mercoledì , 21 febbraio 2018
18comix

Fondi europei 2014-2020: le opportunità che l’Italia non può mancare

Per un Paese come l’Italia, indebitato per oltre il 130% del PIL e osservato speciale di mercati e istituzioni europee, spendere è praticamente impossibile. Investire in modo efficiente in innovazione, formazione, ricerca e sviluppo sarebbe invece fondamentale per accrescere la competitività e intraprendere la strada del rilancio economico. Il sostegno dell’Unione Europea può essere decisivo per uscire da questo circolo vizioso. Un aiuto concreto arriverà dai fondi strutturali europei, se l’Italia sarà in grado di cogliere al meglio le opportunità offerte dalla nuova programmazione 2014-2020. In ballo ci sono circa 56 miliardi di euro, 50% dei quali provenienti da Bruxelles, i restanti dal cofinanziamento nazionale. Per un Paese che fatica a trovare coperture da poche miliardi di euro si tratta di numeri decisamente attraenti.

Venerdì 4 ottobre si svolgerà a Roma, presso le Scuderie di Palazzo Altieri, una tavola rotonda di alto livello organizzata da EurActiv.it e FASI.biz e dedicata proprio al tema delle opportunità offerte dai fondi 2014-2020. All’incontro parteciperanno, tra gli altri, il Vice-Presidente della Commissione Europea Antonio Tajani, il Vice-Presidente del Parlamento Europeo Gianni Pittella e l’ex Ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca. Si discuterà di come l’Italia potrà migliorare la propria capacità di spesa per cogliere le opportunità del prossimo settennato e come potrà accrescere la propria influenza all’interno dell’Unione.

Temi come una gestione corretta delle risorse, una migliore governance dei progetti e un più efficace coordinamento nazionale sono decisivi per far sì che le risorse investite portino benefici economici e nuovi posti di lavoro. Le nuove regole varate dall’UE mirano a favorire una migliore gestione delle risorse. A partire dal prossimo anno, infatti, l’utilizzo dei fondi europei sarà regolato da Accordi di Partenariato concordati con Bruxelles dalle singole capitali nazionali. Gli Stati membri, insieme alle autorità locali, alle parti sociali e ai rappresentanti della società civile, dovranno definire priorità e modalità di impiego dei fondi e sottoporle al vaglio della Commissione.

L’Accordo di Partenariato dell’Italia avrebbe dovuto essere presentato a  Bruxelles lo scorso 30 settembre. La bozza sulla distribuzione dei fondi europei è però ancora all’esame della Conferenza Stato-Regioni. Il documento evidenzia comunque interessanti novità. In primo luogo l’esclusione delle grandi infrastrutture, che saranno finanziate attraverso il Fondo nazionale per lo Sviluppo e la Coesione. La priorità più alta è riconosciuta all’innovazione, alle PMI e alla green economy, a cui dovrebbero essere assegnati 26,4 miliardi di euro. 19 miliardi dovrebbero essere destinati a interventi per l’occupazione, la lotta alla povertà e la formazione, mentre al tema della sostenibilità ambientale spetterebbero 7,9 miliardi.

La precaria situazione politica interna, inoltre, non aiuta l’Italia nella definizione di strategie di lungo periodo. Il Ministro per la Coesione Territoriale Carlo Trigilia ha messo in guardia contro i rischi di una chiusura anticipata della legislatura. Il ritorno alle urne, ha detto al quotidiano “Il Mattino”, rischierebbe di ritardare la programmazione dei fondi europei, allontanando dall’Italia ingenti risorse finanziarie. I ritardi italiani si sommano alla difficoltà del negoziato sulla riforma della politica di coesione, che vede fronteggiarsi Parlamento Europeo e Consiglio dell’UE su temi come la condizionalità macroeconomica e le quote di cofinanziamento nazionale.

Il dibattito di venerdì porrà dunque l’attenzione su argomenti decisivi per il nostro Paese. I finanziamenti a pioggia, l’incapacità di gestire le risorse e la mancanza di strategie nazionali hanno finora rallentato l’utilizzo dei fondi europei. Perché la situazione migliori, l’Italia deve dimostrarsi un partner affidabile, stabile e capace di una programmazione a medio e lungo termine. La nuova Agenzia per la Coesione Territoriale, varata lo scorso agosto e in fase di strutturazione, va in questa direzione. Nata per monitorare la politica di coesione e dare assistenza alle amministrazioni che gestiscono programmi europei e nazionali, nelle intenzioni del Ministro Trigilia essa sarà «strumento di una strategia più ampia che deve vedere le amministrazioni locali e centrali impegnate in uno sforzo nazionale per fare dei fondi uno strumento fondamentale della ripresa di tutto il Paese».

Lo stesso Presidente del Consiglio Enrico Letta, ieri alle Camere per il voto di fiducia sul proprio esecutivo, ha tenuto a ricordare la centralità dei fondi strutturali, in un momento in cui «l’Italia non può permettersi di sprecare risorse», facendo riferimento ai fondi 2014-2020, ma anche alle risorse del settennato precedente tuttora inutilizzate, da convogliare in primo luogo su cultura ed educazione quali pilastri per il rilancio della competitività italiana.

Il programma della tavola rotonda “Fondi UE 2014-2020: I programmi per crescere e contare in Europa” (Roma, Scuderie di Palazzo Altieri, 4 ottobre 2013), di cui Europae è media partner ufficiale.

In foto il Ministro italiano per la Coesione Territoriale Carlo Trigilia, in primo piano a destra, insieme al Commissario europeo per le politiche regionali Johannes Hahn (Foto: European Commission). 

L' Autore - Davide D'Urso

Caporedattore, Presidente del Consiglio di Redazione e Vice Presidente dell'Associazione OSARE Europa - Laureato in Scienze Internazionali e Studi Europei presso l'Università di Torino e la Scuola di Studi Superiori Ferdinando Rossi, ho avuto esperienze professionali a Torino e Novara nei settori della comunicazione e dell'internazionalizzazione d'impresa. Nel 2014 ho lavorato a Bruxelles come addetto stampa per la Presidenza italiana del Consiglio UE. Vivo e lavoro a Torino. Scrivo di politica e istituzioni UE, Mediterraneo e politica di vicinato.

Check Also

Fake news: la Commissione Europea prova a reagire

La Commissione Europea si attiva contro la diffusione delle fake news. Dopo l’avvio della consultazione …

One comment

  1. Barbara Fornasir

    Non riesco a trovare un modulo di iscrizione per partecipare Come posso fare? So che il bando scade il 22 gennaio e vorrei esserci Grazie Barbara Fornasir

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *