martedì , 14 agosto 2018
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Sud-Est europeo: verso un mercato integrato per il gas naturale

Un Memorandum per migliorare la sicurezza degli approvvigionamenti di gas europei e porre fine all’isolamento energetico della periferia dell’UE: è questo il documento uscito dal secondo incontro dell’High Level Group del CESEC (Central East South Europe Gas Connectivity), tenutosi lo scorso 10 luglio a Dubrovnik, in Croazia. Ad apporre la firma al Memorandum sono state – assieme all’Italia – Austria, Bulgaria, Croazia, Grecia, Ungheria, Romania, Slovacchia, Slovenia, Albania, Macedonia, Serbia e Ucraina, mentre Bosnia-Erzegovina e Moldavia firmeranno in un secondo momento.

Il piano individuato procederà su due fronti: da una parte l’investimento sulle infrastrutture mancanti e l’efficientamento di quelle esistenti; dall’altra la creazione di una regolamentazione armonica e la risoluzione di ostacoli tecnici per la creazione di un miglior ambiente di mercato.

Il percorso della CESEC

La creazione del gruppo di alto livello CESEC risale al febbraio 2015, quando Austria, Bulgaria, Croazia, Grecia, Ungheria, Italia, Romania, Slovenia e Slovacchia si incontrarono con i Commissari europei Miguel Cañete e Maros Šefčovič a Sofia per definire una roadmap per la sicurezza energetica e gli investimenti infrastrutturali nell’area, con l’obiettivo finale di garantire che ogni Paese interessato potesse avere accesso ad almeno tre diverse fonti di gas. L’incontro diede inizio ad un processo di cooperazione regionale atto a definire gli interventi prioritari: un passo importante in un periodo di grande instabilità e rischio vista la volatilità delle forniture energetiche dovute alla situazione Ucraina.

Le criticità energetiche della regione erano state portate alla luce da ‘stress test’ fatti dalla Commissione Europea nel 2014, che avevano mostrato come i Paesi in questione mancassero delle infrastrutture necessarie ad un approvvigionamento diversificato e tendessero invece a sottoscrivere contratti a lungo termine con fornitori singoli, utilizzando connessioni inefficienti. Dopo aver aver organizzato uno studio di fattibilità e di analisi dei progetti da svolgersi nei mesi successivi, il gruppo di alto livello decise di reincontrarsi in estate per approvare un piano d’azione che descrivesse impegni e progetti prioritari dei partecipanti in maniera più definita – come accaduto nell’incontro del 10 luglio.

Il memorandum e i progetti prioritari per il gas europeo

Il documento firmato a luglio prevede che il lavoro della CESEC si concentri sia sulla costruzione di nuovi gasdotti, sia sul rinnovo e l’utilizzo più efficiente di quelli esistenti. Esempio di quest’ultimo obiettivo è il possibile incremento del cosiddetto reverse flow: il flusso inverso di gas – anche inizialmente importato dalla Russia – da paesi UE verso l’Est Europa, al fine di supplire alle necessità di approvvigionamento dell’Ucraina, più volte ‘strozzata’ dall’interruzione delle forniture dirette di Mosca e dall’aumento dei prezzi.

Allegati al Memorandum, sono stati approvati un Piano d’Azione ed una lista di 21 progetti considerati come importanti per la sicurezza energetica dei partecipanti e per il raggiungimento di prezzi sostenibili per i consumatori finali. Tra questi 21, sette progetti sono stati definiti come prioritari per la CESEC, tra i quali spicca il TAP – il gasdotto trans-adriatico che punterà a portare forniture dall’Azerbaigian in Italia, passando per Grecia e Albania. Quest’ultimo aveva prevalso nel 2013 sul progetto concorrente del gasdotto Nabucco West, ‘flag project’ della strategia energetica europea che – oltre ad avere una maggiore capacità di trasporto di gas – avrebbe aumentato le fonti d’approvvigionamento anche per Paesi est-europei come Bulgaria, Romania e Ungheria.

Il progetto del TAP guarda invece prevalentemente ai mercati italiano, tedesco e francese e difficilmente disegnerà un corridoio meridionale del gas capace da solo di diminuire significativamente la dipendenza europea dal gas russo e ad aumentare la sicurezza energetica est europea. Saranno invece utili a questo fine gli altri sei progetti prioritari, che prevedono sistemi di interconnessione del gas del TAP con Bulgaria e Serbia, il rafforzamento delle infrastrutture di connessione di Bulgaria e Romania con i Paesi confinanti e la creazione in Croazia di un impianto di rigassificazione di Gas Naturale Liquefatto – trasportabile tramite nave – da connettere con i mercati ungherese ed ucraino.

L' Autore - Riccardo Trobbiani

Laureato magistrale in Scienze Internazionali e Diplomatiche - Studi Europei presso l’Università di Bologna (Polo di Forlì) nel 2015 e in International Relations (MSc) presso la University of Bristol (UK) nel 2014. Romano, europeista e appassionato di politica europea e geopolitica. Mi interesso attualmente di politiche regionali e di coesione dell’UE alle quali ho dedicato la mia tesi magistrale italiana – incentrata sul tema del lobbying regionale nei confronti delle istituzioni europee – che è stata in parte ricercata e scritta durante un tirocinio di quattro mesi a Bruxelles presso l’ufficio di rappresentanza della Regione Emilia-Romagna. Felice di poter collaborare con Rivista Europae, iniziativa molto interessante in un periodo di grande disinformazione sulle politiche europee in Italia.

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