torino con una tesi sulle politiche energetiche europee relative al gas naturale. Da sempre appassionata di geopolitica, storia contemporanea e difesa dei diritti umani. Nutro un forte interesse per le politiche energetiche adottate dall’ Unione Europea in vista di uno sviluppo sostenibile per le generazioni future. Dopo la laurea, ho frequentato un corso di perfezionamento della lingua inglese a Newcastle Upon Tyne e mi piace definirmi cittadina del mondo. Orgogliosa di scrivere per Europae.

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