giovedì , 16 agosto 2018
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Da sinistra a destra, Juncker e Tusk © European Commission - 2015

Unione energetica, c’è il via del Consiglio Europeo

Il Consiglio Europeo conclusosi ieri ha impegnato l’Unione Europea a realizzare l’unione energeticaEnergy Union, sulla base della proposta elaborata dalla Commissione Europea. Si tratta di una notizia attesa e molto rilevante, per almeno due aspetti connessi al tema dell’energia: la sicurezza energetica europea, tema centrale a causa della tensione tra Russia e Ucraina, e l’integrazione dei mercati dell’energia, che potrebbe rappresentare una spinta per la ripresa economica. L’idea di una unione dell’energia è stata negli ultimi anni portata avanti soprattutto dai paesi dell’Europa orientale, tradizionalmente i più preoccupati dal tema perché molto dipendenti dalla Russia per le forniture di gas.

Nuovo input è poi venuto dalla Commissione Juncker, che ha previsto un Vice-presidente per l’Unione Energetica, lo slovacco Maroš Šefčovič, con l’incarico di finalizzare una proposta concreta. A fornire una spinta ulteriore, due ex primi ministri polacchi, Jezry Buzek e Donald Tusk, che dall’autunno 2014 occupano, rispettivamente, il posto di presidente della commissione industria, ricerca ed energia del Parlamento Europeo (ITRE) e di presidente del Consiglio Europeo. Un insieme di pressioni dunque che hanno portato il Commissario all’energia, lo spagnolo Miguel Arias Cañete, a presentare dieci punti della Commissione per l’Unione Energetica il 6 febbraio, in occasione di una conferenza sul tema a Riga. A distanza di meno di un mese, il 25 febbraio, la Commissione ha annunciato ufficialmente il proprio piano, che ieri ha ricevuto il via libera del Consiglio.

Che cos’è l’Unione Energetica

Molti dei punti della proposta sono in realtà già presenti nelle strategie europee per l’energia e nella strategia di sicurezza energetica. La novità più rilevante è dunque l’approccio unitario, per cui temi molto diversi come la questione ambientale, la sicurezza energetica, ricerca e innovazione, il mercato unico dell’energia. In precedenza ciascuno di questi temi era trattato in maniera separata, attraverso strategie che spesso non comunicavano tra loro. L’Unione Energetica invece vuole riunire tutto ciò che può avere un effetto sulla sostenibilità e sulla disponibilità di energia in un’unica strategia complessiva. Gli aspetti centrali, nel tentativo di costruire una maggiore solidarietà tra i Paesi europei, sono la sicurezza degli approvvigionamenti, un mercato integrato dell’energia, l’efficienza energetica al fine di diminuire i consumi interni, la de carbonizzazione dell’economia e la ricerca e l’innovazione. Un ruolo centrale sarà assunto dai progetti infrastrutturali e dalle interconnessioni. Il Consiglio ha riconosciuto in questo senso l’importanza dell’accordo siglato tra Portogallo, Spagna, Francia, Commissione e BEI per raggiungere un livello di interconnessione del 10% entro il 2020.

Cosa cambia per la sicurezza energetica europea

Il problema per l’Europa è la dipendenza da fonti esterne, e in particolare da aree geografiche instabili o da Paesi dove l’energia è stata in passato utilizzata come uno strumento politico. L’Unione ha affrontato questo problema attraverso i propri strumenti di politica estera, come la Politica Europea di Vicinato, e attraverso strumenti ad hoc come i dialoghi energetici con i paesi fornitori o come la Comunità dell’Energia, il cui fine era proprio la diffusione delle regole del mercato interno europeo ai paesi del vicinato.

L’Unione Energetica si propone di affrontare la sicurezza soprattutto attraverso una serie di interventi interni, ovvero il completamento del mercato interno, il miglioramento delle interconnessioni e una maggiore sostenibilità energetica, ottenuta sia aumentando l’efficienza che con un maggiore impiego di fonti rinnovabili. Per quanto riguarda la dimensione esterna della politica energetica, la Commissione riconosce che spesso l’energia è utilizzata come strumento di politica estera dai paesi fornitori, e suggerisce di migliorare sia gli strumenti già esistenti che di implementare più previsioni sull’energia nei trattati di libero scambio siglati dall’Unione Europea e in generale nella politica commerciale. Complessivamente, l’approccio alla politica energetica esterna della Commissione si conferma improntato alla depoliticizzazione del tema.

L' Autore - Andrea Sorbello

Iscritto alla Magistrale in Relazioni Internazionali - Studi Europei a Torino. Appassionato/morbosamente interessato a questioni di politica economica, relazioni internazionali, politica italiana (sic) e auto sportive. Lieto di contribuire a Rivista Europae!

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